mercoledì 30 luglio 2014

Ultimo post prima delle vacanze ^_^

Buongiorno a tutti cari lettori, come state?
Avete visto che bel tempo sì? Oggi sembra ottobre, almeno a Roma :-/ Un'estate così strana fatico davvero a ricordarla, sarò riuscita ad andare al mare sì e no tre volte!!
Pazienza! Che fate di bello per le vacanze? Mio marito e io ce ne andiamo una settimana a Stoccolma, era da un po' che desideravo visitarla e l'estate mi sembra l'unico periodo relativamente buono per questa città (anche se sembra che agosto sia un mese piovoso, speriamo bene!). Dopo la capitale svedese torniamo in Italia, disfiamo le valigie e le riprepariamo per raggiungere una coppia di amici nel Cilento :-)
Non vedo l'ora che arrivi il 15 agosto perché sono tanto tanto stanca!

Come avrete letto su fb, per il mio compleanno il mio adorabile maritino mi ha regalato il...... Kindle!!! Finora usavo un tablet per leggere gli ebook, ma devo dire che è abbastanza pesante ed è diventato faticoso per me scarrozzarlo in giro.. la consegna è prevista per domani, non vedo l'ora di averlo tra le mani! Non preoccupatevi, il cartaceo rimane sempre il mio "mezzo di lettura" preferito, ma oggettivamente gli ebook costano di meno e pesano anche poco ;-)
Vi farò sapere come mi troverò!

A proposito di libri digitali, l'ultimo che ho letto si intitola Domani mi sposo di Alison Sherlock (titolo originale: "The Desperate Bride's Diet Club"), edito da Newton Compton.


Violet Saunders riceve una proposta di matrimonio dal fidanzato (precedentemente fedifrago). Lei è felice, ma ha un problema: deve assolutamente dimagrire prima del matrimonio. Si iscrive quindi a un programma di dimagrimento, Corpo nuovo, vita nuova!, gestito dalla terribile nonché magrissima Trudie. L'unico aspetto positivo del corso sono i nuovi amici di Violet: Maggie e la figlia Lucy, Kathy ed Edward. Il gruppo decide di riunirsi "in segreto" a casa di Violet per cercare un modo di dimagrire al di fuori dell'inutile programma di Trudie.
Violet, nonostante la timidezza, si apre con gli altri e diventa anzi il leader del gruppo, motivandoli a dimagrire grazie a una dieta sana priva di grassi, la dieta mediterranea. Violet ha scoperto il meraviglioso mondo della cucina italiana grazie al suo affascinante capo, Mark.
Violet riuscirà a dimagrire, ma troverà la vera felicità? 

All'inizio del libro ero un po' scettica, perché la storia parte lentamente, in punta di piedi, delicatamente, e si fa strada piano piano, cresce insieme all'autostima di Violet e degli altri personaggi. Nonostante l'inizio incerto, mi sono appassionata alla storia della timida Violet, una ragazza con grandi potenzialità che, a causa del peso, non riesce a farsi strada nel mondo lavorativo e sociale, ma la sua forza di volontà l'aiuterà a superare le difficoltà della sua vita. Anche gli altri personaggi hanno storie dolorose da raccontare e lo fanno spontaneamente all'interno del loro piccolo ma affiatato gruppo.
Il titolo, questa volta me la prendo anche con quello originale, non ha niente a che vedere con la storia raccontata nel romanzo: è vero, la protagonista è Violet, è vero, si deve sposare, ma non si può ridurre una trama che trasmette un messaggio importante al lettore al fatto che Violet deve dimagrire per essere bella il giorno del suo matrimonio. E' estremamente riduttivo. Violet, grazie alla profonda amicizia che la lega agli altri membri del club, riuscirà a trovare il proprio posto nel mondo, a cambiare coraggiosamente la propria vita.
E' stata per me una lettura stimolante, coinvolgente, un'avventura che mi è entrata nel cuore, così come Violet.
Libro consigliatissimo per l'estate :-)

Auguro a tutti voi delle vacanze meravigliose, piene di sole e di allegria!!! Arrivederci a settembre ^_^ e mi raccomando

