venerdì 31 ottobre 2014

Contest di Halloween chiuso!!!


Buongiorno a tutti miei cari lettori e 



Il contest che ho preparato quest'anno si è concluso ieri a mezzanotte. Hanno partecipato in tanti, ne sono davvero felice, è andata decisamente meglio dell'anno scorso ^_^


Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato, si sono tutti impegnati a scrivere un finale degno del racconto del mitico Edgar Allan Poe.

Vi ripropongo l'estratto:



Il crollo della casa degli Usher

DURANTE un giorno triste, cupo, senza suono, verso il finire
dell'anno, un giorno in cui le nubi pendevano opprimentemente
basse nei cieli, io avevo attraversato solo, a cavallo, un tratto di
regione singolarmente desolato, finché ero venuto a trovarmi,
mentre già si addensavano le ombre della sera, in prossimità
della malinconica Casa degli Usher. Non so come fu, ma al
primo sguardo ch'io diedi all'edificio, un senso intollerabile di
abbattimento invase il mio spirito. [...] Contemplai la scena
che mi si stendeva dinanzi, la casa, l'aspetto della tenuta, i muri
squallidi, le finestre simili a occhiaie vuote, i pochi giunchi
maleolenti, alcuni bianchi tronchi d'albero ricoperti di muffa;
contemplai ogni cosa con tale depressione d'animo ch'io non
saprei paragonarla ad alcuna sensazione terrestre se non al
risveglio del fumatore d'oppio, l'amaro ritorno alla vita
quotidiana, il pauroso squarciarsi del velo. Sentivo attorno a
me una freddezza, uno scoramento, una nausea, un'invincibile
stanchezza di pensiero che nessun pungolo dell'immaginazione
avrebbe saputo affinare ed esaltare in alcunché di sublime. Che
cos'era, mi soffermai a riflettere, che cos'era che tanto mi
immalinconiva nella contemplazione della Casa degli Usher?
Era un mistero del tutto insolubile; né riuscivo ad afferrare le
incorporee fantasticherie che si affollavano intorno a me
mentre così meditavo.

[...] e adesso con un senso di
smarrito stupore, non vi era dubbio (per quanto da che
direzione provenisse mi era impossibile dire) che in quel
preciso istante anch'io sentivo inequivocabilmente un rumore
sommesso e apparentemente lontano, ma aspro, prolungato,
raschiante e forse stranamente urlante [...]


Spaventoso eh? 

Bene, rullo di tamburi per decretare il finale più pauroso che sia mai stato creato.................

E il vincitore èèèè




SORPRESA!!!!!!!!!!! :P 

Non vogliatemene a male, ma il vincitore o la vincitrice del contest sarà svelato/a mercoledì 5 novembre durante il programma radio La Giovane Italia :D

Vi ricordo che in palio c'è anche il romanzo horror per ragazzi/adulti Il Sussurro dell'Uomo Nero


A mercoledì, buon weekend ragazzi e buona festa di Ognissanti ^_^

lunedì 27 ottobre 2014

Sbadiglio -_-

Buooongiorno a tutti carissimi lettori, come state? Passato un ottimo weekend?
Sabato mia madre, io e la cagnolina Nuvola siamo andati a trovare la mamma di Nuvoletta! La proprietaria era da tanto che voleva rivederla e quindi abbiamo fatto questa carrambata. Anche se comunque Nuvola non ha riconosciuto la mamma, è stato un bell'incontro!
Ieri invece mio marito, non contento del rafting della settimana scorsa, ha voluto provare il volo dell'angelo a Rocca Massima!! Che ansia, non potete immaginare, ma per fortuna è andato tutto bene e la prossima volta mi sa che ci proverò anch'io :D

Oggi vorrei proporvi una lettura per bambini/ragazzi, età indefinita, è perfetta anche per gli adulti.
Titolo: Sbadiglio, autore e illustratore: Silvestro Nicolaci.



