venerdì 29 aprile 2011

L’eleganza del riccio di Muriel Barbery


Volevo parlarvi brevemente di questo libro che mi è entrato nel cuore: "L'eleganza del riccio".
Un giorno ero a casa di mia cognata e - come faccio sempre quando vado a casa di qualcuno - sbirciavo la libreria. Subito mi è saltato agli occhi questo romanzo e le ho chiesto se le era piaciuto. Mi rispose che ancora non era riuscita a leggerlo, ma ne aveva sentito parlare benissimo, così me lo prestò, sapendo bene che tanto io i libri li divoro, quindi di lì a poco gliel'avrei riportato.
Dopo aver letto la trama decisi che dovevo assolutamente leggerlo.
Siamo a Parigi (città che adoro). Renée è una semplicissima portinaia di un condominio di soli ricchi.
In realtà, si scoprirà che è una donna sorprendente, intelligentissima ed erudita, e per questo l'autrice l'accomuna al suo alter ego nel romanzo: Paloma, una bambina del palazzo, dodicenne, un genio, che però, stanca di vivere, ha deciso di suicidarsi. Il racconto è intervallato dalle riflessioni (filosofiche, logorroiche e complesse) della bambina, che cerca in tutti i modi di carpire la bellezza del mondo.
Il Deus ex machina sarà un ricco signore giapponese che farà amicizia con la bambina e insieme smaschereranno la portinaia. Non vi svelo la fine, se ancora non l'avete letto, ma vi dico che è un libro dolcissimo.
Penso ci sia un po' di Renée in tutti noi. Chi, volente o nolente, non nasconde qualche lato del proprio carattere per paura, orgoglio o testardaggine?
Questo romanzo e i suoi personaggi ci aiutano a far venire fuori il nostro lato migliore, le nostre qualità, i nostri pregi.
Assolutamente splendida l'immagine della camelia.
Intelligente, ironico, brillante. Vi toccherà l'animo...


ps: nel 2008 è stato realizzato anche un film, intitolato "Il riccio", liberamente ispirato al romanzo (ce l'ho ma non l'ho ancora visto :"> vi devo confessare che non sono una grande amante di film francesi!).

13 commenti:

  1. Ciao Chiaretta, per prima cosa grazie di essere passata da me, come vedi ricambio con piacere e sorpresa nel vedere che non è un blog di cucina, ma di libri...bello!!!
    Anche io ho letto questo libro, ma, a differenza tua, a me non è piaciuto affatto.
    Premetto che avevo gia letto diversi anni prima il romanzo che poi è stato ristampato, con un altro titolo, ma che in origine era "Una golosità" e mi era piaciuto tantissimo, stesso palazzo, stesso ambiente,ma tutto ruotava intorno al critico gastronomico.
    A mio avviso mooolto più bello!
    Non mi ha affatto convinta la figura della portinaia...sempre un pò troppo... se mi concedi la battuta il titolo doveva essere "La fine del riccio" ;)
    Comunque al di là del romanzo la tua recensione è molto ben scritta, brava e continuerò a sbirciare i tuoi suggerimenti ; )
    ciao loredana

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  2. Ehi figurati! Adoro la cucina.. è la passione mia e di mio marito!! Però la prima passione, per me, sono i libri!
    Sapevo del romanzo "Una golosità", ma non avevo capito che la trama è un pochino diversa.. quasi quasi lo cerco! Mi hai incuriosita! ;-) sbircia pure!! E grazie per i complimenti!

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  3. Carissima Chiara,
    Sono capitata sul tuo blog per caso, ma quando ho visto questa recensione ho deciso di seguirti!
    Ho "mangiato" questo libro, come ho gustato Estasi Culinarie. Come spesso accade, la trasposizione non mi ha dato le stesse emozioni. In questa interpretazione, Renée è fin troppo schiva, trasandata e.. brutta. La mia Renée era tutt'altra cosa!
    Ma si sa, il bello della lettura è che ogni lettore può scovare una sfumatura, un dettaglio che sbilanceranno il suo giudizio in modo originale e MAI identico.
    Continueró a leggerti

