mercoledì 20 marzo 2013

Ma i titoli, chi li inventa?

Salve a tutti e buon mercoledì!
Ho appena finito di leggere un libro delizioso e dolce, scritto da Trisha Ashley, un’autrice inglese del Lancashire.
Persino la nostra amata Kinsella ha detto di questo libro: “Un libro delizioso, caldo, pieno di humour.
Ma parliamo dei titoli. Il libro in questione si intitola: “Cosa indossare al primo appuntamento”, edito dalla Newton Compton (Titolo originale forse un tantino più azzeccato, ma nemmeno più di tanto: “Chocolate Shoes and Wedding Blues”).


Dopo che vi avrò raccontato la trama penso che concorderete con me, il titolo non c’entra assolutamente niente, ma sapete cosa significa niente? Niente. Credo di aver reso l’idea.
La protagonista è Tansy, una ragazza sensibile e un po’ eccentrica che scrive libri per bambini, diventati molto famosi, i cui protagonisti sono delle Scimmiette. Vive a Londra insieme al suo bellissimo ragazzo, Justin, ma ultimamente sembra che lui la critichi per qualsiasi cosa, per il fatto che è cicciottella e per gli abiti colorati e strampalati che a lei piacciono tanto. Tansy è stata cresciuta dalla sua prozia, Nan, che vive in un paesino che si chiama Sticklepond e fa gestire il suo negozio di scarpe, appartenente alla sua famiglia da generazioni, alla nipote e alla sua migliore amica, Bella.
La vita di Tansy viene sconvolta da una rivelazione che riguarda Justin, quindi si trasferisce nuovamente a Sticklepond insieme alla zia Nan e trasforma il negozio di scarpe ne “Le scarpette di Cenerentola”, vendendo calzature da sposa originali e vintage.
La pace e la tranquillità della sua vita verrà però di nuovo travolta e stravolta dall’arrivo del suo vicino, un attore shakespeariano irascibile e in crisi: Ivo Hawksley (divertentissime le sue citazioni del Bardo).
Ora, miei cari lettori, convenite con me che gli editori o chi per loro hanno scelto un titolo non... appropriato, diciamo così? Vi giuro che sono andata non so quante volte a leggere la trama su internet di “Cosa indossare al primo appuntamento”, pensando di aver letto un altro libro. Oltretutto, la traduzione non è delle migliori. Okay, va bene, c’è la crisi, ci sono i tagli, ma mi sembra che ultimamente le case editrici facciano affidamento su collaboratori poco affidabili.
A parte questi particolari, il libro mi è strapiaciuto! Sapete quando avete per le mani un libro da cui non riuscite a staccarvi e non vedete l’ora di riprenderlo in mano per arrivare alla fine? Ma quando si arriva alla fine, ci dispiace di aver letto troppo velocemente? Ecco, il libro della Ashley è tutto questo: è emozionante, intrigante, dolce e misterioso.
L’autrice descrive in maniera dettagliata e piacevole la vita di un piccolo paese, dove non ci si può lamentare se il gallo canta all’alba, i cani abbiano e le campane della Chiesa suonano allegramente. La protagonista suscita immediatamente simpatia, con la sua eccentricità e l’affetto sconfinato che prova per la persona che l’ha cresciuta, zia Nan. Io ho adorato questa vecchina pimpante, saggia e coraggiosa, mi ha fatto commuovere con le registrazioni che ha lasciato all’Archivio pubblico del paese, con rivelazioni sconcertanti private fatte alla nipote; lei e il suo rimedio per tutti i malanni, tranne la vecchiaia, il meddyg, una bevanda a base di erbe tramandatale dalla madre. Mi ha fatto pensare a un'altra vecchina letteraria che ho amato, Elner Shimfissle, creatura di Fannie Flagg.
Molto bello e interessante il parallelismo tra Tansy e Ivo, entrambi alle prese con un segreto che li sta consumando e che scoprono piano piano, in una sorta di danza lenta e lacerante.
Un libro che, nonostante le ripetizioni, è ricco di sorprese, di amore e... di dolci, tanti tanti dolci che vi verrà voglia di prepararli tutti! ^_^ Consigliatissimo!

"Mi chiamo Nancy Myfanwy Bright, Nancy perché piaceva a mio padre e Myfanwy come mia madre. Ho novantadue anni e ho vissuto per tutta la vita in questa tranquilla villetta dietro al negozio Bright Scarpe a Sticklepond, quindi non capisco davvero il motivo per cui vogliate registrare le mie memorie per il vostro archivio, perché non saranno molto interessanti, vero, cara?
Serviti pure una fetta di bara brith* [...]"

*pane gallese preparato con frutta secca. Bara brith non è la traduzione italiana, si chiama proprio così!