Nemo e Alice si incontrano su un tram e per caso vengono a scoprire che, nonostante facciano sogni diversi, c'è un punto che accomuna i loro sogni: una buffa bambina bionda con le pantofole a forma di dalmata.
I due ragazzi iniziano a indagare e scoprono che altre persone hanno sognato questa bimba, anche se la ricordano a malapena, perché la maggior parte della gente, al mattino, dimentica quello che ha sognato durante la notte.
Alice e Nemo scoprono che c'è un legame tra la misteriosa bimba che vedono in sogno e il negozio dove hanno comprato i letti: il negozio Sogni d'oro.
Il proprietario ascolta pazientemente e tranquillamente la storia dei due ragazzi e li rassicura, dicendo loro che non si devono preoccupare perché lui riuscirà a risolvere tutto.

Non posso raccontarvi altro sulla trama, perché il finale è davvero sorprendente! E' una lettura piacevole, che cattura, trascina il lettore in un mondo sospeso tra sogno e realtà.
Non vedevo l'ora di arrivare alla fine per capire dove l'autore mi avrebbe portata, anche se forse la fine è un po' malinconica, ma anche rasserenante.
Le illustrazioni in bianco e nero fanno sì che questa storia sia un incrocio tra racconto illustrato e graphic novel, sono meravigliose, le ho apprezzate molto.
Lettura consigliatissima, per grandi e piccini! 

"«Ci pensi mai?» le chiese lui ripensando alla giornata trascorsa. Riempire di domande i clienti del negozio di letti non era servito. Nessuno aveva saputo dir loro che cosa avesse sognato nelle ultime notti. Genitori compresi.
«A cosa?» disse lei asciugandosi i baffi con un fazzolettino.
«Al fatto che la maggior parte della gente non ha la minima idea di quello che sogna!» E poi voltando lo sguardo verso il vetro come a trovar fuori il ricordo del suo sogno: «Non sanno quello che si perdono»."

Silvestro Nicolaci

Sbadiglio

pp. 74 - € 12,00

ISBN: 978-88-97381-280

Editore: GRAPHOFEEL



Vi ricordo che avete ancora due giorni per partecipare al contest di Halloween! I commenti aumentano, fatevi avanti, coraggio!! In palio per il vincitore il romanzo horror Il sussurro dell'Uomo Nero e una menzione speciale nel programma radio La Giovane Italia!

A presto ragazzi ^_^

mercoledì 22 ottobre 2014

Vi siete mai chiesti da dove deriva una parola?

Buongiorno a tutti carissimi, come state?
La mia caviglia è ancora abbastanza malandata, ma ieri sera sono andata a farmi un massaggio "scrocchiante" per sbloccare la situazione e oggi va già un po' meglio e finalmente posso tornare a giocare!

Oggi non parliamo di libri, ma di un argomento comunque legato ad essi, perché parliamo di... parole, o meglio dell'etimologia delle parole.
Ho studiato greco e latino al classico e all'università ho approfondito la lingua italiana grazie a ottimi professori e a corsi come glottodidattica e linguistica, quindi la parola è stata per me oggetto di studi e di approfondimenti e mi incuriosisce sempre tentare di scoprire l'origine di esse, ovvero l'etimologia.
La stessa parola etimologia deriva dal greco, è composta da ἔτυμος (ètimos)=vero, reale e λόγος (lógos)=discorso, parola.




Con mia suocera, insegnante di italiano in pensione, ci divertiamo spesso a 'battibeccare' simpaticamente sulla lingua italiana, sui dubbi che posso venire su una determinata questione, che sia di grammatica o di accentazione o ancora di significato. Fino a qualche anno fa si prendeva il dizionario per confermare o meno le nostre tesi, adesso esiste Wikipedia :-)
E' sempre molto divertente confrontarsi sulla nostra lingua, imparare a conoscere nuove parole, ripassare la nostra grammatica e... udite udite... spesso e volentieri "vinco" io :D

Voi siete mai stati incuriositi dalle parole della nostra meravigliosa lingua? Dalla loro etimologia? 
Ecco ad esempio una curiosità, tratta dal romanzo-saggio di Alberto Angela, Amore e sesso nell'antica Roma.


