giovedì 31 marzo 2011

Lo shopping di mezzanotte di Carmen Reid


Vi dico subito che non mi è piaciuto! Sarò un po’ brutale forse, ma mi aspettavo qualcosa di più simpatico e frizzante! La protagonista, Annie, si avvicina pericolosamente alla ben più famosa Becky Bloomwood, col solo difetto che non è simpatica quanto quest’ultima! Tra l’altro (così come la serie ben più famosa della Kinsella) esiste una serie dedicata ad Annie; infatti questo romanzo viene dopo “Il Club dello shopping” (che non ho letto in realtà, ma sinceramente non ne ho nessuna intenzione).
Annie Valentine lavora come personal shopper al The Store di Londra. Tutti la cercano, tutti la vogliono per i suoi preziosissimi consigli. Ma Annie non è soddisfatta. Vuole aprire un’attività tutta sua, diventare imprenditrice di se stessa, però viene ostacolata dal suo compagno Ed, il quale vorrebbe che lei procedesse a piccoli passi.
Annie è testarda e non mette al corrente Ed dei suoi movimenti e dei suoi debiti con il fisco. Durante un viaggio disastroso in Italia con i suoi due figli, il suo migliore amico gay (immancabile in questi romanzi), la sorella e il suo compagno, Annie ne combina di tutti i colori. Lascia tutti alla villa che avevano affittato per il soggiorno e se ne va in giro a spendere una cifra esageratamente alta per scarpe e borse e conosce un italiano bello e furbo. Tornati a Londra, però, dovrà fare i conti col suo compagno non proprio entusiasta del suo comportamento.
Il romanzo non scorre molto, la scrittura è ripetitiva e un po’ pesante e devo dire che, cosa che non mi era mai successa, la protagonista mi ispira una sana antipatia, così come Ed, il suo compagno, un po’ troppo remissivo e immaturo per i miei gusti. Sicuramente non c’è nulla di male a voler perseguire i propri sogni e obiettivi, ma nella vita, ogni tanto, bisogna scendere a compromessi, soprattutto se si vive accanto a un’altra persona.
Insomma, è un romanzo che sconsiglio come lettura estiva e/o primaverile!!
Per chi fosse comunque curioso ecco il link del sito dell’autrice: http://www.carmenreid.com/index.asp

Colazione da Starbucks di Laura Fitzgerald

Titolo suggestivo per il primo romanzo di questa scrittrice (sposata tra l’altro con un iraniano-americano), che evoca il più ben noto “Colazione da Tiffany” di Truman Capote. Ma devo dire che il titolo inglese è molto molto più bello, giudicate voi: “Dreaming in English”.
E così come mi era successo per il libro della Flagg, anche stavolta gironzolavo per la libreria alla ricerca di un regalo per un’altra mia amica e ho trovato “Colazione da Starbucks”. Ovviamente non potevo lasciarmelo scappare, così ho comprato una copia anche pour moi!! Sì so cosa state pensando, i compleanni sono la MIA rovina!!!!
Tra l’altro essendo il libro decisamente scorrevole, l’ho divorato in un giorno!
I genitori di Tamila, una giovane ragazza iraniana, le regalano per il compleanno un biglietto per gli Stati Uniti, dandole la possibilità di costruirsi una nuova vita a Tucson, in Arizona, dove vive la sorella insieme al marito. 
Purtroppo per lei, Tamila ha tre mesi di tempo per cercare un marito che accetti di sposarla. La sorella organizza diversi incontri con uomini iraniani che hanno la cittadinanza americana. Incontri più o meno disastrosi, ma il suo cuore batte per il bellissimo Ike che lavora da Starbucks. Come andrà a finire?
Mi è piaciuto moltissimo questo libro, tant’è che l’ho già letto due volte! È bella l’ambientazione, diciamo inusuale, perché non si svolge né a New York né a Londra, che sono le città più gettonate dagli scrittori di chick lit*. 
Attraverso Tamila e le sue angosce derivanti dalla situazione in Iran traspare la paura delle donne iraniane alle quali tutto è vietato. Anche se le differenze tra Oriente e Occidente sono trattate con leggerezza, il lettore ne resta comunque impressionato. 
È una storia romantica e commovente, lo consiglio vivamente! Anche perché Eva, l’amica americana di Tamila è uno spasso!! 


