mercoledì 2 maggio 2012

Né di Eva né di Adamo

Ciao a tutti!! Sono viva! ^_^ Mi sono presa una mini-vacanza dal lavoro e anche da internet :-) Oddio, dal lavoro non proprio, perché lunedì il mio capo si è sposato (quale giorno migliore???), quindi ho dovuto vedere i miei amatissimi colleghi di ufficio anche il 30 aprile :-/ Ma se volete saperne di più visitate il divertentissimo ed esplosivo blog di Marianna!

Il mio weekend lungo è stato piacevole. Sabato ho fatto shopping con mia mamma e sono rimasta a pranzo dai miei, domenica mio marito e io abbiamo comprato due bellissime bici che abbiamo subito collaudato e (tralasciando il matrimonio di lunedì) ieri mattina di nuovo in bici perché c’era un sole splendido, poi abbiamo fatto un po’ di spesa e abbiamo mangiato da noi con i nostri amici. Volevamo pranzare sul balcone, ma il tempo non ce l’ha permesso, ma l’importante è stare insieme. La sera poi son venuti altri nostri amici a trovarci e abbiamo trascorso una piacevolissima serata in compagnia!

E oggi... beh, lasciamo stare! :-(

Parliamo invece di uno splendido gioiellino letterario consigliatomi caldamente dalla mia cognatina: “Né di Eva né di Adamo” di Amélie Nothomb.


Amélie, ventenne, torna in Giappone dove trova lavoro come insegnante di francese e frequenta un corso di giapponese.
Il suo primo e unico allievo è Rinri, un universitario timido che proviene da una famiglia ricca. I due intrecciano una storia d’amore poetica, romantica, avventurosa, una relazione che dura due anni e che porta la scrittrice, alla fine, di fronte a un inevitabile bivio amletico: tornare in Belgio e tentare la carriera di scrittrice o rimanere in Giappone sposando Rinri, preoccupandosi solo di mandare avanti la casa?
Naturalmente non vi do la risposta, perché il piccolo capolavoro della Nothomb è tutto da gustare, si legge in poche ore, vola via con una leggerezza tale che alla fine vorresti ricominciare daccapo, perché la Nothomb è una forza della natura, la sua scrittura è potenza allo stato puro, è energica, vivace, frizzante ed egregiamente ironica.
La storia d’amore - quasi fraterna - con Rinri è quasi una scusa per poter narrare le bellezze della sua terra natìa, il Giappone, e gli usi e costumi di questo popolo così educato, riservato ed esageratamente tutto d’un pezzo. Così veniamo a sapere che esiste la figura del conversatore: costui viene scelto per poter evitare agli ospiti la “fatica” di conversare, deve quindi conoscere almeno superficialmente le persone presenti per poter intavolare una conversazione del tipo “Tizio direbbe a Caio questo che potrebbe interessare a Sempronio …” e via dicendo. Oppure l’uso dei verbi: con “giocare” loro intendono qualsiasi attività che non riguardi il lavoro, come ad esempio, cenare con gli amici.
Insomma, usi e costumi sicuramente molto lontani da noi, ma che affascinano per la loro bizzarrìa. Amélie è stregata e abbagliata da tutto questo e sempre entusiasta di scoprire cose e posti nuovi. E al lettore sembra di essere lì con lei a godere di tutte queste bellezze asiatiche.

Già all'aeroporto di Hiroshima ebbi un'impressione molto netta: non eravamo nel 1989. Non sapevo più in che anno fossimo: certo non nel 1945, forse negli anni Cinquanta o Sessanta. Lo shock atomico aveva rallentato il corso del tempo? Non mancavano le costruzioni moderne, la gente era vestita normalmente, le macchine non erano diverse dalle altre in circolazione nel resto del Giappone. Era come se, qui, le persone vivessero in maniera più intensa che altrove. Abitare in una città con un nome che, per il pianeta intero, è simbolo di morte aveva esaltato in loro la fibra vivente; ne derivava una sensazione di ottimismo che riproduceva l'atmosfera di un'epoca in cui ancora si credeva nell'avvenire”.

Guardai in aria: era dunque questo, il monte Fuji. Alla fine avevo trovato un posto dal quale non appariva magnifico, per la semplice ragione che non si vedeva: la sua base. Altrimenti, quel vulcano è un'invenzione sublime, ed è visibile quasi ovunque, al punto che talvolta l'ho scambiato per un ologramma. Non si conta più il numero di siti sull'isola di Honshu dai quali si ha una vista superba del monte Fuji: sarebbe più facile contare i luoghi dai quali non si vede. Se i nazionalisti avessero voluto creare un simbolo unificante, avrebbero inventato il monte Fuji. Impossibile contemplarlo senza avvertire un sacro friccicore mitico: è troppo bello, troppo perfetto, troppo ideale”.