Si sta parlando del fatto che gli antichi romani avevano quattro diversi modi di sposarsi.
"Il matrimonio cum manu fu senza dubbio la forma più antica adottata dai romani. La parola matrimonium deriva da "mater" (madre) e munus ("dovere"), quindi significa letteralmente "dovere della madre"."

Volete sapere un'altra curiosità? La fonte è sempre la stessa e parliamo delle fedi nuziali. La fede è chiamata anularis in latino. Ma perché la fede si mette proprio all'anulare? "Perché i romani pensavano che da lì partisse un sottilissimo nervo che collegava il dito (e quindi l'anello) al cuore."

Spero che il post vi sia piaciuto e che possa dare uno spunto a tutti voi per essere più curiosi riguardo la nostra lingua :-)

Prima di lasciarvi vi ricordo che oggi alle 17.20 circa andrà in onda la mia rubrica "Lo scaffale di Chiara", ospite del programma radio La Giovane Italia (che inizia alle 16.30). Per ascoltarlo basta andare sul sito di Ryar Web Radio!



Vi ricordo anche il mio contest di Halloween. So che dentro ognuno di voi si nasconde l'animo di uno scrittore, tiratelo fuori ragazzi e scrivete (nei commenti sotto al post o alla mia email) un finale horror degno di Edgar A. Poe!! Vi aspetto!

 

Vi abbraccio forte ^_^

lunedì 20 ottobre 2014

Voli acrobatici e pattini a rotelle

Buoooongiorno carissimi lettori, come state? Passato un bel weekend? Sapete cosa ho fatto io ieri? Rafting!!! Ci credereste?? Non so come mi sia convinta a farlo, ma ragazzi, è stato supermegadivertente :D
Sveglia alle 6, partenza alle 7, destinazione: Centro Rafting Cascata delle Marmore. Lì ci hanno fatto prima una lezione teorica sulla sicurezza e poi una lezione pratica a terra. L'unico problema è che, essendo in 11, ci hanno dovuto dividere, perché su ogni gommone vanno 6 persone, quindi siamo capitati con persone che non conoscevamo e che, oltretutto, erano alquanto scoordinati e scambiavano la destra con la sinistra. PANICO O.O Non volevo più farlo!! Alla fine per fortuna è andato tutto bene, l'unico mio timore era cadere e, in effetti, uno del nostro gruppo è caduto in acqua ma l'abbiamo recuperato immediatamente, mentre una ragazza di un altro gommone cadendo ha bevuto molta acqua e si è spaventata. 
A parte questi inconvenienti, da mettere in conto, mi sono divertita da matti e sono sicura che lo rifarò! :-)
Ecco a voi qualche foto!






Dai, ora parliamo di cose serie. Qualcuno ha letto l'ultimo libro di Fannie Flagg? Titolo lunghissimissimo: Voli acrobatici e pattini a rotelle a Wink's Phillips Station.



Sookie ha sposato l'ultima delle sue figlie e vuole godersi un po' di meritato riposo. La vita scorre tranquilla a Point Clear, Alabama, anche se la protagonista deve gestire l'anziana esuberante madre, Lenore. Un giorno, la sua relativamente tranquilla esistenza, viene sconvolta da una lettera in cui viene rivelato a Sookie che la sua vera madre non è Lenore. Inizia così un viaggio, di Sookie e del lettore, alla scoperta della famiglia di origine della protagonista, che ci riporta indietro ai primi del '900, quando Stanislaw Jurdabralinski si trasferisce in America dalla Polonia. Scopriamo che la famiglia Jurdabralinski si fece un nome grazie alla loro famosa stazione di benzina a Pulaski, Wisconsin. La stazione divenne addirittura leggendaria quando a rilevarla furono le quattro figlie femmine, dato che il maschio di casa dovette partire per la guerra. Anche le donne di casa però, essendo esperti piloti di aerei, si arruolarono nelle WASP (Women Airforce Service Pilots), organizzazione pionieristica di donne pilota durante la seconda guerra mondiale.
Sookie scopre così di avere sangue polacco e, nonostante lo shock iniziale, accetta le sue origini.