ABBUFFATEVI DI PAROLE 










mercoledì 23 luglio 2014

"Bravo, burro!": un libro per ragazzi e non solo

Carissimi buongiorno, come andiamo?
Credo di avere bisogno di ferie, eh sì! Chi mi segue su fb sa già che sono stata poco bene a causa del reflusso, una fastidiosa rottura di scatole che causa bruciori e dolori a livello gastroesofageo e che non accenna ad andarsene :-(
Ergo, devo andare in vacanza, ma purtroppo per me dovrò aspettare il 15 agosto!! Ce la farò? @__@

Oggi vorrei parlarvi di una storia dolce, divertente, dedicata ai più piccoli, ma io la consiglierei anche agli adulti: mi sono divertita tantissimo a leggerla, è una favola e come tutte le favole fa sognare e ha una morale.
Il titolo è Bravo, burro!, autore John Fante, scritto in collaborazione con lo sceneggiatore Rudolph Borchert (avete presente i Chips? o T. J. Hooker?), corredato dalle meravigliose illustrazioni di Marilyn Hirsh.
Il titolo originale è tutt'altra cosa, Brave Burro, ovvero "il coraggioso burro". In generale preferisco di gran lunga i titoli originali, ma in questo caso "Bravo, burro!" rende l'idea ed è un titolo che attira.

                           

La storia è ambientata in un Messico bello, soleggiato, favolistico e favoloso. Il piccolo Manuel si imbatte in un asinello coraggioso (la parola burro in spagnolo significa asino) che sfida un puma senza paura e senza tirarsi indietro. Manuel decide di portarlo con sé, a casa sua, in una hacienda che sembra un'isola felice: i lavoratori adorano il padrone, don Francisco, che alleva tori utilizzati nelle arene. Il più bello e invidiato da tutti è Montaña Negra, che un bel giorno fugge a causa di un incendio provocato dal padre di Manuel.
Il toro è indispensabile per la sopravvivenza dell'hacienda, perché don Francisco, in gravi difficoltà economiche, ha deciso di venderlo. Nessuno però riesce nell'impresa di catturare il toro, ma Manuel e il suo burro lo riporteranno coraggiosamente a casa, grazie alla forza dell'animale e all'intelligenza del bambino.
Una storia semplice ma commovente, toccante, coinvolgente. In realtà la trama doveva essere la base per il primo episodio di un ambizioso progetto cinematografico di Orson Welles, un film intitolato It's all true, progetto rimasto però incompleto.
Il libro fu pubblicato negli Stati Uniti nel 1970 e tradotto in Italia soltanto nel 2010, per fortuna direi! Una perla così non poteva rimanere nell'oblio.
Conosco poco John Fante, di lui ho letto soltanto Full of Life, ma grazie al mio fratellone sto scoprendo un autore degno di nota, che riesce a essere sempre sottilmente ironico e profondo.
Sembra che il tema ricorrente delle sue opere sia il rapporto conflittuale tra padre e figlio (tema fortemente autobiografico), trattato anche in questa favola.
Il padre di Manuel lavora per don Francisco, ma è un fannullone ubriacone, nonostante in lui si nasconda un torero di talento, dopo la morte della moglie non riesce a reagire, e Manuel si dimostra un ragazzino in gamba, intelligente e volenteroso.
L'amore per il figlio riuscirà a risollevare il suo animo e insieme potranno ricominciare a costruire una nuova vita.
Protagonista indiscusso è il burro, forte, coraggioso, un animale intelligente a differenza del luogo comune riguardante gli asinelli.
Il rapporto che stabilisce con Manuel stringe il cuore, il burro comprende subito la bontà d'animo del ragazzo e per lui è disposto anche a sacrificare la sua vita.

"- Hai tutte le ragioni per essere orgoglioso del tuo burro coraggioso, Manuel. Sono animali forti e determinati, e spesso incompresi o fatti oggetto di scherno. Ma sono sempre stati servitori fedeli dell’uomo, senza mai lamentarsi; e contrariamente a quel che si crede non sono creature stupide, né ostinate. […] Però un uomo non può modellare la propria vita prendendo esempio dagli animali. Un burro è un burro. Ma tu, Manuel, sei un essere umano. - 
Manuel si mise a riflettere su questa cosa. 
- Suppongo di sì, - ammise. – Ma il coraggio è il coraggio, non importa da dove viene, se da un uomo o da una bestia."

