mercoledì 18 maggio 2011

La caccia al tesoro di Andrea Camilleri

Un libro un po’ diverso dagli altri.. nella sezione “Prossimamente” avevo accennato che vi avrei svelato il motivo per cui ho letto questo libro.. non pensate chissà cosa, è un motivo semplicissimo.
Io, vi dico la verità, non mi sarei mai sognata di leggere un romanzo di Camilleri, soprattutto quelli relativi a Montalbano, ma è che al mio dolce maritino che, badate bene, non è un accanito lettore come me, anzi, tutt’altro, gli unici libri che gli sono piaciuti da morire sono quelli che hanno come protagonista il famoso commissario. Insomma, era da un po’ che mio marito mi diceva, anzi, mi pregava di leggerne uno perché era convinto che mi sarebbe piaciuto. Io ero ben poco convinta, perché innanzitutto non è il mio genere, poi è scritto dall’inizio alla fine in siciliano e comunque a me Montalbano piace vederlo in TV.
Sta di fatto che comunque è riuscito a convincermi e così mi sono cimentata nella lettura di “La caccia al tesoro” che tra l’altro avevo già visto in televisione.
La scena inizia con la descrizione dei Palmisano, fratello e sorella sulla settantina. I due hanno appeso sul loro terrazzo degli striscioni con su scritto: “Peccatori, pentitevi”! Il problema è che i due anziani non sono affatto innocui, tutt’altro, infatti iniziano a sparare in strada dove si è radunata una piccola folla.
Intervengono pompieri e polizia e i due vengono arrestati e la storia sembra finire lì. A parte questa vicenda, è un periodo di calma piatta al commissariato di Vigata, tanto che il commissario Montalbano pensa di prendere una vacanza per andare a trovare la compagna Livia. L’unica vicenda che però il commissario non prende sul serio, è la caccia al tesoro che uno sconosciuto ha iniziato coinvolgendo, suo malgrado, Montalbano. Nonostante la sua indecisione, decide comunque di partecipare al gioco, ma ben presto si stanca di perderci del tempo e affida il “caso” a un giovanotto brillante, iscritto alla facoltà di filosofia che ha deciso di studiare come funziona il cervello di Montalbano, conoscente di Ingrid, l’amica del commissario.
Quando Montalbano decide di partire per andare a trovare Livia, naturalmente succede qualcosa. Il rapimento di una ragazza bellissima appena maggiorenne. Come sempre tutte le vicende verranno a ricongiungersi, ma non vi svelo di più!!
Che dire... ho avuto qualche difficoltà all’inizio, perché, come al mio solito, sono partita spedita a leggere, ma dopo due righe ho dovuto fermarmi e ricominciare daccapo lentamente. Non avevo capito una parola!!
Ma non mi sono scoraggiata, infatti dopo qualche pagina, non ho avuto più problemi di comprensione, anzi, mi sono subito appassionata alla vicenda e alla scrittura di Camilleri. Mi sono persa nelle sue descrizioni, dei personaggi, dei luoghi, delle situazioni, descrizioni precise ma mai noiose. L’autore poi si diverte a giocare col protagonista: “Alt, Montalbà, torna terra terra. Indove stai annanno a finiri coi tò ragionamenti? Lo vidi che la stanchizza ti sta facenno straparlari? Ma non mi fari arridiri! In principio era il verbo! Ma vatti a corcare che è meglio!
Mentre leggevo mi sembrava di vedere all’azione tutti i personaggi visti in tv. Ci sono alcune differenze tra il libro e la puntata in questione: nella seconda hanno aggiunto l’omicidio di un pescatore di cui nel libro non c’è traccia. Ma a parte questo, le differenze sono ben poche.
E Catarella? E’ un mito, lo adoro: 
Catarella: “Ah dottori! Ah dottori dottori! [...] Ora ora tilefonò ’na picciotta miricana”. [...]
Montalbano: “Che hai capito?”
C.: “Prima si misi a ripitiri ’n continuazioni diddi diddi”.
M.: “E che significa?”
C.: “Dottori, nella parlata miricana diddi assignifica catafero morto [...] appresso si misi a diri lecchi lecchi”.
M.: “Cioè?”
C.: “Dottori, nella parlata miricana lecchi assignifica laco lacuale”.
Mi ha fatto morire dal ridere, non si può non volergli bene.. così come a Fazio, sempre calmo, pacato, ma intelligente. E i battibecchi tra Montalbano e lo sciupafemmine Mimì Augello.
In questo romanzo poi vediamo un altro Montalbano, sempre sicuro di sé ma con qualche cedimento (dovuto alla vecchiaia? Chissà...).
Mi è piaciuto? Sì. Nonostante il dialetto siciliano è scorrevole e assolutamente coinvolgente. Infatti penso proprio che ne leggerò un altro!
Devo ringraziare mio marito e devo scusarmi con lui, perché ero partita prevenuta, invece devo dargli ragione: l’aveva detto lui che mi sarebbe piaciuto!!! :-)
Vi lascio il link di un sito dove si trovano brevi interventi di Andrea Camilleri: http://www.andreacamilleri.net/.