La Flagg continua a essere una delle mie autrici preferite nel panorama narrativo contemporaneo. A qualcuno potrà sembrare noiosa e ripetitiva, dato che le storie sono sempre ambientate in Alabama, sua terra d'origine, e per il fatto che nei suoi romanzi compaiono personaggi ricorrenti (anche in quest'ultimo troviamo Dena Nordstrom, protagonista di Pane cose e cappuccino dal fornaio di Elmwood Springs). Invece queste sono le caratteristiche che più mi attraggono di questa autrice: il fatto di ritrovarmi sempre catapultata nello stesso mondo, capace di trasmettermi serenità e pace e di ritrovare personaggi che ho amato negli altri romanzi, anche se solo di sfuggita, mi dona tranquillità, è come sentirsi a casa.
Nel suo ultimo libro, troviamo due piani narrativi che si intrecciano in maniera fluida e sapiente: abbiamo la storia che si svolge nei nostri giorni, quella di Sookie, e la storia passata che riguarda gli Jurdabralinski.
I personaggi sono descritti egregiamente, i nomi sono tanti, ma si distinguono con facilità e vi assicuro che imparerete ad amarli tutti. Lo stile, come sempre, non delude: è scorrevole, brillante (Lenore è spassosissima!), ironico, ma anche commovente e toccante.
La storia delle WASP mi è entrata nel cuore e mi è venuta voglia di saperne di più: d'altra parte parliamo delle prime donne pilota della storia umana!!
L'unica nota negativa è che nel finale l'autrice si dilunga troppo, ogni volta pensavo che stesse per finire (perché la fine degli ultimi capitoli era un degno finale), invece il brodo si allunga un pochino. Anche se un romanzo ti piace e non vorresti che finisse mai, questo non vuol dire che si può tirare la corda all'infinito. Vi assicuro che però è un dettaglio, che non rovina l'atmosfera del libro!
Vi appassionerete sicuramente a questa coinvolgente storia familiare :-)

Prima di lasciarvi una frase del romanzo, vi ricordo il contest di Halloween. In premio uno splendido libro horror e una menzione speciale nel programma radio La Giovane Italia. Se avete problemi a lasciare un commento sotto al post, scrivete alla mia email: lerecensionidichiara@gmail.com

"Grazie al dottor Shapiro, concluse, aveva imparato che il successo di una persona non si misura dai traguardi raggiunti bensì dagli ostacoli superati. [...] non era un punto di riferimento in società né una ballerina classica ricca e famosa, però suo marito e i suoi figli la amavano. Sinceramente, cosa si poteva desiderare di più?"


Titolo: Voli acrobatici e pattini a rotelle a Wink's Phillips Station
Autore: Flagg Fannie
Prezzo: € 18,50
Dati: 2014, 393 p., rilegato
Traduttore: R. Zuppet
Editore: Rizzoli (collana Rizzoli best)
Disponibile in eBook a € 9,99

martedì 14 ottobre 2014

Contest di Halloween :D

Buongiorno carissimi, come andiamo? Spero abbiate trascorso un bel weekend e che siate prontissimi per le novità che vi aspettano su questo blog!
Il sondaggio che avevo lanciato su fb e qui, riguardo a un eventuale cambiamento dell'header del blog, è chiuso. Vi ringrazio per aver partecipato attivamente; vi anticipo che... i cambiamenti ci saranno! Le risposte sono state controverse, molti mi hanno scritto e hanno votato per lasciare tutto così com'è, mentre altri hanno giustamente scritto che se ho creato questo sondaggio l'ho fatto perché la voglia di cambiamenti c'è e in effetti sento il bisogno di apportare delle modifiche per dare una ventata di novità al blog. Ne vedrete delle belle!!
A proposito di novità, alcuni di voi hanno letto già su fb che la collaborazione con il programma radio La Giovane Italia continua, anzi, si rafforza: infatti, ogni mercoledì, intorno alle 17.20 - verso la fine della puntata - ascolterete un mio brevissimo intervento. Due-tre minuti per consigliarvi un libro! La rubrica si chiamerà Lo scaffale di Chiara ^_^ Mi raccomando, sintonizzatevi ogni mercoledì su Ryar Web Radio, ascoltate la puntata con gli interessantissimi ospiti di Andrea e poi il mio angolino libresco :D