Una lettura leggera, spensierata e divertente, un libro che si divora in pochissime ore, da leggere insieme ai vostri figli ^_^

Un abbraccio a tutti e buon weekend ♥

mercoledì 16 luglio 2014

Bestseller sì bestseller no: "Il sentiero dei profumi"

Buooongiorno a tutti carissimi lettori, come va?
Ieri ho trascorso una mattinata e una serata a dir poco infernali! Forse avrete letto o sentito che c'è stato un incidente alla stazione Flaminio a Roma, che si è ripercosso sulla linea metropolitana (ovviamente la fermata a cui devo scendere io era inagibile!). Insomma, la città sembrava nel caos, bus navette stracolme e anche se non lo erano comunque non si fermavano, gente che si buttava in mezzo alla strada per fermarli e gli autisti che volevano fare strage di noi poveri cristiani in attesa di salire e di arrivare al lavoro. Detto ciò, dopo un'ora e mezza di attesa ho dovuto prendere un taxi, anche se ho considerato l'idea di riprendere il mio treno e tornarmene a casetta! La sera idem, stesso delirio e per evitare di cadere vittima di una crisi isterica ho chiamato nuovamente un taxi (dopo comunque aver aspettato un'oretta cercando di salire su un autobus!). Insomma ragazzi, oggi sono a casa perché fino a ieri sera alle 23 la linea non era stata ripristinata e non me la sentivo proprio di attraversare un'altra giornata da incubo!!! @.@

Ok ok, ora parliamo di cose piacevoli: per fortuna esistono i libri, la mia ancora di salvezza, il mio rifugio!
Avrete già capito dal titolo che anch'io ho letto Il sentiero dei profumi di Cristina Caboni, edito da Garzanti.


Ebbene? Ci sono cascata! Avrei dovuto dar retta al mio istinto, ma ho voluto comunque aprire la mia mente, non essere così preclusa riguardo ai romanzi tanto pubblicizzati, ma.... non mi è piaciuto e stento ancora a capire come possa essere considerato un bestseller! Non fraintendetemi, l'autrice mi sembra una bravissima persona, umile, modesta, ed è italiana e io voglio sostenerla, ma. Ci sono tanti ma purtroppo.
Questa è la trama: Elena Rossini ha dietro di sé una lunga tradizione di famiglia, tutte le sue antenate erano profumiere, così come la madre e la nonna che l'ha cresciuta, perché la prima ha scelto l'amore di un uomo (che non voleva avere niente a che fare con Elena, figlia di un altro) piuttosto che la figlia. La nonna Lucia ha insegnato tutto sull'arte della profumeria alla nipote che, dopo anni di rifiuto verso quest'arte, dopo aver scoperto il tradimento del fidanzato, vuole cambiare vita e torna improvvisamente ad amare e apprezzare i profumi e di cercare, come le sue precorritrici, il Profumo Perfetto, creato dall'antenata Beatrice. L'amica Monique le trova un lavoro a Parigi presso un importantissimo negozio di profumi, Elena incontra anche una persona speciale, Cail, con un passato doloroso alle spalle. Elena dovrà affrontare tante sfide prima di raggiungere la serenità e la felicità. 
La storia c'è, è affascinante, la protagonista ha un dono speciale, lei sente i profumi, li vede, l'autrice descrive i profumi e questa cosa l'ho trovata meravigliosa, pensateci, quant'è difficile descrivere un odore o anche un sapore? Intendo descriverlo veramente... la Caboni ci riesce e anche egregiamente:
«Sa di pioggia, di freddo, ma anche di sole. Di parole pensate, di lunghi silenzi e di riflessione. Sa di terra e di rose...
Lei ha un cane ed è una persona gentile, che si ferma ad aiutare e che si addolora per ciò che ha dentro il cuore.»