Date un’occhiata al sito internet della scrittrice, in english naturalmente! http://www.laurafitzgerald.com/

*genere letterario emerso negli anni novanta e rappresentato da scrittrici soprattutto britanniche e statunitensi, che si rivolgono prevalentemente a un pubblico di donne giovani, single e in carriera. (WIKIPEDIA)

martedì 29 marzo 2011

Tennis party di Madeleine Wickham

Credo che oramai le seguaci di Sophie Kinsella conoscano anche il suo vero nome, Madeleine Wickham, col quale ha firmato sette romanzi che precedono la saga dell’esuberante Becky Bloomwood.
Oggi vi voglio parlare di "Tennis Party", non ancora tradotto in italiano, e che in realtà io ho letto in francese ("Un week-end entre amis"). Eeeeehm perché in francese? E' una storia lunga! In poche parole un conoscente di due mie amiche ha portato loro dal Belgio un paio di romanzi della Wickham in francese e, dato che tutte noi adoriamo il francese e oltretutto ci prestiamo i libri a vicenda, l'ho letto!
Tornando a noi: come dice il titolo francese si svolge tutto in un weekend. Una coppia che vive in campagna invita altre coppie di amici a stare da loro per il fine settimana, organizzando un mini-torneo di tennis. Si tratta di persone più o meno agiate, apparentemente felici, senza problemi, ma durante questo weekend torneranno a galla vecchi dissapori, rancori, problemi economici, e tutti loro si scontreranno non solo sul campo da gioco ma anche al di fuori di esso.
La mia impressione? Sinceramente mi è sembrato un po’ … noioso … Evidentemente, in questo romanzo, la Wickham non ha ancora preso le distanze dal suo lavoro di giornalista finanziaria perché si dilunga, spesso e volentieri, sugli aspetti finanziari dei piani di investimento che il padrone di casa cerca di rifilare a tutti i suoi ospiti. E anche le partite di tennis sono un po’ troppo lunghe… Soltanto verso la fine del romanzo la storia si vivacizza! Vale la pena di leggerlo solamente per i figli dei protagonisti, che sono i personaggi più interessanti del romanzo!!! 

P.S.: non vi sarete di certo fatti scappare il sito della Kinsella vero? Semplicemente meraviglioso! http://www.sophiekinsella.co.uk/



Quello che le Mamme non dicono! di Chiara Cecilia Santamaria

Nonononononono per carità non sto parlando di me! Sì sono sposata da quasi 2 anni ma, per ora, stiamo bene così! Voi direte: "ecco, le ultime parole famose!", ma è vero, siamo felici della nostra vita a due e poi, diciamoci la verità.. non abbiamo nemmeno il tempo di respirare durante la settimana che l'idea di un bimbo non mi sfiora nemmeno... nella vita, però, non si sa mai! Così come è capitato a Chiara Cecilia Santamaria, che ormai molti di voi conosceranno.. perché ho letto il suo libro "Quello che le mamme non dicono?"? Ebbene... vi accontento subito: dovevo fare un regalino a una mia amica che, tornata dal viaggio di nozze, mi ha comunicato di essere felicemente incinta!! Gironzolando in libreria ho scovato questo libro e le prime righe mi hanno subito colpito, tant'è che l'ho comprato anche per me e l'ho letto tutto d'un fiato...
A dir poco esilarante! La simpaticissima autrice romana (essendo romana anch'io sono un tantino di parte!) a 27 anni ha scoperto di essere incinta! La sua prima frase dopo il test di gravidanza è stata: "MA CHE DAVVERO?". Una scoperta che l’ha sconvolta e gettata nel panico, perché conviveva da poco col suo uomo, perché adorava uscire, prendere aperitivi e andare a ballare… perché aveva un lavoro precario ed era ancora piena di belle speranze sulla sua futura carriera! Dopo un periodo di dubbi atroci decide di tenere la bambina e il suo Lui (così viene chiamato nel libro) ne è molto molto felice.
L’autrice è decisa a non tralasciare nulla dei dettagli sulla maternità, sul prima e sul dopo, dettagli anche poco piacevoli. Ci racconta con ironia e battute tipicamente romane i primi mesi di vita della bimba e le difficoltà della coppia di riuscire a gestire la loro vita. Chiara, districandosi tra il linguaggio Polpetta e i nani delle altre mamme, ci fa capire, o meglio, fa capire a chi come lei non si sente pronta per la maternità, che nonostante le difficoltà avere un bimbo ti cambia la vita. Ma in meglio.
A me, che, come dicevo prima, ho gli stessi dubbi che aveva l’autrice, questo libro ha dato da pensare e lo consiglio a tutte, mamme e non! A proposito: non dimenticate di visitare il divertentissimo blog di Chiara, da cui è nata l’idea del libro! (http://machedavvero.blogspot.com/)