E ora veniamo a noi. Si avvicina Halloween, festa che amo particolarmente, mi piacciono i colori, le maschere, i bimbi che gridano "Dolcetto o scherzetto" e anche quest'anno vorrei festeggiare con voi proponendovi un giochino. Naturalmente ci saranno dei premi in palio!



Allora, le regole per partecipare sono semplicissime:
1) Iscrivetevi al blog solo e soltanto se vi piace, così potremo chiacchierare piacevolmente di libri.

2) Di seguito leggerete l'inizio e un estratto (quasi finale) del racconto di Edgar A. Poe, Il crollo della casa degli Usher.
Il vostro compitino sarà quello di scrivere, nei commenti sotto questo post, come secondo voi dovrebbe finire questo racconto. Mi raccomando, dev'essere un finale degno di Halloween! Bastano anche poche righe...

Il premio è naturalmente.... un libro!!!! Per voi in palio l'horror per ragazzi (ma non solo) di Emanuele Corsi: Il sussurro dell'Uomo Nero




E i premi non finiscono qui! Il vincitore, nonché il suo finale da brivido, avranno una menzione speciale nel programma radio di Andrea, La Giovane Italia :D Non male eh?


Il contest si chiuderà giovedì 30 ottobre a mezzanotte
Vi aspetto numerosi!


Il crollo della casa degli Usher

DURANTE un giorno triste, cupo, senza suono, verso il finire
dell'anno, un giorno in cui le nubi pendevano opprimentemente
basse nei cieli, io avevo attraversato solo, a cavallo, un tratto di
regione singolarmente desolato, finché ero venuto a trovarmi,
mentre già si addensavano le ombre della sera, in prossimità
della malinconica Casa degli Usher. Non so come fu, ma al
primo sguardo ch'io diedi all'edificio, un senso intollerabile di
abbattimento invase il mio spirito. [...] Contemplai la scena
che mi si stendeva dinanzi, la casa, l'aspetto della tenuta, i muri
squallidi, le finestre simili a occhiaie vuote, i pochi giunchi
maleolenti, alcuni bianchi tronchi d'albero ricoperti di muffa;
contemplai ogni cosa con tale depressione d'animo ch'io non
saprei paragonarla ad alcuna sensazione terrestre se non al
risveglio del fumatore d'oppio, l'amaro ritorno alla vita
quotidiana, il pauroso squarciarsi del velo. Sentivo attorno a
me una freddezza, uno scoramento, una nausea, un'invincibile
stanchezza di pensiero che nessun pungolo dell'immaginazione
avrebbe saputo affinare ed esaltare in alcunché di sublime. Che
cos'era, mi soffermai a riflettere, che cos'era che tanto mi
immalinconiva nella contemplazione della Casa degli Usher?
Era un mistero del tutto insolubile; né riuscivo ad afferrare le
incorporee fantasticherie che si affollavano intorno a me
mentre così meditavo.

[...]  e adesso con un senso di
smarrito stupore, non vi era dubbio (per quanto da che
direzione provenisse mi era impossibile dire) che in quel
preciso istante anch'io sentivo inequivocabilmente un rumore
sommesso e apparentemente lontano, ma aspro, prolungato,
raschiante e forse stranamente urlante [...]



giovedì 9 ottobre 2014

Quanti delitti!