Il problema è che la storia non decolla fin dall'inizio, è lenta, si intravede qualche guizzo interessante a partire dal decimo capitolo che, per un romanzo così pubblicizzato, è impensabile!
La storia si snoda tra flashback dei ricordi di Elena, la vita presente della protagonista, qualche sprazzo della vita dell'amica, Monique, e della vita di Cail, pezzi di vita incastrati un po' malamente a mio parere. Ho trovato anche errori seri, non parlo di errori grammaticali specifici (ne ho beccato solo uno!) ma di errori a livello di forma, predicati nominali che non si capisce a chi si riferiscano, frasi talmente confusionarie che bisogna tornare indietro e rileggere per capire a chi si stia riferendo il verbo.
Anche l'autrice a volte sembra indecisa su quello che vogliono fare i protagonisti: in un periodo Elena decide di fare una cosa, nel periodo che segue ha già cambiato idea e questo fatto non è assolutamente intenzionale.
Non so se questo romanzo sia stato rivisto con la dovuta attenzione, ma a me non sembra affatto.
Ho trovato i protagonisti piatti, sicuramente non indimenticabili, per non parlare della storia del misterioso profumo perfetto dell'antenata, finito in una bolla di sapone.
Speravo davvero che questo libro mi emozionasse, mi entrasse sotto pelle, ma così non è stato.
In ogni caso spero che Cristina continui a scrivere e a migliorarsi, glielo auguro con tutto il cuore!
A voi invece auguro un felice e sereno fine settimana! ^_^

martedì 8 luglio 2014

Un amore di fine secolo

Carissimi lettori, come state?
Qualcuno di voi è già in ferie? L'estate sembra finalmente arrivata, anche se, a quanto sembra, la pioggia è destinata a non fermarsi mai, nemmeno a luglio :-( vi ricordate la famosa frase de "Il corvo" non può piovere per sempre? Ebbene, a Roma sembra proprio che possa >.< Pazientiamo, l'importante è che il weekend sia soleggiato!
Oddio, sembra un bollettino meteo ahahah scusate, veniamo alle cose "serie".
Parliamo dell'ultimo romanzo rosa di Viviana Giorgi, scrittrice di Emma Books, autrice di Un amore di fine secolo.


Ammetto di non essere un'esperta di romanzi rosa, ma ne ho letti alcuni, e mi sembra che qui non manchi nessun ingrediente per confezionare una storia romantica con personaggi affascinanti, anche se la protagonista non è una fanciulla indifesa da salvare, anzi!
Siamo alla fine del XIX secolo, Camille sbarca a New York per sfuggire a una vita a Liverpool che non le piaceva e per sposare un americano che però, al suo arrivo, non si fa trovare. Dopo l'iniziale sconforto, Camille trova immediatamente una soluzione: viene ospitata da una coppia di conoscenti benestanti che la trattano come una figlia.
Fortunata come poche, viene assunta nella redazione del Daily per rispondere alle lettere delle lettrici, unica donna (oltre la segretaria di redazione) a lavorare al giornale.
Si fa immediatamente rispettare e ben presto si afferma come giornalista.
E' una bellissima donna, non le mancano i corteggiatori: Ken Benton, importante, ricco ma impacciato banchiere e Frank Raleigh, affascinante e imprevedibile proprietario del Daily.
Camille è irrimediabilmente attratta da Raleigh, ma la loro è una storia tormentata; Benton è una certezza, l'uomo ideale da sposare, ma chi o cosa vincerà? La mente o il cuore?

Dopo aver scritto romanzi rosa contemporanei, Viviana si è dedicata anima e corpo alla stesura di un romanzo storico e devo dire che ha fatto un ottimo lavoro. Dietro la sua opera c'è un attento studio e si vede: una New York dinamica, proiettata verso il futuro; il fermento per l'arrivo del Nuovo Secolo; le proteste femminili; la vita delle famiglie ricche di New York, scenari in cui si muovono gli impeccabili personaggi del libro.