lunedì 28 marzo 2011

Grazie dei ricordi di Cecelia Ahern

Cari lettori, non so voi ma io sono un'assidua frequentatrice di mercatini, o meglio, quando intravedo un mercato vado dritta dritta alla bancarella dei libri... ce n'è proprio una sotto il mio ufficio che vende libri a 3€... libri spesso e volentieri in ottimo stato.
E proprio un mesetto fa, rovistando tra libri di cucina e manuali di vario genere, mi imbatto in questa meravigliosa copertina. 
L'autrice ha pubblicato a soli 20 anni "P.S. I love you" (2004), diventato un bestseller in brevissimo tempo e da cui è stato tratto un film nel 2007 con lo stesso titolo, interpretato da Hilary Swank e Gerard Butler.

Ma veniamo a noi: Justin e Joyce. Due sconosciuti che vivono a Dublino, due vite completamente diverse, due destini che si incroceranno a causa di una tragica fatalità.
Justin, un egoista che pensa soltanto a se stesso, si fa convincere a donare il sangue, per il semplice motivo che a chiederglielo è una bella donna.
In quello stesso giorno, Joyce viene portata in ospedale perché ha un incidente, e una trasfusione di sangue le salva la vita.
Da quel momento, Joyce vivrà delle esperienze singolari e piene di mistero: sogna di frequente una bambina bionda che non conosce ed è continuamente assalita da ricordi che non le appartengono. Finché un giorno, le vite di Justin e Joyce si incontreranno, dando vita a una serie di equivoci che farà nascere una bella storia d’amore.
La storia mi ha colpito, è piena di mistero e magia e i personaggi di contorno, come ad esempio il padre di Joyce, le sue amiche oppure la cognata e il fratello di Justin, danno al libro un tocco di freschezza e ironia.
A volte la scrittura stenta a decollare, ma il romanzo, nel suo complesso, va dritto al cuore e suscita emozioni profonde e coinvolgenti.



Il Museo dell’Innocenza di Orhan Pamuk

Premio Nobel per la Letteratura nel 2006, Orhan Pamuk racconta la storia di un amore lungo e tormentato. Kemal, trentenne che appartiene a una famiglia altolocata di Istanbul, si innamora di una sua lontana cugina diciottenne, Fusun. Tra loro nasce una forte passione amorosa ed erotica, ma Kemal è fidanzato, e nonostante l’amore folle che prova per Fusun, è ancorato alle tradizioni e organizza il matrimonio. Alla fine però scioglie il fidanzamento, ma Fusun è cambiata così come è cambiata la sua vita. Nonostante tutto, Kemal continua a frequentarla per otto anni con pazienza e dedizione, raccogliendo tutti i piccoli oggetti che gli ricordano Fusun, per creare il Museo dell’Innocenza.

La bellezza di questo libro consiste soprattutto nella descrizione della città che è protagonista del romanzo insieme agli altri personaggi. Dai racconti delle peregrinazioni di Kemal attraverso la città traspare tutto l’amore dello scrittore per Istanbul. È però, a parer mio, un romanzo prolisso e decisamente ripetitivo, ma coloro che amano le grandi storie d’amore lo apprezzeranno!

