venerdì 28 ottobre 2011

Intervista a Letizia Carnieri, autrice de "Il Cavaliere timido"

Buongiorno a tutti, miei cari lettori! Oggi sono emozionatissima, perché sto per postare la mia prima intervista a una scrittrice! ^_^
Letizia e Argeta della Butterfly Edizioni sono state rapidissime!! E le ringrazio di cuore per questa bellissima opportunità!

E ora, ecco a voi la dolcissima Letizia, autrice della favola "Il Cavaliere timido":

1) Ciao Letizia. Intanto complimenti per la tua prima pubblicazione.
Ho letto che sei laureata in chimica e tecnologia farmaceutica, ma sei appassionata di scrittura. Ti va di raccontarci come è nata questa tua passione?

Ciao Chiara! Per prima cosa, voglio ringraziarti per la recensione e per avermi ospitato nel tuo blog.
Difficile dire come sia nato l’amore per la scrittura; semplicemente, da quando ricordo di aver imparato a tenere la penna in mano ho scoperto che scrivere mi riusciva naturale. Ho cominciato da piccolissima con il classico diario, poi con le prime storie, che scrivevo solo per me stessa, per dare sfogo alla mia fantasia, quando ero ancora una bambina che divorava libri di favole.
Sono sempre stata un’inguaribile sognatrice ad occhi aperti e riempivo pagine su pagine delle mie “creazioni”, per il solo piacere di godermi una bella storia.

2) Parliamo del tuo esordio: “Il Cavaliere timido”. Da dove hai tratto l’ispirazione per questa bellissima favola?

In realtà non ricordo neanche bene da dove sia venuta fuori; è stata lì, assieme alle altre bozze di storie, per almeno dieci anni prima di essere rispolverata e uscire finalmente alla luce del sole. Da piccola ero una bambina estremamente timida, che poi crescendo ha imparato – come è giusto che sia - ad affrontare il mondo senza paura. Diventando mamma, mi sono resa conto di come sia importante comunicare ai più piccoli, prendere sul serio quegli ostacoli che ai nostri occhi di adulti sembrano insignificanti ma che per loro sono insormontabili ed insegnare loro come superarli. Da qui è partito tutto; poi la storia è venuta da sé.

3) Hai costruito tanti meravigliosi personaggi che ruotano intorno al cavaliere. Qual è il tuo preferito?

Nessuno in particolare, sono affezionata a tutti nello stesso modo. Li ho visti, per così dire, prendere forma dalla mia penna man mano che la storia andava avanti, non potrei mai sceglierne uno piuttosto che un altro. Ma sono curiosa di sapere le impressioni di coloro che lo leggeranno.

4) Hai trovato qualche difficoltà mano a mano che andavi avanti con la scrittura?

Al di là della difficoltà di trovare il tempo materiale per scrivere - conciliando hobby, lavoro e famiglia - nessuna in particolare. Come ho detto prima, la scrittura è sempre stato un qualcosa di estremamente naturale per me; mi siedo al computer – o davanti a carta e penna – e un pezzo di storia scorre da sé. Non essendo poi una scrittrice di professione e non avendo perciò nessun vincolo di tempo, quando non avevo nulla da scrivere semplicemente l’ho lasciata da parte in attesa di nuove idee.

5) Tutte le favole hanno una morale. Puoi dirci qual è il messaggio che “Il Cavaliere timido” lascia ai piccoli lettori?

Un messaggio forse scontato, ma importante: siamo tutti creature meravigliose e piene di potenzialità, che il più delle volte finiscono per infrangersi contro limiti che siamo noi stessi a porci. Lasciamo che le nostre paure ci incatenino al suolo, impedendoci di spiccare il volo, da piccoli come da grandi.
Da mamma, immagino per mio figlio un futuro brillante nel quale realizzi le sue aspirazioni, ragionando con la sua testa e senza lasciare che gli altri ci condizionino; ma talvolta sono proprio i nostri ragionamenti a costruire davanti a noi dei muri che non siamo in grado di superare. Ecco, quello che spero la mia favola riesca a trasmettere è: siate voi stessi, abbiate fiducia in ciò che siete, non lasciate che la paura immotivata di qualcosa vi impedisca di andare nella direzione che avete scelto. Siate felici, anche se questo vuol dire talvolta dover andare contro il più grande degli ostacoli: i nostri stessi pensieri.

6) Quali sono stati i libri che hanno influenzato la tua infanzia?