Camille è una donna forte, intelligente, caparbia e indipendente, una donna da invidiare, in grado di tenere testa a un'intera redazione composta di soli uomini e soprattutto capace di fronteggiare il temibile, ma intrigante Raleigh.
Come dicevo prima, la loro storia è tormentata, è una lotta fin dall'inizio, una lotta tra la ragione e il cuore; dubbi, incertezze si fanno strada in entrambi, ma alla fine la forza dei loro sentimenti prevarrà.
Ormai lo sapete, adoro i romanzi storici, se poi abbiamo anche come ingrediente la redazione di un giornale vado in visibilio! Viviana si conferma un'ottima scrittrice, il suo stile fresco, frizzante, vibrante di emozioni è un toccasana per chi ha bisogno di rilassarsi e immergersi in un mondo pieno di vita. L'autrice è in grado di coinvolgere il lettore in maniera totale, di suscitare emozioni contrastanti, rendendolo partecipe dei successi e dei fallimenti dei personaggi.
E' bravissima a entrare nella psicologia dei personaggi che escono fuori dalla sua penna, le descrizioni delle ambientazioni sembrano uscire fuori dal libro per quanto sono vivide e dettagliate.
L'unico appunto che mi sento di fare è che forse avrei accorciato un po' la storia, a tratti si fa ripetitiva e lenta, ma nel complesso resta comunque scorrevole e piacevole.
Un romanzo straconsigliato e sì, è un ebook, ma non lasciatevi spaventare dalla tecnologia (tra l'altro la copertina è adorabile)!!!

"Un sorriso magnifico e pericoloso divampò sul viso di quello sfacciato, e il cuore di Camille mancò un battito. No, due. Un uomo non aveva il diritto di essere tanto attraente, che fosse un principe reale o un semplice... servitore, non facchino. [...] L'impudente si portò persino la punta delle dita alle labbra e, con un altro sorriso irresistibile, le mandò un bacio. Oh! Se quella era l'America, sarebbe tornata a casa subito. O no?"

martedì 1 luglio 2014

Il sussurro dell'Uomo Nero O.O PAURA

Ragazzi buondì, come state?
Perdonate la mia assenza, miei cari lettori, ma le ultime sono state settimane di fuoco al lavoro, sono stanca morta e non vedo l'ora che arrivino le ferie, che purtroppo quest'anno cadranno tardi, il 18 agosto AIUTO non so se resisterò così a lungo :-/
Vabbè, pazienza, pensiamo alle cose positive e soprattutto ai libri! ^_^
Si può dire che il post di oggi sia dedicato ai più piccoli, età consigliata dai 10 anni in su. E' un romanzo che però può piacere anche ai più grandicelli, così come è piaciuto a me :-)
Non mi ero mai imbattuta in un horror per bambini, non conosco Neil Gaiman come scrittore (il più famoso - almeno credo - scrittore di questo genere, conosciuto per aver dato vita a Coraline), ma grazie al mio amico Emanuele Corsi, ho scoperto un genere molto interessante.
Il sussurro dell'uomo nero, edito dalla Nero Press Edizioni (collana Inizi), parla di Lisa, una bambina che non ha paura di niente - o quasi - e che adora raccontare storie, seduta intorno al tavolino da tè in compagnia della sua bambola preferita, Corinna. Il racconto nel racconto è una trovata brillante, soprattutto perché quelle di Lisa sono storie fantasiose, piene di immaginazione come solo i bambini sanno raccontare e sono spesso interrotte dai commenti dei presenti che mi hanno fatto morire dalle risate.


Un giorno la vita tranquilla di Lisa viene sconvolta dall'Uomo Nero, che sussurra qualcosa all'orecchio di Corinna e da quel momento la bambina inizia a vedere cose strane nella sua camera. Le sembra che i suoi giocattoli ce l'abbiano con lei e purtroppo la sua amica Cristina ne pagherà le conseguenze. L'unico amico fedele è un pupazzo che Lisa aveva quand'era più piccola e che lei chiamerà Coso. Coso e Lisa partiranno per un'avventura straordinaria e spaventosa nel Mondo in Soffitta, dove si trovano tutti i giocattoli abbandonati dai bambini, un mondo pieno di pericoli. Insieme ad altri amici dovranno superare ostacoli e soprattutto combattere contro l'Uomo Nero e fare i conti con la rabbia e la cattiveria di Corinna.