 





"A volte ce ne stavamo seduti in silenzio, senza fare nulla. [...] A volte fissavo inosservato la mano di Füsun per quindici, venti secondi e ne rimanevo estasiato".

venerdì 25 marzo 2011

Matrimonio a Bombay di Julia Gregson


(Titolo inglese: "East of the sun")

Sono assolutamente entusiasta di questo romanzo! Scusate lo sfogo, ma ho appena finito di leggerlo e mi è piaciuto tantissimo!
Una bellissima storia romantica e avventurosa che vede protagoniste tre ragazze che dall’Inghilterra partono per una traversata verso quel mondo meraviglioso e magico che è l’India. Siamo nel 1928, Viva deve fare da chaperon a Rose, che va in India per sposare un giovane soldato che ha visto solo due volte, e Tor, la più vivace ed esuberante del gruppo, non vede l’ora di sfuggire alla presenza opprimente della madre. Viva vuole recarsi in India per andare alla ricerca di un baule appartenuto ai suoi genitori entrambi morti in circostanze misteriose. Ma una volta arrivate lì tutte e tre si troveranno ad affrontare situazioni impreviste e imprevedibili!
Il libro lascia il lettore sempre col fiato sospeso, non si sa mai quello che può accadere tra una riga e l’altra. È pieno di avventura, fascino e beh sì… romanticismo! Non per niente ha vinto il Romantic Novel Award 2009!!!!! 
Ognuna di loro troverà la propria strada dopo varie peripezie. Questo romanzo vi farà sicuramente innamorare dell’India e dei bambini con il loro splendido sorriso e la speranza per un futuro migliore.
Vi avverto però, il racconto è di una certa lunghezza, ma scorre piacevolmente e si farebbe leggere in un giorno solo perché ci si sente vicino alle protagoniste, sole e allo stesso tempo unite in un mondo magico ma brulicante di pericoli! Sono molto diverse tra di loro, però TUTTE hanno coraggio da vendere!
Qui sotto vi lascio un link dove si può vedere il bellissimo booktrailer!!! www.youtube.com/watch?v=gxRjY7Pg0Qk

Buona visione e buona lettura a tutte!


"Viva lanciò un’occhiata a Tor che stava sorridendo. Pensò allo scorrere dell’acqua, al cielo infinito sopra di loro, a quando si era sentita così smarrita da credere che nessuno l’avrebbe più trovata e in quel momento Talika le tirò la mano. Erano di nuovo pronti per ballare". 

giovedì 24 marzo 2011

Io e Dewey di Vicki Myron

E dopo due racconti divertenti, vorrei parlarvi di una storia commovente... per chi ama i gatti, per chi non li ama e per chi è allergico... una bellissima storia vera ambientata in una biblioteca di Spencer, Iowa: "Io e Dewey" di Vicki Myron.
Una fredda mattina di gennaio, la direttrice della biblioteca trova un micetto nella buca delle lettere e subito il gattino viene adottato da tutti gli impiegati e battezzato col nome di Dewey. Dewey è un gattino speciale, capace di fare piccoli e grandi miracoli.. Non voglio svelarvi di più, è un libro tutto da gustare, ma vi assicuro che vi innamorerete del bellissimo micio rosso. L'autrice ha inoltre pubblicato un altro romanzo: "Le nove vite di Dewey", dove racconta storie inedite del gatto tigrato dal pelo rosso e storie toccanti di altri gattini.
Una piccola curiosità: dovevano girare il film basato su questo libro con Meryl Streep, ma sembra che non sia ancora uscito...
E per chi ha voglia di "acculturarsi" un po' vi posto il link del sito web della biblioteca di Spencer: http://spencerlibrary.com/, dove troverete anche una breve biografia di Dewey e alcune foto del bel micione (tra l'altro lo trovate anche su Facebook!).



"E in effetti quando Dewey ne ha avuto bisogno io ci sono stata, l'ho stretto fra le braccia e mi sono assicurata che tutto andasse bene. Ma questo è soltanto un frammento della realtà. La verità è che per tutti quegli anni, nei giorni duri, nei giorni buoni e in tutti quelli dimenticati nelle pagine del libro della vita, è stato Dewey a tenermi fra le braccia, e lo fa ancora". 

mercoledì 23 marzo 2011

Julie&Julia di Julie Powell

Chi di voi ha visto il film alzi la mano! IOIOIOIO
Ebbene sì.. dopo aver visto il film, non contenta, ho letto anche il libro, ma: è stato un errore! Un grosso errore! Avrei dovuto accontentarmi del film, perché il libro non è stato all'altezza!!


