martedì 19 febbraio 2013

Full of life

Buongiorno a tutti, miei cari lettori.
Oggi vorrei parlarvi di un autore che, fino ad ora, conoscevo soltanto di fama, non avendo mai avuto modo di leggere le sue opere ma, grazie a mio fratello, che come sapete divora libri come me, è arrivato a Natale questo inaspettato regalo: “Full of Life” di John Fante
Fante (1909 - 1983) è figlio di un emigrato abruzzese, ma è nato a Denver, Colorado. Scrive il suo primo romanzo nel 1935, “La strada per Los Angeles”, pubblicato postumo. Il romanzo che però gli ha portato il successo è “Aspetta primavera, Bandini”, primo di una serie di scritti autobiografici il cui protagonista è il suo alter ego, Arturo Bandini, di cui il più famoso è “Chiedi alla polvere”.
Il fan più accanito di Fante era Charles Bukowski.


In “Full of Life” (1952) protagonista è invece proprio lui, John Fante, insieme alla moglie Joyce e al padre di lui, Nick. Il romanzo racconta la semplicità della vita di una coppia nella loro casa a Los Angeles, una vita turbata dall’imminente arrivo di un bambino e dalle termiti. Sì, la causa scatenante degli eventi sono proprio questi fastidiosissimi insetti che hanno fatto crollare il pavimento della cucina di casa Fante. Dopo varie telefonate, il protagonista ha un’idea brillante: perché non far fare i lavori al padre, muratore da più di cinquant’anni? Allora ecco che Fante va a prendere Nick a San Juan, nella Sacramento Valley. Esilarante la scena in cui la madre sviene appena vede il figlio. Il racconto del viaggio in treno per tornare a Los Angeles è, allo stesso tempo, straziante e divertente.
Al ritorno il padre si metterà al lavoro, tra prediche, litigi e riconciliazioni. Ma sistemerà la cucina del figlio? E come andrà la nascita del primogenito dei Fante?
Come vedete, è una trama semplice, un racconto di vita quotidiana, in cui i coniugi devono affrontare la presenza dell’inquietante “sporgenza”, soprattutto John, che come accade normalmente, dopo aver fatto il suo dovere viene messo in disparte, si sente trascurato, minacciato da quel pallone gigantesco che ha cambiato la sua Joyce, ora dedita a leggere libri, a meditare, ad accostarsi alla Chiesa e, di conseguenza, ad allontanarsi sempre più da lui. Lei è sempre stata la sua musa ispiratrice, la sua consigliera, la sua editor, mentre ora non era più interessata ai suoi scritti, pensa soltanto a lei e al suo futuro come genitore.
Ma tra le righe si intravede il grande amore che Fante prova per la moglie e per il nascituro, maschio o femmina? Una questione di vita o di morte per il nonno, deve essere maschio, altrimenti la stirpe dei Fante si concluderà così. Per far sì che sia maschio, la saggezza abruzzese consiglia di portare sempre con sé uno spicchio d’aglio.
Il personaggio cui mi sono affezionata è sicuramente Nick Fante, il papà di John. 
E’ stato un padre severo e lo è tutt’ora quando rimprovera il figlio per il suo atteggiamento verso la moglie e verso il nascituro, ma con la vecchiaia si è anche addolcito, il lettore sente la sua solitudine, il suo desiderio lancinante di avere un nipote maschio, è un personaggio vero, forte e commovente.
I siparietti tra Fante e la moglie, ma anche tra i due Fante o tra il prete e John sono spassosi, senza senso e per questo comici fino all’inverosimile.
L’autore usa un linguaggio semplice, alterna esclamazioni accorate a periodi lunghi, gravi e importanti e a stoccate concise, come fa notare Paolo Giordano che introduce il romanzo nell’edizione di Einaudi.
Il titolo è evocativo: “Full of Life”. Sono estremamente felice che non sia stato tradotto, sarebbe stato difficoltoso trovare una soluzione felice che racchiudesse la pienezza della vita che esplode in ogni parola di questo splendido romanzo.

- Non preoccuparti del vino, ragazzo. Ci penso io al vino.
- Ti ordino del Chianti, papà. Di quello vero. Vorresti altro?
- Macchina da scrivere.
- Ho un portatile di sopra. Ma tu non sai scrivere a macchina, papà.
Studiò il sigaro. - Tu scrivi. Io parlo.
Mi commosse. Aveva lasciato la mamma la sera prima, e voleva già mandarle un piccolo messaggio. - Va bene, papà. Ne sarà felice.
- E’ morta.
- Chi?
- Coletta Andrilli.
- Credevo che volessi scrivere una lettera alla mamma.
- E per che cosa? L’ho vista ieri. Dio buono, ragazzo.

Là c’era l’aroma dell’incenso, lo scricchiolio dei banchi, il giocare della luce attraverso le vetrate, il fresco tocco dell’acqua santa, il sorriso delle candele, lo splendore di tornare indietro all’antichità, la sconcertante consapevolezza che innumerevoli milioni di persone erano state lì prima di me e poi se ne erano andate, che altri miliardi sarebbero venuti e andati attraverso milioni di domani.