Conosco Emanuele da un po' di tempo, seguo sempre il suo blog, Il pigro creativo, il suo angolino pieno di storie e di recensioni, sempre ben scritte, con il suo stile incisivo e accattivante e sono molto felice che la Nero Press si sia accorta del suo talento e che sia riuscito a coronare il sogno di pubblicare il suo primo romanzo.
Emanuele si conferma un ottimo scrittore, capace di catturare l'attenzione del lettore, anche dei più piccoli che sono certa rimarranno affascinati dalle ambientazioni e dai personaggi descritti in maniera dettagliata, coinvolgente, descrizioni assolutamente mai noiose o ridondanti.
L'invenzione dei giocattoli abbandonati, dimenticati dai bambini mi ha colpito molto, è una trovata interessante e sicuramente tocca da vicino i lettori cui è destinato il libro, ma anche i genitori - se leggeranno il libro insieme ai figli - potrebbero trarre delle conclusioni su cui ragionare.
La morale quindi c'è - un po' velata forse -, ma c'è, ed è anche utile ai bambini che si stancano subito di un gioco nuovo e lo abbandonano... il Mondo in Soffitta può spaventare, perciò i lettori più piccoli cercheranno di vivere i propri giocattoli e pupazzi il più possibile ;-)
Il libro tratta anche il tema dell'amicizia, l'amicizia vera, pura.
Mi sono innamorata di Lisa e Coso.
Coso è un personaggio straordinario, sarcastico, simpatico, ma generoso e protettivo.
Bart, l'amico di Lisa, è tenerissimo. Lisa stessa ha un carattere forte, deciso, anche se ha i suoi momenti di debolezza. Nonostante non si spaventi facilmente sembra che il buio, il buio vero, le faccia paura. L'autore ha inventato dei protagonisti simpatici e coraggiosi.
I cattivi invece sono davvero spaventosi, ed è inquietante il fatto che il male si faccia strada anche nel mondo reale, non solo in quello in soffitta.
Il libro è ricco di illustrazioni, realizzate da Ilaria Tuti, che fanno da eco alla narrazione, facendoci vedere un mondo spaventoso e oscuro. 

Consiglio quindi questo romanzo ai bambini appassionati di horror che vogliono gustarsi una storia da brivido e anche ai genitori che hanno voglia di leggere un racconto di paura insieme ai propri figli, magari di giorno ;-)

Per chi fosse interessato, ecco qualche link dove acquistare il libro:


"Era buio. Ma non buio di quelli che se non stai attento calpesti qualcosa, o dai un calcio alla testiera del letto, o vai a sbattere all'anta della finestra aperta. Era proprio buio vero. Fatto di nero, solo nero, in tutte le direzioni. Di quelli che non vedi nemmeno le tue mani. Che non capisci neanche se le hai, due mani. Nero, e silenzio: non il minimo rumore, nemmeno di passi sul pavimento quando cammini. Solo il respiro."

martedì 17 giugno 2014

La ragazza che hai lasciato

Buongiorno a tutti carissimi, come state?
Tempo pazzerello eh? Lo so lo so... avete visto per caso le immagini del raccordo anulare allagato? O la metro Anagnina sommersa dall'acqua?? E meno male che è quasi arrivata l'estate :-/ cosa dobbiamo aspettarci per luglio? @_@ cose da pazzi!!!

Beh, veniamo a noi che è meglio! A gennaio la Mondadori ha fatto uscire (che mossa geniale ragazzi!) Luna di miele a Parigi di Jojo Moyes a soli 3,90€. Presa dall'euforia per questa nuova uscita dell'autrice che mi aveva stupito con Io prima di te, non mi sono informata riguardo l'ultimo romanzo, ho aspettato impazientemente che arrivasse il 2 gennaio e alla fine mi sono fiondata in libreria e mi sono ritrovata tra le mani un libriccino di poche pagine e mi sono detta "vabbè, sarà un romanzo breve, ci posso spendere 3,90€".


Lo leggo tutto d'un fiato, naturalmente ci metto davvero poco per finirlo e mi piace anche!! Quando arrivo alla fine scopro che si tratta del prequel del vero romanzo della Moyes che sarebbe uscito a marzo, intitolato La ragazza che hai lasciato. E che si fa? Non lo si compra? Impossibile, voglio sapere che fine hanno fatto Liv e Sophie e così eccomi qui, a raccontarvi la storia di due ragazze giovani, belle, innamorate, però Liv fa parte dei nostri giorni, mentre la storia di Sophie si svolge nel 1916.
Dopo che il marito, il pittore Édouard Lefèvre, allievo di Matisse, parte per la guerra, Sophie lascia Parigi e torna nel suo paese di origine, St Peronne, per aiutare la sorella a occuparsi dell’albergo di famiglia, il Coq Rouge. Il villaggio viene occupato dai tedeschi e l’albergo dei Bessette viene usato come ristorante dagli occupanti. Il comandante locale, Hencken, è attratto da un ritratto che Édouard fece a Sophie e inizia ad avvicinarsi a Sophie, discorrendo di arte. Sophie cerca di restare distaccata, ma inevitabilmente viene trascinata nelle conversazioni con il comandante. Quando però viene a sapere che il marito è stato catturato chiede aiuto a Hencken per liberare Édouard, offrendogli in dono il suo ritratto.

