mercoledì 21 marzo 2012

I CLASSICI: I dolori del giovane Werther



Buongiorno carissimi! ^_^

E’ da tanto che non vi parlo di un classico della letteratura, questa volta tedesca: “I dolori del giovane Werther” di Johann Wolfgang Goethe, pubblicato nel 1774.
E’ un romanzo epistolare, vale a dire che veniamo a conoscenza del protagonista e della sua triste storia attraverso le lettere che costui scrive al suo amico Guglielmo per quasi due anni, senza che al lettore sia data la possibilità di leggere le risposte dell’amico, che però si intuiscono facilmente dalle epistole di Werther. Nella seconda parte del romanzo, invece, sappiamo cosa è successo al giovane durante i suoi ultimi giorni di vita anche dalle parole del suo editore.
Werther è un ventenne di buona famiglia che si reca in un paesino, Wahlheim, per sistemare delle questioni di famiglia.
Qui, a un ballo, incontra Charlotte, soprannominata Lotte, da cui rimane affascinato, la quale, però, è promessa sposa ad Albert. Werther inizia a frequentare la famiglia di lei, diventa amico del padre, si affeziona ai fratellini di lei e si innamora perdutamente di Lotte.
Albert, assente per un certo periodo di tempo, torna in paese e Werther comprende in maniera lampante che non ha speranze con la sua amata. Il suo amico Guglielmo, al quale confida la sua disperazione, gli consiglia di lasciare il paese e di tornare in città per intraprendere una carriera da diplomatico. Werther acconsente, ma dopo poco, tornerà a Wahlheim.
Preso dalla disperazione tenta di baciare Lotte, ma lei, anche se forse ricambia i suoi sentimenti, lo respinge, perché ormai è sposata.
Werther è sempre più vittima di una forte infelicità e depressione. Si fa prestare le pistole da Albert con la scusa di andare a caccia, invece saranno l’arma che lo porterà al suicidio.
Ai giorni nostri può sembrare un gesto estremo, ma per quell’epoca in cui si stava affacciando il Romanticismo, dopo la tempesta dello Sturm und Drang, era un gesto compreso e capito.
Goethe è uno dei miei autori tedeschi preferiti. Questo romanzo l’ho letto e riletto un migliaio di volte, non solo per gli studi, ma perché lo amo.
Lo stile epistolare è molto particolare, ma è anche un modo diverso, più intenso e intimo, a parer mio, per conoscere i personaggi di un romanzo attraverso le lettere.
Amo le storie di grandi passioni non corrisposte, non sono una masochista, ma ritengo che raccontino una forma d’amore elevata, che noi contemporanei non riusciremo mai a comprendere del tutto.
Leggetelo se non l’avete ancora fatto, Goethe in questo romanzo rivoluziona la scrittura dell’epoca, alzando un polverone per aver sconvolto la sintassi tedesca con troppi puntini di sospensione, troppi punti esclamativi, troppe frasi lasciate in sospeso: Goethe aveva capito che utilizzando questi escamotage sarebbe riuscito a far comprendere ai lettori, fino in fondo, lo stato d’animo del suo fragile, delicato e meraviglioso personaggio.

25 commenti:

  1. ahhaha O MIO DIO che cosa hai evocato alla mia mente.. un periodo della mia vita assai traumatico ahahahha avevo un prof. di letteratura, al liceo, che ci costrinse a leggere questo libro d'estate e a settembre, poi, ci costrinse a sentire lui che lo leggeva passo dopo passo accostandolo ad un testo sullo Sturm und Drang... ti giuro che avrei voluto la pistola di Werter per togliermi la vita Tanto era pesante! Ogni giorno questa solfa finchè il libro finì e ne fummo tutti liberati ahahahah
    P.S. avevo solo 16 anni sono rimasta traumatizzata!ahahahah smack

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    1. Ahahahahah eeeeehm sorry!! Certo però che il tuo prof. era un po' maniacale @_@ Ci credo che l'hai odiato sto libro! Però magari se lo riprendi adesso cambi idea, esorcizzi le tue paure ihihih ;-)

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  2. Buongiorno, cara! Passa da me: c'è qualcosa per te. A presto.

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  3. Goethe antesignano dello stile delle chat, ahaha!
    Non ho mai letto questo romanzo, e avresti potuto aspettare prima di parlarne: ora lo metterò in lista ma dopo Anna Karenina volevo aspettare coi classici ;) Ora controllo se c'è l'ho: uno degli ultimi corsi che ho seguito era quello di letteratura tedesca che non avevo mai fatto e naturalmente ci tenevo a farla ;)
    Sono d'accordo con te per le storie d'amore non corrisposte, sono più intense e passionali, mi pare, e il suicidio finale, oltre che tipico del filone di pensiero dell'epoca è anche molto romantico in senso sentimentale ;)
    Grazie Prof. Chiaretta per quest'altra bella recensione di un classico, se non ci fossi tu a darmi la spinta giusta, sguazzerei di nuovo solo nel mare thriller!