19 commenti:

  1. mi sembra un bel libro!!!

    ^__________^ molto interessante l'ambientazione!

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  2. Mi hai messo curiosità, lo cerco!

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    1. Ciao Dana, benvenuta nel mio blog! ^_^

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  3. Che bel programma di we (matrimonio a parte:-))
    A Milano ha piovuto quasi sempre eccetto sabato, per cui il mio fine settimana è stato molto meno affascinante.
    Questo libro della Nothomb mi ispira molto; lei è davvero una forza della natura, è una scrittrice che mi piace molto anche come personalità.
    Ciao

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    1. Ecco a punto, tralasciamo quella specie di matrimonio O.O
      Mi dispiace per il brutto tempo, un vero peccato! Avrai letto tanto, però :P
      La Nothomb è straordinaria secondo me!

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  4. ahahahah Ecco ho appena iniziato il resoconto di lunedì @_@ ahahah, è stato un bel week end con un tempo troppo capriccioso, ma lontano dall'ufficio tutto è bellissimo!
    Questo libro mi piace proprio sai, mi hanno affascinato sopratutto le due citazioni che hai fatto!
    Un bacione Chiaretta smack! ^_^

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    1. Infatti, lontano dall'ufficio anche la pioggia è bella!!
      Belle le citazioni vero? Volevo che trasparisse tutto lo stupore e il trasporto con cui l'autrice osserva e vive le sue esperienza! Bacissimiii

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  5. di quest'autrice ho adocchiato un romanzo (non ricordo il titolo), l'ho leggiucchiato un po' e..sinceramente,mi ha lasciato non poco perplssa,ho trovato che abbia uno stile molto lugubre e troppo eccentrico. Probabi,mente è una cosa voluta, mi pare (avendo letto un'intervista su un giornale mi pare che abbia costruito un pesonaggio ben preciso), comunque non mi ha invogliata a provare questa autrice.

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    1. Eccentrica sicuramente, lugubre non direi... forse lo suggerisce il suo aspetto, ma lo stile lo trovo brillante! Però è solo il mio modesto parere ^_^
      Magari potresti provare questo libro, chissà.. potrebbe piacerti!

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  6. per me è il più bel libro della Nothomb che ho letto, forse perchè ha vissuto in Giappone (molti dicono che sia nata lì, ma non è vero), forse perchè sono innamorata delli'impero del sol levante ma a me è piaciuto molto! La sorella ha scritto pure un libro di cucina! baciotti Helga

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    1. Ti è piaciuto? Sì, l'ambientazione la fa da padrona ed è molto suggestiva. Anch'io so che è nata lì dove ha trascorso la sua infanzia (come racconta anche in questo libro)..
      La sorella ha scritto un libro di cucina? Conosci il titolo? Sono curiosa.. baciiii

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  7. mi piace molto il tema… mi ricorda come si son conosciuti i miei: lui professore, lei alunna… da leggere! baci :)

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    1. Veramente?? Una splendida storia d'amore... ♥
      Baciooo

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  8. ciao cara tutto sommato a te e' andata meglio che a me,nonostante il matrimonio,pensa che io ho lavorato al 25 aprile e anche al 1 maggio,pazienza l'importante e' che cominci a fare un po' di bel tempo cosi' potrai sfruttare le bici nuove1

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    1. ?? Oddio, hai lavorato pure i giorni di festa?? Ma il primo maggio noooo, è da denuncia!! O.O Mannaggia, sicuramente sono stata fortunata rispetto a te, fortunatissima anzi!
      Mmmm nel weekend è previsto brutto tempo :-/ Quindi niente bici mi sa, ormai avevo preso il via! Pazienza... baciii

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  9. anche io mi sono concessa qualche giorno di vacanza al mare staccando la spina da tutto. Da noi il tempo è stato splendido, quasi estivo. Primi bagni e primo sole ed ora è dura ricominciare.
    è importante leggere libri che riportano le sensazioni di ottimismo di epoche in cui si credeva ancora nell'avvenire. Potrebbe tornarci utile e magari farci pensare che sia sempre possibile.

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    1. Mamma mia, al mare, che bello! Io ci sono stata solo per una passeggiata, in costume ancora no, non ho il coraggio! :">
      Io continuo a sperare nel futuro, i libri sicuramente mi aiutano!

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  10. carissima Chiaretta il libro della sorella di Amelie è Juliette Nothomb "La cucina di Amélie" edito ovviamente da Voland. baciotti Helga

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Abbuffiamoci di parole!!!