martedì 3 maggio 2011

Effi Briest di Theodor Fontane


Come già accennato nella sezione “Prossimamente” vorrei parlarvi di un romanzo che mi è entrato nel cuore, tanto da dedicargli la mia tesi di laurea: “Effi Briest” (a proposito, mi sono laureata in tedesco!!).
Qualche brevissimo accenno all’autore: Heinrich Theodor Fontane è nato a Neuruppin nel 1819 e morto a Berlino nel 1898. Farmacista, poeta e scrittore, è uno dei maggiori rappresentanti del realismo poetico*.
Breve accenno di vita vissuta (la mia!): nel giugno 2004 andai, insieme a una mia amica che si offrì gentilmente di accompagnarmi - nonostante non avesse nulla a che fare né con la Germania né tantomeno con la mia facoltà - a Berlino. Ragazzi, faceva un freddo che non potete immaginare! Comunque, andai a Berlino perché nella vicina Potsdam (a proposito, fateci un salto se vi capita di andare nella capitale federale tedesca) c’è il Fontane Archiv, una sorta di biblioteca dove si trovano documenti relativi all’autore in questione.
La mattina mi dedicavo quindi alla ricerca di documentazione che potesse servirmi per la tesi e il pomeriggio mi incontravo di nuovo con la mia amica e ce ne andavamo in giro per la città. E’ stata una settimana davvero intensa e faticosa, anche perché dormivamo in un ostello con altre 4 ragazze, tra le quali c’era un soggetto un po’ particolare che la notte parlava da solo, in tedesco. Era inquietante!
A parte questo, giusto per vostra informazione, la mia tesi era incentrata sulle citazioni letterarie presenti nel romanzo, tesi complessa ma interessante, anche perché i documenti a riguardo sono davvero pochi, quindi ho dovuto improvvisare ;-) A questo punto penserete che voglia trascrivere qui la mia tesi per intero, ebbene … NON lo farò, tranquilli!!
Veniamo a noi (ATTENZIONE: in questa trama verrà raccontata anche la FINE del romanzo).
Effi vive con i genitori a Hohen-Cremmen, un piccolo paesino. E’ ancora giovanissima quando il barone Geert Von Instetten chiede la sua mano.
La ragazza si trova d’un tratto a passare da un mondo fatto ancora di giochi, di amicizie sincere a sposa di un uomo molto più vecchio e maturo di lei e costretta a vivere lontana dai genitori, a causa del lavoro del marito.
I novelli sposi si trasferiscono a Kessin, un paese sul mare. Effi non si trova bene nella sua nuova casa, è spaventata tanto da arrivare a immaginare il fantasma di un cinese che la tormenta di notte. In più, il marito è sempre via per lavoro e quando Effi gli parla delle sue paure lui la prende in giro. La ragazza si sente sempre più sola, fino a quando non nascerà la figlia Annuccia, la quale le darà un po’ di serenità.
Il barone ed Effi iniziano a fare lunghe passeggiate, durante una delle quali incontrano un vecchio amico di Geert, il maggiore Crampas che affascina immediatamente Effi. I tre iniziano a frequentarsi, ma il barone li lascia spesso e volentieri da soli, anche se in compagnia della servitù. Un giorno i due si scambiano un bacio fuggevole, di cui nessuno saprà niente per tanto tanto tempo.
Gli Instetten si trasferiscono poi a Berlino, dove Effi dimenticherà il periodo di solitudine trascorso a Kessin. Finalmente sembra felice, ma si ammala di polmonite.
Mentre è in cura in un villaggio, Geert trova per caso le lettere che i due amanti, Effi e Crampas, si erano scambiati durante la loro frequentazione. Il barone vuole sfidarlo a duello, nonostante siano passati molti anni, perché ha paura che questo episodio, se viene a galla, possa gettare un’ombra sulla sua carriera. Crampas rimane ucciso durante il duello.
Effi, che ha tradito il marito, viene ripudiata da tutti - anche dalla figlia - e passerà i suoi ultimi giorni nel suo paesino d’origine, Hohen-Cremmen. Il romanzo si conclude con le riflessioni degli anziani genitori di Effi sul fatto che, forse, la piccola era troppo giovane per sposarsi.
Solo due parole, perché di primo acchito, può sembrare un romanzo pesante: se la fine vi ha scioccato lo posso comprendere, ma bisogna pensare che si tratta pur sempre di un romanzo del 1894, quando i duelli erano all’ordine del giorno. La cosa che forse fa più riflettere è la scelta del barone che sì è stato tradito, ma era ormai trascorso tanto, troppo tempo e sfidare a duello l’amante della moglie dopo tutti quegli anni è una scelta che appare assurda ai nostri occhi.
Personalmente mi sono affezionata alla figura di Effi, così fragile e insicura, tanto che arriverete a giustificare il suo “tradimento”, una bambina che vuole a tutti i costi far funzionare il matrimonio, nonostante non sia nato dal reciproco amore.
E’ un libro che consiglio a chi è interessato a conoscere i romanzi dell’800 (periodo che io adoro) o a chi piace la letteratura tedesca e non conosce ancora Fontane.


ps: Theodor Fontane afferma di essersi basato sulla vera storia di una certa Elisabeth Von Ardenne.


pps: Esistono due versioni cinematografiche basate su questo romanzo, una del 1974 del regista tedesco Fassbinder e una del 2009 di Huntgeburth (ahimé, non ne ho visto neanche uno! :”>).