22 commenti:

  1. Ho comprato l'ebook e ieri ho iniziato a leggerlo, traduzione a parte, lo trovo davvero divertente :-).
    Baciiiii e buon fine settimana lungooooo Smack

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' vero? E' divertente e anche commovente!
      Bacioniiii

      Elimina
  2. L'ho letto anche io e sono pienamente d'accordo con te! Traduzione scarsa e titolo incomprensibile a parte la storia è proprio bella! Io avrei dato un titolo del tipo ritorno a Sticklepond, comunque quello inglese ha giá più attinenza rispetto a quello italiano!
    Baciiii

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi fa piacere che concordi con me, il titolo mi ha lasciata davvero spiazzata :-/ mah
      Sì, c'erano tanti titoli molto più azzeccati, anche "Le scarpette di Cenerentola" andava benissimo secondo me...
      Vabbè, pazienza, almeno il libro è bello! ^_^
      Smackkk

      Elimina
  3. Ah, ah, anche a me è capitato! In "Amore, zucchero e cannella", la parola cannella non è nemmeno presente!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione sì, anche quel titolo non c'entrava niente ahahhah

      Elimina
  4. E dire che il titolo dovrebbe dire "Tanto" di quello che si trova all'interno del libro O.O Io ormai ho rinunciato a capire le CE da un bel po' di tempo!
    La trama sembra carina, magari non è proprio il mio genere, ma me lo segno! Mi sembra uno di quei libri che si possono leggere volentieri sotto l'ombrellone in vacanza :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Brava, il titolo dovrebbe dire tutto della trama :-/ BOH
      Sì, le dinamiche di una CE sono davvero oscure...
      Secondo me potrebbe piacerti, segna segna ;-)

      Elimina
  5. Ciao tesoro,questo libro dev'essere troppo carino.Mi ha fatto venire in mente quando ero una ragazzina,e non si sapeva cosa indossare per il primo appuntamento,con quel brivido nel cuore,cercando di fare bella figura con la persona amata...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao cara!
      Eh sì, bei ricordi :-) Il libro te lo consiglio, è molto carino!

      Elimina
  6. dev'essere carinissimo!

    però voglio leggere prima "il profumo dell'amore ritrovato", mi hai incuriosito parecchio
    Ti farò sapere se mi è piaciuto

    Un bacio!

    p.s: adoro il tuo blog e il tuo modo di descrivere e raccontare...metti voglia di leggere, sei bravissima. lo dico sinceramente

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Saretta ^_^
      Sì, è carinissimo e dolcissimo! Fammi sapere, mi raccomando!

      Ps: :"> :') Grazie Sara, mi commuovi, sul serio! Era questo il mio intento, trasmettere il mio amore per i libri, spero di riuscirci! Grazie ancora
      Un abbraccio ♥

      Elimina
  7. IO credevo che "Ma i titoli, chi li inventa" fosse il titolo del libro di cui avresti parlato, invece è il titolo del tuo post, ed è azzeccatissimo, l'hai inventato tu, dì la verità!
    Scherzi a parte, sai che sono d'accordo con te, solo non credevo che qualcun altro a parte l'autore decidesse i titoli dei romanzi! Se poi scegliesse meglio, non sarebbe male, forse lo fanno per attirare pubblico che altrimenti no.. bah!
    Che bello che un libro ti faccia questo effetto, sul risparmio sulle traduzioni: ma dove andremo a finire?
    Ciaoo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ahahah in effetti ho pensato che avreste creduto che fosse il titolo del libro ahahhah e l'ho inventato io ovviamente :P
      Allora, diciamo che l'autore (o in questo caso il traduttore) propone uno o più titoli, ma poi è la casa editrice a decidere.. hai ragione, di solito scelgono titoli per attrarre il pubblico, ma insomma, in questo caso a parte che è lunghissimo ma poi davvero non c'azzecca nulla con il contenuto :-/ bah
      Baciii

      Elimina
  8. Passa da me, c'è un premio per te!

    RispondiElimina
  9. Hai proprio ragione, spesso di fronte a libir e sopratutto, film, mi sono chiesta pure io "ma che c'entra 'sto titolo?".
    spesso non è nemmen il corripsondente del titolo originale, che ahimè non sempre è traducibile, però allora ci si dovrebbe impegnare a tenere un po' di attinenza con la trama del romanzo, no?
    al momento non me ne vengono in mente ma giuro che ce ne sono tantissimi...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eh sì, purtroppo è così, ce ne sono tanti, hai ragione! Lasciando perdere l'argomento "traduzione" poi... ci sarebbe da infuriarsi certe volte!

      Elimina
  10. E allora questo libro fa per me :) e anche eper la figliola, sempre a caccia di bei libri.
    In effetti chi li pensa i titoli?

    Buon pomeriggio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Lori!
      E' molto carino, ti assicuro... poi fatemi sapere cosa ne pensate ^_^
      Hai detto bene, chi li inventa 'sti titoli? MAH

      Bacioni e buon pomeriggio a te

      Elimina
  11. "Sapete quando avete per le mani un libro da cui non riuscite a staccarvi e non vedete l’ora di riprenderlo in mano per arrivare alla fine? Ma quando si arriva alla fine, ci dispiace di aver letto troppo velocemente?" Queste tue parole esprimono esattamente quello che mi piace trovare in un libro e che di rado si trova. Quindi, dritto alla lista di libri da leggere e da comprare se riesco a venire in Italia! Un bacione e una serenissima Pasqua!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi fa piacere che ti ritrovi nelle parole che ho scritto... Mi raccomando, aggiungi questo titolo alla lista e torna presto in Italia! ;-) baciii

      Elimina

Abbuffiamoci di parole!!!