28 commenti:

  1. Di questo autore conosco solo "Chiedi alla polvere", ma credo che gli spaccati di vita dei nostri cari emigrati sia davvero molto interessante da leggere e se poi è anche divertente perchè No!
    BACIIIII :D

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    1. Vero? Anch'io conoscevo - di nome - soltanto quello... credo che comunque lo leggerò! bacioniii

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  2. Deve essere un romnzo carino, quasi quasi me lo segno!

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  3. Anch'io lo conosco solo di " fama ", ma dopo la tua recensione
    e il fan più accanito ...:)

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    1. ahhahah allora poi mi farai sapere se ti è piaciuto! ;-)

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  4. Certo che a leggere questa recensione mi viene in mente una cosa che è vera da sempre, quanto l'universo maschile sia egoista di fronte ad una gravidanza che vede coinvolti entrambi,ma che scaricano completamente alla moglie accusandola, anche se solo con il pensiero, di avere occhi solo per il bambino trascurando loro e i loro bisogni!

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    1. E' vero, sì. Gli uomini hanno bisogno di attenzioni, sono troppo coccolati :P

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  5. Vuoi dire che l'hai tradotto tu?? Che l'hai letto in originale e tradotto per noi??
    Nooo, appena ho letto la tua trama, pensavo di leggerlo, perché anche io l'ho sentito nominare, e invece non è stato tradotto!!

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    1. :O Eeeehm no, io parlavo del titolo, che non è stato tradotto, ma lasciato così, in originale.. :-)

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    2. Aaaahhh! E io che non l'ho nemmeno cercato per metterlo nella lista dei desideri. Allora corro ad aggiungerlo (oddio ho inaugurato la carta di credito, non devo esagerare non devo esagerare).

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    3. ahahah cerca cerca ;-) e attenzione con la carta di credito!!! ^_^

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  6. mi piace il realismo di Fante! ho letto "aspetta primavera..." e "chiedi alla polvere" ma non questo libro che consigli, rimedio al più presto
    bacioni!!!

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    1. aaa qualcuno che ha letto Fante, complimenti! Rimedierò anch'io altre sue opere!! bacioni a te

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  7. Anche io non mi sono mai avvicinata a questo scrittore, semplicemente perchè non mi sono mai presa la briga di informarmi, per fortuna che ci sei tu, Chiaretta!!!
    Mi è piaciuta molto questa recensione e , non appena smaltisco quei tre libri sul comodino, mi fiondo in biblioteca a cercare qualcosa, anche se mi piacerebbe proprio leggere questo.

    ps Ho preparato , per la prima volta, una Sacher, per poterti passare una ricetta....direi che ha superato tutte le prove, inclusa quella di 15 assaggi diversi, a breve sul blog per te :)

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    1. ^_^ Grazie cara Lori, è bello imparare insieme a voi! Tre libri??? Addirittura, sei peggio di me ;-)

      ps: ièèèèèèèèèè che bel regalo che mi hai fatto!!! Dai, quando la posti? Quando la posti? Quando la posti? iii :D che belloooo Mi fido di te, non vedo l'ora di vederla! Grazie infinite Lori ♥

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    2. Devo scrivere ricetta e post diciamo la prossima settimana e, nel frattempo, l'ho rifatta per essere sicura del risultato,anche perchè la figliola si è lamentata che non ne era avanzata per lei!

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    3. La prossima settimana, eh? Monella, mi hai fatto una splendida sorpresa, grazie infinite <3

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  8. Di solito preferisco i libri scritti da autori o autrici italiani, non tradotti, però questo romanzo mi ispira proprio. Un altro tuo contributo alla mia lunga lista di libri da leggere. Grazie, cara. Un abbraccio.

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    1. Posso immaginare, ma potresti leggerlo in inglese, perché no? ;-) un abbraccio a te!

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    2. Perché in inglese non me la cavo proprio :( È una mia mancanza. Il mio inglese serve al massimo per fare la turista. Buona giornata!

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    3. ahahhah beh, sarebbe un buon modo per imparare un'altra lingua ;-)

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  9. Se il fan più accanito di Fante era Charles Bukowski, questo libro è da leggere!
    baci
    Alice

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    1. mmm deduco che ti piaccia Bukowski :P
      Un bacione e buon weekend

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    2. E' lo stesso ragionamento che ho fatto io! Anobiizzo subito!

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    3. ahahah allora ho fatto bene a scriverlo! ^_^

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  10. Mi piace perché parla di vita familiare quotidiana che oggi sembra così difficile da raccontare per gli scrittori, a meno di non ricorrere a storie di dolore, di traumi, di incomprensioni, di lutti... grazie me lo segno anch'io!

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    1. Ciao Elisabetta, che bello vederti qui! ^_^
      E' esatto, parla di vita quotidiana, della vita di una normale coppia di futuri genitori ed è per questo che il lettore si sente vicino ai protagonisti.
      Anch'io trovo che ci sia una sempre maggiore tendenza nei romanzi italiani a parlare di dolori e tragedie, ma perché non parlare anche di storie di ordinaria quotidianità? Bacioni

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