13 commenti:

  1. Io non l'ho letto ma rimedierò di sicuro. Ciao e grazie

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  2. Bene, sei sempre la solita "capocciona" come dicono a Roma, ti fai ripetere le cose 100 volte prima di dare ragione a qualcuno.. però quando lo fai ammetti di aver sbagliato a giudicare male e questa è una Dote! BRAVA.
    Camilleri, non l'ho letto nemmeno io, ma non mancherà l'occasione, perchè semplicemente Adoro il telefim di Montalbano non mi sono mai persa nemmeno un episodio!
    P.S. l'attore che fa Mimì (Cesare Bocci) l'ho visto una sera mentre tornavo a casa dal lavoro è un grannnn BEll'Uomo !

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  3. @Marianna: io capocciona????? :O ma noooooooooo !!!! :P

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  4. III monella SIIIIIIIIIIII ma ti vogliamo bene per questo, altrimenti che gusto ci sarebbe ad essere tutti uguali?
    P.S. te lo dice un'altra mega capocciona!

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  5. wow anche questo sembra molto interessante :))

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  6. Camilleri lo adora mia sorella... Io non riesco proprio a leggere il siciliano!

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  7. @6cuori: provaci, vedrai che piano piano riuscirai a capire tutto! Fidati!! ;-)

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  8. E invece io ho sempre voluto leggerne uno! Mi hai convinta... certo che la sensazione di vedere in azione gli attori del film ce l'avrei anch'io!! Un abbraccio

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  9. @marifra79: sono contenta di averti convinta! Non te ne pentirai!! ;-) un abbraccio anche a te

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  10. io adoro montalbano, però questo episodio come gli ultimi (televisivi intendo) non li ho trovati al livello dei precedenti..non so. . devo quindi rimediare leggendo il libro! grazie :)

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  11. @Al cuoco: a me devo dire che l'episodio è piaciuto.. appassionante fino alla fine, come il libro! A presto, buonanotte!!

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  12. Dopo aver letto il primo libro di Camilleri su Montalbano, non ho potuto fare a meno di prenderli tutti. Quando li ho in casa non ho pace fino a che non arrivo alla fine. Mi ingegno con lui per risolvere il caso, mi faccio venire l'acquolina in bocca quando apre il figrorifero e trova le leccornie che gli ha preparato Adelina, litigo al telefono con Livia (anche se con lei a volte è davvero imperdonabile), passeggio fino al faro dopo le scorpacciate fatte alla trattoria da Enzo.
    La "scusa" del siciliano, che tanti mi portano come giutificazione per non averlo ancora letto, non sta in piedi. O meglio, vale per le prime due pagine, come hai detto tu. Poi quasi ti viene voglia di parlare in siciliano.

    Verbi come addrumare, passiare, conzare,scantare, travagliare suonano talmente bene che quasi li vorresti sostituire con gli italiani accendere, passeggiare, apparecchiare,spaventare, lavorare perché rendono meglio l'idea.
    Mitica la scena in cui Mimì si lamenta con Salvo per l'imminente matrimonio con Beba. Augello aveva detto "sposarsi", Montalbano aveva capito "spararsi". Quando, alla fine dell'episodio, viene fuori il malinteso, Salvo lo riprovera di non parlare chiaramente "Maritarsi dovevi dire!".

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  13. @MissMartinaB: è verissimo tutto quello che dici!!! Ti viene voglia di parlare siciliano alla fine del libro (tra l'altro io adoro il siciliano e la Sicilia)! Oramai dico "ciriveddro" invece di cervello! Oppure "miiiiiiii che camurrìa"!!!! E i siparietti tra Mimì e Montalbano, come quello che hai raccontato tu, fanno morire dal ridere! Sicuramente ne leggerò degli altri!

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