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    1. Ahahahahah bravissima, hai ragione!! :P
      Non l'hai mai letto?? Coooome? Ti giuro ero convinta che l'avessi già letto e riletto!! La penso esattamente come te!
      Noooo basta thriller?? Quanti ne hai letti in vita tua?? @_@
      baciii

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    2. Chiaretta sto spolverando la mensola dei classici (solita collana) dove potevo avere questo romanzo, ma no, di Goethe avevano pubblicato Le affinità elettive (che ho letto). Io coi classici sono molto indietro, non li ho mai fatti alle superiori, ho sguazzato nei thriller per anni, e quando ho iniziato non son certo partita coi mattoni dell'Ottocento, non mi sentivo pronta!! Fra quelli che hai recensito tu ho letto solo Il fu Mattia Pascal, ma non ho gli altri due, e siccome vorrei evitare di comprarne di nuovi, aspetto le tue recensioni di quelli che ho già - adesso devi indovinare quali ho! Oppure, prima di iniziarne uno a caso, ti chiederò se lo conosci e se puoi dirmi due paroline di conforto e coraggio ;)

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    3. Ero indecisa se parlare de "Le affinità elettive" o di "Werther", poi ho optato per quest'ultimo, ma non mancherò di parlare anche del primo, è meraviglioso!
      Mmmmm proverò a indovinare, dai! Però se ti va, puoi chiedermi un consiglio in qualsiasi momento, prima di avventurarti in qualche "mattonata"!! ;-)

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  4. la tua recensione e' molto sentita,si nota con quanta passione tu abbia letto questo libro e infondi a chi la legge una voglia matta di avvicinarsi a questo romanzo,almeno per me e' stato cosi'!

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    1. Sono contenta che si "intraveda" la mia passione per la letteratura tedesca in genere e soprattutto per questo romanzo!

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  5. A me non è piaciuto per nulla, troppo tragico e poi ho semore avuto una profonda antiapatia per i protagonisti troppo "vittime"!
    Ma lo stesso ffetto me l'hanno fatto tutti gli altri "giovani" della letteratura: Il giovane holden, jacopo ortis e il giovane torless....sarà la parola giovane la causa?

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    1. Capisco il tuo punto di vista.. però, forse, bisognerebbe avvicinarsi a questi romanzi con uno "sguardo" dell'epoca in cui sono ambientati.. magari così potremmo comprenderle di più queste vittime!

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  6. Bravissima... mi piace proprio come scrivi!!!! si nota proprio la tua passione!! ^_^

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  7. Libro davvero molto bello, mi hai fatto venire voglia di andare a rileggerlo! xD Anche se, ammetto, a me tutti quei puntini di sospensione e punti esclamativi hanno sempre dato di nervi. Tanto che l'ho accettato esclusivamente con la scusa 'è il protagonista che scrive così nelle lettere, l'autore non può farci niente se Werther non sa scrivere' :P

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    1. Werther non sa scrivere è bellissimo! Ahahahah sembrerebbe così in effetti.. ma come ho detto nella recensione, lo stile di Werther rispecchia perfettamente il suo stato d'animo! Vedila così, magari non ti dà più sui nervi.. spero :P

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  8. Non l'ho mai letto, ma provvederò quanto prima!

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  9. La tua recensione mi ha incuriosito molto e mi è venuta voglia di leggere questo romanzo. I classici non sono il mio punto forte ma quei pochi che ho letto mi sono sempre piaciuti molto. *__*

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    1. Penso che i classici non debbano mancare nella nostra cultura :-)

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  10. Un classico, infatti. Mi hai fatto venire voglia di rilerggerlo, chissà quanto tempo fa che l'ho letto!

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    1. L'hai già letto? Non guasta mai rileggere un libro splendido come questo!
      P.S.: Grazie mille per il premio!!! ♥

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  11. Molto bella la tua recensione! Ho letto due volte questo libro, la prima volta per la scuola e l'ho odiato, poi l'ho riletto con calma e me ne sono innamorata!

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    1. Ti ringrazio!! Beh, diciamo che le costrizioni scolastiche sono deleterie a volte ;-)

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  12. I classici sono sempre i classici, e fa strano leggere il linguaggio dell' epoca rispecchiandolo con quello moderno è un pò come vedere i vecchi film troppo lenti per i tempi moderni ma sempre molto belli :D

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    1. Parole sante cara! I classici sono sempre i classici! ^_^

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Abbuffiamoci di parole!!!