*corrente realista specificatamente di lingua tedesca.

13 commenti:

  1. Non mancherò di andarlo a cercare: periodo e tema affascinanti!

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  2. OOO che romanzo struggente ma affascinante al tempo stesso è sulla scia di Anna Karenina e Cime Tempestose. Adoro i romanzi ambientati nell'800 ;)

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  3. Una trama molto avvincente e complimenti per la tua splendida recensione!!! Un abbraccio

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  4. Uffa... mi ricorda le lezioni della Frau Professor.. naa, io questo libro lo lego a ore e ore di studio -.-

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  5. Affascinante! Non conoscevo nulla di questo autore e nemmeno il romanzo. Dev'essere stata un'esperienza bellissima andare in Germania a fare ricerche epr la tesi!

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  6. @Marianna: io aggiungerei anche Madame Bovary!
    @LadyBoheme: grazie! Un abbraccio anche a te!
    @saryna: ahahh beh anch'io studiavo molto, ma ho scelto lingue proprio perché sapevo che avrei letto taaaaanti libri e ne sono stata felice!!
    @Carolina: sì è stata davvero una bellissima e intensa esperienza!

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  7. Ma tanti tanti complimenti per la tua laurea,deve essere stata veramente tosta ma mi sembra di intuire che tu sei una ragazza veramente in gamba,ti auguro di mettere a frutto i tuoi studi come meriti!

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  8. @frogghina: ti ringrazio davvero molto per le tue belle parole... grazie davvero! ^_^

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  9. Ho appena letto il libro, approvo la tua recensione. E' vero che a noi appare assurdo oggi un duello, ma all'epoca era ancora giustificabile. A differenza di quanto scrivi, ho avuto la percezione che il marito di Effi avverta il tradimento più come una umiliazione personale che come un problema per la sua carrire. A parte questo hai ragione sulla fragilità ed amabilità di Effie, a volte definita la sorella minore di Emma Bovary e Anna karenina. A differenza di loro, però, Effi Briest non viene sconvolta o travolta dalla passione amorosa, lei è una ragazza lieve, eterea, non fatta per i grandi turbamenti. In lei il cambiamento è lento e sottile, la presa di coscienza di se stessa avviene a posteriori, quando tutto è successo. E' lo sguardo degli altri che le mostra la sua totale estraneità alla logica comune. La lettura è molto interessante e lo stile è sobrio, profondo. Un commento completo sul mio blog libriearte.posterous.com/122642036.
    Dafne

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    1. Ciao Dafne, benvenuta nel mio blog! Mi fa piacere che la recensione ti abbia colpito. Ho studiato a fondo Fontane per la tesi e devo dire che è un autore che amo molto. Mi piace la tua descrizione di Effi, personaggio al quale sono affezionata. Leggerò il tuo commento e grazie per essere passata di qui!

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  10. Ciao Chiara! Che bello trovare questa recensione! Anche io sto per laurearmi in lingue e letterature straniere (con una tesi su Iris Murdoch) e, proprio ora, sto preparando un esame su Effi Briest. Facendo un pò di ricerca su internet è uscita questa pagina, e con piacere scopro che questo romanzo è stato oggetto della tua tesi di laurea. Non ti nascondo che sono molto interessata alla tua ricerca intorno alle citazioni letterarie presenti nel romanzo, soprattutto per quanto riguarda quelle meno esplicite (ad esempio, il riferimento indiretto alla contrapposizione Bruto insonne- Lucius dormiente del Julius Caesar di Shakespeare nel capitolo XXIV di Effi, confermato da due citazioni dirette presenti nel romanzo). Mi piacerebbe approfondire l'argomento, posso lasciarti la mia mail oppure ti scrivo direttamente all'indirizzo gmail postato su questa pagina? Eventualmente, la tua tesi è reperibile, è stata pubblicata o qualcosa del genere? Ti ringrazio!
    Silvia

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    1. Ciao Silvia, è un piacere leggere il tuo commento, benvenuta nel mio blog! ^_^
      Intanto ti faccio un grande in bocca al lupo per la tesi.
      Devo dire che sono stata davvero orgogliosa della mia tesi, è stata una ricerca ardua ma stimolante e per fortuna i professori mi hanno premiata!
      Purtroppo però non è stata pubblicata, sinceramente non so nemmeno se esista ancora una versione elettronica, è passato così tanto tempo!
      In ogni caso puoi scrivermi all'indirizzo email che trovi sul blog. Venerdì andrò in ferie, se non ci sentiamo prima ti auguro buone vacanze! :-)

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  11. Ihih ho trovato questo post solo oggi, e son sempre più curiosa.. sarei tentata di leggerlo in tedesco, ma ho paura di non capirlo :( in italiano senz'altro, anzi credo di aver scaricato l'e-book quando me ne avevi accennato a proposito della mia gita a Potsdam, ora controllo (i thriller mi hanno davvero stancata, ci crederesti?) Ciao ciao

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