          

Siamo nel 2010. Liv Halston ha perso il marito, David, a soli 30 anni, si trova sola in una fredda casa di vetro costruita dal marito architetto a Londra e possiede un ritratto di una ragazza dai capelli rossi, regalatole da David come dono di nozze. All’improvviso Liv si trova coinvolta in una situazione spiacevole, i discendenti di Édouard Lefèvre rivogliono il quadro. Paul si occupa di recuperare opere d’arte rubate durante i periodi bellici e, frequentando Liv, viene a scoprire che proprio lei ha il dipinto che sta cercando, il ritratto di Sophie.
Una storia intricata, la prima parte è occupata dalle vicende di Sophie, incastrata in un quadro di una vita fatta di privazioni, fame, freddo, guerra, morti e soprusi. Lei cerca di ribellarsi, è forte, indipendente, in gamba, il suo amore per il marito la fa andare avanti, la spinge oltre i limiti e questo le costerà caro.
Liv è distrutta dalla morte di David, crede che la sua vita sia finita e sia tutta racchiusa dentro la casa di vetro, ma grazie al quadro, grazie a Paul, ritornerà a vivere e ad amare la vita.

L'autrice ha di nuovo colpito nel segno, scrivendo un romanzo coinvolgente, ricco di personaggi unici, come uniche sono le protagoniste. I sentimenti che si provano leggendolo sono contrastanti, ero con Sophie quando si ribellava, ma avevo anche paura per lei, tremavo al pensiero di quello che le sarebbe potuto accadere; ho tifato per Liv durante il lungo processo che riguardava il quadro, ma tante volte ho pensato "Liv, lascia perdere, rovinerai la tua vita!", ma alla fine mi sbagliavo, perché la Moyes ha voluto regalare un finale positivo, un vero happy ending, al di là di ogni aspettativa. 
Di solito, quando leggo un libro che si svolge su due piani temporali diversi (nel passato e nel presente), la parte che è ambientata nel passato è quella che mi attira di più, ma questa volta, con mia grande sorpresa, ho amato entrambe le storie, forse perché sono intrecciate alla perfezione, il filo conduttore del ritratto unisce tutto in maniera perfetta.
La parte che riguarda Sophie è quella più cruda, violenta, forte, con qualche sprazzo di umanità, è quella parte della storia vera che tutti vorremmo dimenticare.
Una mia amica mi ha fatto invece giustamente notare che la parte di Liv le è piaciuta di meno perché descritta in maniera fredda, distaccata, e in effetti è così, ma è così perché l’autrice vuole farci capire che Liv si sente sola, persa, rinchiusa in una prigione, piano piano però si aprirà di nuovo alla vita e all’amore, grazie a Sophie, alla sua forza, alla forza che emana il suo sguardo dal ritratto, che ogni volta sembra voler dire una cosa diversa, ma che alla fine parla soltanto di amore ♥

Buona settimana a tutti ^_^

martedì 10 giugno 2014

Credete al colpo di fulmine?