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  4. AVVERTENZA:NON LEGGETE IL COMMENTO SE NON AVETE FINITO DI LEGGERE IL LIBRO
    Ciao, sono una voce fuori dal coro perché a me il libro non è piaciuto per niente. Mi stuzzicava l'idea che c'era dietro questa portinaia che nasconde al mondo la sua cultura e la sua intelligenza.
    Tuttavia Renè è più snob degli abitanti del suo palazzo, la sua non è una cultura condivisa che l'aiuta a vivere meglio, piuttosto qualcosa che la isola dal mondo.
    E poi è mai plausibile che una persona che non ha una cultura di base possa arrivare a fare letture di quel genere?
    Un'altra cosa che secondo me non regge, è la motivazione per cui Renè si ostina a vivere una vita del genere. La storia della sorella mi pare messa lì giusto per dare un senso a questo modo di vivere così insolito. Non si percepisce come vera e sentita.
    E poi non mi è piaciuta la fine. La sua morte non mi è sembrata altro che un colpo di scena gratuito, giusto per finire con il botto.
    Mi è piaciuta invece la figura della ragazzina, Paloma, e del giapponese.

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  5. lo sai che mi ha sempre incuriosito anche a me questo libro? spero un giorno di riuscirlo a leggere :)
    ps: ti ho assegnato un premio, al più presto pubblicherò l'intervento

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  6. Dunque, che dire questo libro mi ha lasciata al quanto perplessa, se da una parte mi ha colpita Renè così decisa a proteggere il suo mondo da tutti e da tutto, dall'altra mi ha sconvolta la sua smania di isolarsi, forse perchè io non sono una persona che tende all'isolamento o forse perchè mi piace esternare e condividere con gli altri quello che conosco.( la ragazzina pesanteee confesso che alcuni periodi li ho completamente salatati). La parte del giapponese a dir poco esilarante, forse è la parte che preferisco di più. La fine poi ORRENDA! non si può pensare che la felicità appena la trovi sfugge via...
    Nel complesso a questo libro darei un 7-!

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  7. @ FRANCESCA.84 Hai assegnato un premio alla nostra Chiaretta??? WOW ! sono davvero contenta, lei è una timidona questo è il suo mondo ed infatti si esprime al meglio leggete un po'
    http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=522667
    vi assicuro che è moooolto divertente!

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  8. @saryna: Ti ringrazio.. sei la benvenuta!
    @MissMartina: sinceramente non l'ho trovata così snob Renée e comunque trovo plausibilissimo che, anche se una persona non abbia avuto una cultura universitaria, possa studiare da autodidatta. La figura del giapponese è piaciuta anche a me!
    @Francesca84: ho letto del premio, ho risposto sul tuo blog. Ti ringrazio davvero tanto!!!! ^_^
    @Marianna: in effetti è un romanzo un po' controverso, soprattutto la fine che ha spiazzato anche me.. ma.. ti dirò! Mi è piaciuta!!

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  9. @Chiara lo sai che sono una romanticona e anche un pò scontata,ma io adoro i lieto fine :)!
    @ Miss Martina, mio zio è un autodidatta e ti assicuro che ha una cultura a 360° e conosce cose di storia, o di musica classica o di arte di cui io ignoro completamente l'esistenza, quindi ciò di cui ci parla l'autrice è l'assoluta verità!

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  10. Ciao Chiara, è la prima volta che leggo il tuo blog e curiosamente sto leggendo proprio in questi giorni un altro libro della Barbery, Estasi culinarie.

    L'eleganza del riccio ancora mi manca, devo confessarlo..

    Ciao ciao!
    Marta

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  11. @Marta: Ciao Marta! Benvenuta!! Beh siamo pari, io non ho letto "Estasi Culinarie"!! ;-)

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  12. che dire... il libro in sè è un tantino pesante!! ma la sensazione che mi ha lasciato, è stata che tutti noi in realtà non siamo sempre ciò che sembriamo. Per cui mai giudicare la persona dall'apparenza ma cercare, se si vuole e se si può, di approfondire la conoscenza per capire meglio chi ci troviamo di fronte. per il resto anche io detesto la fine tragica del libro!! almeno nei libri cerchiamo un happy ending!!!

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  13. @Emilia: è vero, concordo con te.. MAI giudicare dall'apparenza (errore in cui, confesso, a volte sono incappata per poi pentirmene!)

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Abbuffiamoci di parole!!!