Carissimi, buondì, tutto bene?
La mia caviglia si sta piano piano riprendendo, anche se il tragitto per andare al lavoro non aiuta, pazientiamo! Spero di riprendere presto a giocare a tennis ^_^

Tempo fa accennai al fatto che avessi comprato un librone in offerta contenente tre romanzi della signora del giallo, Agatha Christie. Finora sono riuscita a leggere i primi due... essendo abbastanza pesante non posso portarlo in giro, quindi lo leggo a casa non appena trovo mezz'oretta per rilassarmi, sedermi sul divano e immergermi nella lettura.



Partiamo dalla prima storia. Si intitola C'è un cadavere in biblioteca, romanzo pubblicato in Italia nel 1948 dalla Mondadori.
Trama: siamo a St. Mary Mead; il colonnello Bantry e la moglie, svegliati dalle urla di una cameriera, trovano nella biblioteca della loro villa il cadavere di una giovane donna che nessuno sembra conoscere. Dopo alcune ricerche effettuate dalla polizia, si scopre che la ragazza lavorava nelle vicinanze, all'Hotel Majestic, come ballerina. La moglie del colonnello chiama la sua cara amica Miss Marple che inizia a investigare per proprio conto. La vecchia zitella scopre che invischiati nel delitto ci sono la cugina della vittima e un signore invalido, molto ricco, che aveva deciso di lasciare una grossa somma di denaro alla vittima, una volto deceduto.

Nel secondo romanzo, intitolato Un delitto avrà luogo (pubblicato nel 1950), un paesino inglese, Chipping Cleghorn, viene messo sottosopra da un annuncio pubblicato sulla gazzetta locale: “Un delitto avrà luogo venerdì 29 ottobre, alle ore 18.30 pomeridiane, nel villino 'Little Paddocks'. Si pregano gli amici di voler accettare quest’avvertimento, che non sarà più ripetuto".
Naturalmente gli amici di Letitia Blacklock, proprietaria di Little Paddocks, incuriositi dall'annuncio (che nessuno dei conoscenti sembra aver pubblicato) si recano alla villa. Si trovano tutti nel salone quando, alle 18.30, le luci si spengono, una voce urla "Su le mani", una torcia rotea nella stanza, si ode uno sparo e quando torna la luce l'autore del misfatto giace a terra, morto.
In questo romanzo compare per la prima volta l'ispettore Craddock, personaggio che ritroviamo in altri libri della Christie.
Anche qui il delitto vedrà protagonista la mitica Jane Marple che, casualmente, è ospite della moglie del vicario di Chipping Cleghorn.

In entrambi i romanzi la trama si infittisce sempre di più mano a mano che si avanti nel racconto. Il secondo giallo mi è piaciuto più del primo, la storia è contorta, complessa, a tratti inquietante e il finale è a sorpresa. Le sorprese in realtà non mancano nemmeno nel primo racconto, la Christie riesce a inserire nella storia tanti personaggi, senza però che il lettore possa confondersi e li descrive in maniera dettagliata, riuscendo a penetrare nella psicologia di tutti gli attori.
Che dire della Marple? Io la adoro ^_^ Questa vecchietta dolce, apparentemente innocua è il terrore dei delinquenti di St. Mary Mead. Ha un ingegno acuto, è attenta ai dettagli e conosce profondamente la mente umana, grazie al suo spiccato spirito di osservazione.
Si diverte a paragonare i protagonisti delle vicende delittuose agli abitanti del suo paesino, ognuno le ricorda qualcuno del villaggio.
Ecco una descrizione che fa l'ispettore Craddock della Marple: "Miss Jane Marple era molto simile, se non perfettamente identica all'immagine che Craddock si era fatto di lei. Aveva un'aria molto più benevola di quanto non avesse pensato, ma era anche parecchio più anziana. A dire la verità sembra vecchissima. Aveva i capelli candidi come la neve, il viso roseo ma rugoso e due occhi azzurri ingenui e dolcissimi. Era letteralmente sepolta sotto cumuli di morbida lana."