Parecchi, difficile anche elencarli tutti! “Pinocchio” credo sia stato – perlomeno fin dove riesco a ricordare – il primo in assoluto. E poi “Piccole Donne” e “Pollyanna”, oltre ad “Alice nel Paese delle Meraviglie” e “Alice Attraverso lo Specchio”, senza contare poi quei bei libroni illustrati di favole, da Grimm a Perrault a Fedro ed Esopo. E il mio preferito in assoluto, un libro – andato perso negli anni, tra un trasloco e l’altro – intitolato “Racconti Moderni”, nel quale leggevo e rileggevo la storia in cui due bambini, fratello e sorella, in una calda giornata estiva giocano felici in giardino ma si accorgono ben presto che il sole, con tanto di cucchiaino, mangia letteralmente i colori dei loro giocattoli. Ho un ricordo ben preciso di me sdraiata sul letto intenta nella lettura di questa favola per distrarmi mentre faccio dondolare – e poi tolgo, senza dolore – un dente da latte. E penso che renda bene il senso di quello che la lettura significava allora per me: evasione, sogno ad occhi aperti, viaggio.

7) E i tuoi libri preferiti in età adulta?

Molti, moltissimi.. sono una divoratrice di libri, classici o moderni che siano. Se dovessi citarne alcuni: “Il Piccolo Principe”, “Jane Eyre”, “Il Maestro e Margherita”, “Oceano Mare” (ma diciamo piuttosto che mi piace molto Baricco in generale), “Il Signore degli Anelli”, “Cime Tempestose”, “La banda dei Brocchi”, “Kitchen”, “Dance Dance Dance”, “Ragione e Sentimento”…
Ho avuto la fortuna di avere un nonno materno – venuto a mancare solo pochi giorni fa – il quale ripeteva spesso che quando aveva voglia di viaggiare nel tempo e nello spazio, sceglieva un libro e lasciava che lo trasportasse lontano. E una nonna paterna che, sebbene abbia frequentato solo le scuole elementari, leggeva le poesie di Pascoli e Leopardi insegnandomi il piacere di percepire le sensazioni descritte sulla carta. Da loro ho imparato che leggere è evasione, e che è bello accostarsi ai libri senza preconcetti, siano essi “Delitto e Castigo” o la saga di Twilight. 

8) Ti sei trovata bene con Argeta e la Butterfly Edizioni?

Molto. Diciamo che essendo io tutt’altro che una scrittrice di professione, Argeta mi prende letteralmente per mano (e, all’occorrenza, per l’orecchio! ^_^) e mi guida in quest’avventura. Partecipare ad un concorso inviando un manoscritto via e-mail e poter avere un’opportunità come questa non è da poco, in un mondo in cui non lascia certo molto spazio agli esordienti.

9) Quali sono i tuoi progetti futuri? Un’altra favola all’orizzonte, o magari, un romanzo?

La scrittura rimane per me un bellissimo hobby, non potendole dedicare molto tempo; ma certamente l’idea di rimettere mano ad altre delle storie che giacciono qua e là sui quadernoni o nel computer c’è. Trovo che la favola sia il genere a me più congeniale, perciò se all’orizzonte dovesse esserci del tempo libero, penso sicuramente che rimarrò nell’ambito dei libri per bambini.
Per ora mi godo la soddisfazione di aver realizzato un piccolo sogno.

E noi speriamo che Letizia scriva un'altra bellissima favola per grandi e piccini!

11 commenti:

  1. Prima di tutto brava Chiara, hai fatto domande dirette ed interessantissime volte a farci capire fino in fondo la scrittrice, sembra che tu non abbia fatto altro nella vita!
    Alla scrittrice che dire, io non ho ancora letto il tuo libro ma sono sicura, da quello che ho letto dalla recensione di Chiara e leggendo la tua intervista che sei una persona speciale e profonda non vedo l'ora di leggere la tua opera. In bocca al lupo per tutto e speriamo che tu possa continuare a scrivere. smack

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  2. Complimenti bellssima intervista fresca semplice e non banale.
    Auguri di cuore alla bravissima scrittrice.

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  3. Chiaretta...qui si cresce di professionalità! Brava! Ti auguro un buon week bacione

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  4. Complimenti Chiaretta, bellissima intervista!!!!!!!!!!!!

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  5. complimenti!molto professionale ^_* buon w.e. un bacione

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  6. Spesso regalo libri ai più piccoli della famiglia, terrò presente il Cavaliere timido mi è simpatico già dal nome. Laura

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  7. complimenti!!!!sei stata veramente in gamba,belle domande,sei forte,immagino che eri anche emozionata!!!!ti auguro un bel fine settimana,per me niente ponte!

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  8. Bellissima questa intervista! Chiara molto professionale!!

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  9. ma che bella intervista! complimenti ad entrambe!

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  10. ciaooo tesoro buon inizio settimana un bacione

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  11. Ragazze siete carinissime!!! Grazie per i complimenti davvero :"> Speravo vi piacesse!!! ^_^

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