Buongiorno a tutti miei cari lettori, come state?
Il caldo è arrivato e la gente sta già uscendo fuori di testa tra litigi e male parole scambiate sui mezzi, se cominciamo così non so cosa potrebbe succedere ad agosto! @.@
Ma veniamo a noi, che è meglio!!
Oggi vorrei parlarvi di un grande classico, scritto da Francis Scott Fitzgerald e pubblicato nel 1925, "Il Grande Gatsby"; titolo originale “The Great Gatsby” (per fortuna stavolta la traduzione italiana è fedele all'originale!).
Nick Carraway si trasferisce a West Egg, lontano dalla città dove lavora, New York. Il suo vicino è il misterioso Jay Gatsby che abita, a differenza di Nick, in una enorme e splendida villa, spesso illuminata e piena di gente e di musica. Le feste di Gatsby sono famose e a una di queste viene invitato anche Nick ed è qui che conosce il padrone di casa.
Diventano amici, ma Gatsby ha anche un secondo fine, rivedere Daisy, cugina di Nick, che solitamente trascorre le vacanze insieme al marito, Tom, a East Egg.
Con un espediente Nick invita la cugina a casa sua dove si fa trovare anche Gatsby. I due si rivedono dopo cinque anni, lui non ha mai smesso di amarla e nemmeno lei l'ha dimenticato.
Nel frattempo seguiamo anche la storia piuttosto platonica tra Nick e un'amica di Daisy, Jordan, nonché il tradimento da parte del marito di Daisy con la moglie di un meccanico, Wilson, la quale morirà in un incidente stradale.
Wilson, spinto da Tom, crede che a ucciderla sia stato Gatsby con la sua auto gialla, ma alla guida c'era invece Daisy. Sconvolto dal dolore si reca a casa di Jay e lo uccide, poi si suicida.
La trama è abbastanza complessa, nonostante la brevità del romanzo. Non l'avevo mai letto, ma tornato alla ribalta con il film di Di Caprio e spinta anche dal prezzo vantaggiosissimo del libro, l'ho acquistato e letto tutto d'un fiato.
Mi è piaciuto molto, il personaggio di Gatsby mi ha scossa nel profondo, è un eroe tragico e romantico, rimasto fedele fino alla fine al suo sogno, un sogno di nome Daisy. Daisy in realtà è una ragazza frivola e superficiale, ma Gatsby spera fino alla fine che lei lasci il marito per stare con lui e coronare così la loro storia d'amore.
Il tratto distintivo del personaggio principale, fin dalla sua apparizione, è la sua solitudine. Nonostante si circondi di tanta gente durante le sue feste lui non si fa mai vedere, stringe amicizia con Nick, ma anche quando è insieme a lui la sua emarginazione, il suo isolamento sono palpabili, fino alla fine, fino al giorno della sua morte. Nick si dispera alla ricerca di qualcuno che venga al suo funerale, ma presenzieranno soltanto il padre e un tizio che andava sempre alle sue feste e puntualmente si ubriacava.
Il titolo del libro fa riflettere, aleggia intorno al personaggio di Gatsby un alone di mistero e di potenza, potere che deriva dai soldi, dalla sua fama di contrabbandiere e di "assassino", ma in fondo è una persona fragile e romantica, alla perenne ricerca del suo amore perduto.
Prima di parlarvi del libro ho voluto vedere il film del '74 con Robert Redford e Mia Farrow. Ero curiosa di vedere come fosse stato rappresentato il personaggio del Grande Gatsby, ma nonostante ammiri Redford il film mi ha parecchio delusa.
Ho letto in seguito che nella trasposizione italiana sono stati tagliati alcuni pezzi, Dio solo sa il perché, ma questi tagli si vedono e la trama ne risente. La solitudine di Gatsby non è tangibile, né si intravede il legame particolare che lega Nick e Jay, insomma, deludente. Avrei voluto vedere il film con Di Caprio, ma non ci son riuscita. Ho letto diverse recensioni e a parte lodare la bravura di Leonardo, anche questa trasposizione sembra non sia stata apprezzata.
Forse la grandezza di Gatsby e di Fitzgerald risiede proprio nel fatto che nessuno riesce a rappresentarli sullo schermo.
Voi cosa ne pensate? Avete letto il libro o visto uno dei film? ^_^
"E mentre meditavo sull'antico mondo sconosciuto, pensai allo stupore di Gatsby la prima volta che individuò la luce verde all'estremità del molo di Daisy. Aveva fatto molta strada per giungere a questo prato azzurro e il suo sogno doveva essergli sembrato così vicino da non poter più sfuggire. Non sapeva che il sogno era già alle sue spalle, in quella vasta oscurità dietro la città dove i campi oscuri della repubblica si stendevano nella notte. Gatsby credeva nella luce verde, il futuro orgastico che anno per anno indietreggia davanti a noi. C'è sfuggito allora, ma non importa: domani andremo più in fretta, allungheremo di più le braccia ... e una bella mattina... "