Consiglio questi due romanzi agli amanti del genere, di Miss Marple e naturalmente di Agatha Christie. Sapete che ha scritto anche alcuni romanzi rosa con lo pseudonimo di Mary Westmacott? Sarei curiosa di leggerne qualcuno!
E voi? Amate questa scrittrice? Cosa avete letto di lei? O magari avete visto i vecchi film in bianco e nero con Margaret Rutherford nel ruolo di Miss Marple? 



Vi auguro uno splendido weekend ^_^


I grandi casi di Miss Marple: C'è un cadavere in biblioteca-Un delitto avrà luogo-Polvere negli occhi
2010, 634 pagine
Traduttore Tedeschi; Griffini
Editore Mondadori (collana Oscar bestsellers)

martedì 7 ottobre 2014

Al paradiso delle signore

Carissimi lettori, buongiorno, tutto bene?
Ieri sera giocando a tennis, la mia caviglia destra ha ceduto un po' ed eccomi a casa col ghiaccio e il piede alzato. In realtà non si è gonfiata, è una piccola contusione e spero di tornare in campo la prossima settimana. Purtroppo la mia caviglia è ballerina, ho preso tre storte brutte nel corso degli anni e non si è mai ripresa, anche perché in passato giocavo a pallavolo e non riuscivo a stare ferma (beata gioventù!!), quindi non l'ho mai lasciata guarire ben bene :-/ Pazienza, il riposo forzato mi permette di essere qui con voi e di parlarvi del mio argomento preferito: libri, libri, libri ^_^
Tra l'altro proprio ieri pomeriggio ho fatto danni!!! Ho acquistato su Amazon Kindle il nuovo romanzo di Kinsella, il settimo della saga di Becky Bloomwood, I Love Shopping a Hollywood (in realtà li ho tutti cartacei, ma con 20,00€ ho acquistato due libri invece di uno!) e l'ultimo di un'altra delle mie autrici preferite, Fannie Flagg, intitolato Voli acrobatici e pattini a rotelle a Wink's Phillip Station.



Quest'ultimo l'ho già iniziato ieri, subito dopo aver finito il romanzo di cui vi parlerò oggi: Al paradiso delle signore di Émile Zola (pubblicato nel 1883).



Chi ha ascoltato la puntata in radio di mercoledì scorso sa già perché ho voluto affrontare questa lettura. Qualche tempo fa in tv, sul canale LaEffe, ho visto la pubblicità di un period drama prodotto dalla BBC, The Paradise, tratto appunto dal romanzo di Zola. Non conoscendo molto bene questo autore (di lui ho letto soltanto Nanà) sono andata alla ricerca di questo suo romanzo, il cui titolo originale è Au bonheur des dames e.... l'ho comprato con un click! L'ebook veniva soltanto 1,99€ :">
Della serie ho visto l'inizio della prima puntata, ma essendo ambientato in Inghilterra, sono stati cambiati anche i personaggi, i nomi e la protagonista mi è sembrata del tutto diversa dalla Denise, povera e orfana, che si presenta a casa dello zio. Probabilmente ora che ho finito il libro continuerò a vederlo, anche se si tratterà di una storia decisamente diversa.
Tornando al libro, le pagine potrebbero spaventare un lettore alle prime armi, nella versione cartacea sono 288, ma io ho letto romanzi mooolto più lunghi, quindi non ho avuto problemi ad affrontare questa lettura.
La trama in breve è la seguente. Denise, dopo la morte dei genitori, lascia il suo paese natale, Valognes, insieme ai due fratelli, il piccolo Pépé e Jean, per recarsi a Parigi presso uno zio. Lo zio Baudu, un mercante di stoffe, non può darle lavoro, perché il nuovo grande moderno magazzino, Il Paradiso delle Signore, sta inghiottendo e rovinando tutti i negozianti della zona.
Denise, pur recando dispiacere allo zio, trova lavoro come commessa proprio presso il centro commerciale. L'affascinante proprietario del magazzino, Octave Mouret, si interessa a Denise, nonostante sia una ragazza semplice, che viene dalla campagna, nemmeno attraente, ma c'è qualcosa che lo attrae verso di lei. La ragazza viene però maltrattata dalle compagne e sfinita dalle chiacchiere, dopo nemmeno un anno, se andrà dal Paradiso, per poi farvi ritorno e trovando la sua strada nel magazzino grazie alla sua dolcezza ostinata e alla sua grazia, facendo così breccia nel cuore di Mouret.