Miei cari lettori buongiorno, come state?
Sono un po' latitante ultimamente, chiedo perdono, qualche problemino familiare mi tiene lontana dal blog, ma niente di grave, non preoccupatevi!
Prima di raccontarvi di un nuovo romanzo, volevo informarvi che oggi andrà in onda la replica della puntata de La Giovane Italia in cui ero stata ospite il 19 novembre. Se vi va, potete ascoltarla o riascoltarla oggi alle 16.30, sintonizzandovi su Ryar Web Radio ^_^
Su facebook e nel post precedente avevo lasciato qualche avviso del prossimo libro sulla lista. Si tratta di un ebook edito da Emma Books, casa editrice femminile digitale di cui vi ho parlato molte volte e che si sta facendo strada - meritatamente - nel mondo editoriale.
Tralasciando l'annosa e infinita questione ebook vs cartaceo, vi dirò che io mi trovo bene con il digitale, sono abbastanza tecnologica, ho il mio bel tablet che mi porto dietro e su cui posso caricare tanti libri e pagarli, parliamoci chiaro, meno dei libri cartacei. Spazio nella libreria di casa mia (e dei miei!) non ce n'è più, oddio, ogni tanto uno spazietto riesco pure a trovarlo, ma: viva gli ebook, viva le donne e viva i libri!!!!!

Oggi vi propongo un bel romanzo rosa, firmato da Viviana Giorgi, Bang Bang. Tutta colpa di un gatto rosso.


Una sera il gatto di Nora decide di scappare di casa, si precipita fuori con il pesce in una mano, l'impermeabile alla Colombo e chi incontra? L'uomo dei suoi sogni, Nick, il suo nuovo vicino di casa, bello, affascinante, con una figlia adorabile di nome Viola.
Il giorno dopo, le amiche di Nora che abitano nelle vicinanze, sanno già del nuovo arrivato e iniziano a indagare su di lui (informazione importante: divorziato).
Nick e Nora sono attratti l'uno dall'altra, c'è passione, il colpo di fulmine per loro c'è stato davvero, ma un ritorno inaspettato fa vacillare Nora, il suo ex prof. di inglese, Tommaso - che ai tempi dell'università l'aveva sedotta e abbandonata - si fa vivo, la tormenta, la vuole di nuovo tutta per sé, lei gli dà corda, ma vuole soltanto vendicarsi e poi ora c'è Nick. Gelosie, litigi, riappacificazioni fino ad arrivare al lieto fine.
La storia è arricchita da estratti di romance tradotti dalla protagonista, Nora. Estratti piccanti, che animano le serate delle femmine folli: tutte le amiche (e amici, l'unico maschio autorizzato a partecipare è Fabio), si riuniscono ogni tanto per vedere un film romantico, mangiare schifezze e ascoltare le scene di sesso tradotte da Nora.

                          

I personaggi di contorno sono ben definiti, la mamma di Nick, appena entra in scena, terrorizza Nora e il lettore, per poi scoprire che è una donna vulnerabile, intenzionata a riunire la famiglia (la nonna di Nick è un personaggio indimenticabile!). 
C'è la tata Carla che si prende cura di Viola, una signora forte e in gamba che capisce subito che c'è qualcosa di speciale tra Nick e Nora.
Le amiche della protagonista sono diversissime le une dalle altre, c'è la "ninfomane", la timidona, quella sposata e Fabio, un ragazzo tranquillo e serio.
Nick è un uomo affascinante, sexy, bello, ma anche tenero con la figlia, dolce e passionale.
La scrittura di Viviana è scorrevole, piacevole, frizzante, ironica, a tratti anche commovente. La storia mi è piaciuta molto, le scene romantiche sono intense, così come le scene di sesso, a partire dai baci, raccontati con dovizia di particolari e che fanno venire i brividi (di piacere of course!).
All'inizio l'ironia della protagonista mi è sembrata eccessiva, esagerata, ma poi mi sono lasciata andare e le risate sono venute spontanee. 
Le uniche pecche forse sono alcuni refusi (confusione con i nomi ad esempio), i commenti buttati qua e là sul fatto che sembra che tutti disprezzino o comunque non considerino un genere degno di nota il romance (si capisce che l'autrice vuole difendere a tutti i costi il suo genere), e anche - ma questa è una cosa che dipende dal mio gusto personale - il fatto di rivolgersi direttamente al lettore, espediente narrativo che non amo particolarmente. Io voglio immergermi nella storia, non voglio essere riportata alla realtà sentendomi chiamata in causa dall'autore.
E' una storia comunque molto piacevole da leggere, in alcuni punti mi sono anche commossa e sì, lo confesso, avrei voluto essere al posto di Nora (ma non ditelo a mio marito :P).
Qui trovate le info sul libro e questo è il sito di Viviana Giorgi.

Auguro a tutti buona giornata baciiii ^_^