Per chi non lo sapesse, si tratta di un racconto basato su due storie realmente accadute. Julie Powell è una trentenne che vive la sua età come un momento di crisi, soprattutto per quanto riguarda il lavoro (eccomiii). Chissà, molte segretarie magari si sentiranno chiamate in causa perché spesso e volentieri si sentono frustrate e umiliate. Me compresa.

Infatti, mii sono totalmente rispecchiata in Julie, perché, arrivata a questa età, mi ritrovo con un pugno di mosche in mano e mi chiedo se dovrà essere così per tutta la vita.. Questa sensazione di inutilità, il fatto di trascorrere giornate intere fuori casa per poi chiedersi: "ma oggi, cosa ho combinato di buono?"... C'è anche il problema di sapere e di decidere COSA fare nella vita, perché io, sinceramente, non l'ho ancora capito!

Ecco, il libro parla di tutto questo oltreché di cucina, più precisamente della cucina francese. A volte ho avuto l'impressione che la scrittrice si dilungasse un po' troppo sulla descrizione delle ricette ed è inevitabile il disgusto per l'eccesso di burro, però qualcosa di buono c'è: è sicuramente un racconto ironico che fa riflettere. Julie si sentiva persa, ma ce l'ha fatta! Ha trovato uno "spirito guida" che le ha dato la forza e il coraggio di mettersi in discussione ed è riuscita a trovare la sua strada.
PS: Vi consiglio di fare un giretto su YouTube per scovare i video della vera Julia Child, troppo simpatici e rimarrete a bocca aperta ripensando alla magnifica e grandiosa Meryl Streep, che si conferma di nuovo attrice da Premio Oscar!
PPS: per chi conosce l'inglese, vi consiglio di visitare il blog di Julie Powell http://juliepowell.blogspot.com/
PPPPPPPS: Ma qualcuno di voi è rimasto sconvolto dalla scena delle aragoste??? Volevo morire! Peggio di un film dell'orrore!!!

"Una segretaria del Queens aveva rischiato il matrimonio, la salute mentale e il benessere dei suoi gatti per cucinare tutte le 524 ricette dell'Arte della cucina francese - il libro che cambiò la vita di migliaia di cuochi americani senza servitù - in un solo anno. Lo stesso anno in cui compì trent'anni. Fu la cosa più dura e coraggiosa che una codarda come lei avesse mai fatto, la migliore in assoluto, e non ce l'avrebbe fatta senza Julia".

Torta al Caramello in Paradiso di Fannie Flagg

Tempo fa ero in libreria alla disperata ricerca di un regalo per una mia amica, ma la "caccia" non è stata né lunga né faticosa, perché: 1) io VIVREI in libreria (chiedete a chi mi conosce!); 2) dopo neppure cinque minuti vengo attratta dalla copertina di questo libro, romantica, dolce, poetica… e poi il titolo: “Torta al caramello in paradiso”… UN SOGNO! Leggo la trama che si rivela decisamente curiosa: la protagonista è un’anziana signora di un’età non meglio precisata, Elner Shimfissle, che vive in una cittadina dell’Alabama, Elmwood Springs, in una deliziosa casa col giardino. Elner è molto vispa nonostante la sua età e questo preoccupa non poco l’ipertesa nipote Norma.
Un bel giorno, infatti, Elner precipita dalla scala sulla quale si era arrampicata per raccogliere i fichi. Viene trasportata in ospedale. Sembra morta, ma in realtà la simpatica signora “sogna” di essere andata in paradiso dove incontra diversi personaggi, ognuno dei quali le lascia un messaggio da portare sulla terra. Intanto, intorno a lei sono tutti dispiaciuti per la sua morte, organizzano i funerali, ma: colpo di scena! Elner torna nel mondo dei vivi più allegra e più vispa che mai!
I messaggi che l'autrice invia ai lettori sono molto semplicistici, ma schietti e genuini! Mi sono lasciata trasportare dalla vivacità, dalla gioia di vivere e dalla simpatia della protagonista, con le sue assurde domande con cui tormenta tutti, amici e parenti! La Flagg dà il massimo delle sue doti descrittive dei personaggi in questo romanzo che è sicuramente un ottimo antidepressivo... ve lo assicuro: "morirete" dalle risate!!!


"Ricorda a tutti quanti che la vita è come ciascuno se la costruisce, e di sorridere, che là fuori c’è il sole, e dipende tutto da loro".