Mi dispiace dire innanzitutto che ho trovato tantissimi errori di ortografia nell'ebook, non so se siano presenti anche nella versione cartacea, roba da mettersi le mani nei capelli!
Sorvolando su questi dettagli (che però per me sono importantissimi!) il romanzo mi è piaciuto. Avevo letto nell'introduzione, che Zola è stato spesso rimproverato per non avere creato dei personaggi indimenticabili, e chissà, di questo romanzo forse mi è piaciuto proprio questo, il fatto che abbia l'autore abbia narrato la storia di persone comuni, semplici, persone che lottano strenuamente per portare il cibo sulla tavola, negozianti che vedono la loro attività distrutta dalla sete di potere dei più forti e sono costretti a chiudere (non assistiamo a queste vicende ogni giorno oggi?).
Denise è una ragazza sfortunata, ma è forte, coraggiosa, umile e dolce. Deve fare da mamma ai due fratelli più piccoli, soffre in silenzio le pene dell'inferno per poter dar loro una sistemazione, ma le malelingue, la malignità degli altri purtroppo sono più forti e sarà costretta a trovare un'altra soluzione, finché non riuscirà a tornare in quel luogo da dove l'avevano cacciata e "si vendicherà" a modo suo di tutte le cattiverie subite.
Il protagonista maschile è il potente Mouret, il grande seduttore, profondo conoscitore dell'animo femminile, in grado di conquistare tutte le donne di Parigi, seducendole con trine, stoffe, mantelli, guanti, con i colori e lo sfarzo. Cadono tutte ai suoi piedi, sfrutta le amanti per il suo tornaconto personale ma - come viene ripetuto in tutto il romanzo - prima o poi qualcuna si vendicherà e costei sarà proprio la timida Denise ("Era là, paziente; e la sola che fosse da temere, appunto per quella dolcezza.")
E' un romanzo claustrofobico se vogliamo, perché la trama si svolge e si evolve all'interno del grande magazzino: le lotte di potere, le chiacchiere, gli amori, nascono dentro quel tempio innalzato per dominare la donna ("L'unica passione di Mouret era di vincere la donna: la voleva regina nel suo magazzino, le aveva innalzato quel tempio per dominarla meglio. Inebriarla di galanti cortesie e trafficare sui suoi desideri, trar profitto della sua febbre, in questo consisteva la sua tattica.")
Nonostante la storia si sviluppi al chiuso, tranne qualche incursione al di fuori del magazzino per raccontare la vita che si svolge intorno al Paradiso delle Signore, nel quartiere dove gli altri negozianti vengono schiacciati ogni giorno sempre più da quell'immenso negozio, e nonostante Zola si perda - volentieri - in descrizioni dettagliate della vita dei commessi, di ogni reparto del magazzino, a me il romanzo è piaciuto, non riuscivo a smettere di leggere. Volevo sapere di Denise, di come riuscisse a cavarsela nel suo reparto, nonostante le cattiverie iniziali, di come tenesse testa al grande Mouret, il potente uomo d'affari, ricco, con tante amanti, che alla fine non riesce a godere dei suoi beni perché l'unica donna di cui veramente gl'importa non lo vuole. "A che serviva quella conquista del mondo, se lei diceva sempre di no?"
Ma non temete, nonostante la letteratura del periodo (parliamo di 1800 circa) e le grandi tragiche storie d'amore, qui l'happy ending c'è :-)



Buona giornata a tutti ^_^