giovedì 31 gennaio 2013

A casa del diavolo

Buooongiornooo lo so lo so, non mi faccio sentire da un po’, chiedo venia. Sapete quando ci sono quei giorni in cui proprio non hai voglia di fare niente, nemmeno di svegliarti, o di fare le normali operazioni quotidiane, quando pensi insistentemente di cambiare vita (v. lavoro) e ti rendi conto con lucidità che non vuoi fare la segretaria per tutta la vita, insomma... quei giorni così, un po’ tristi, un po’ deprimenti... ma non preoccupatevi, la speranza è l’ultima a morire, sarà banale ma per me è proprio così, perciò eccomi qui oggi, di nuovo in vostra compagnia, per raccontarvi di un libro che ho appena finito di leggere, e che mi è piaciuto da matti dalla prima all’ultima riga!!
A casa del diavolo” di Romano De Marco. Romano (1965) è nato e vive in Abruzzo. Nel 2009 è uscito il suo primo romanzo con la Mondadori, “Ferro e Fuoco”, collabora con diversi blog e riviste per cui scrive articoli su cinema e letteratura.
A casa del diavolo” è il suo terzo romanzo, edito da Fanucci Editore per la collana Timecrime - Nero Italiano.


Giulio Terenzi, un promettente bancario, fidanzato con una delle donne più belle e ricche del suo paese, viene sbattuto a dirigere la banca di uno sperduto paesino delle montagne abruzzesi, Castrognano, a causa di una condotta riprovevole dovuta al suo comportamento di seduttore instancabile. Presto Terenzi si accorgerà che c’è qualcosa di strano in quel paesino quasi disabitato, il collega in pensione Rinaldi muore in un misterioso incidente d’auto, inoltre scopre anomalie sul conto della vecchia baronessa De Santis, gli abitanti inoltre sono diffidenti, maleducati e misteriosi. Carabinieri che sembrano ignorare strane coincidenze, porte sbarrate con una croce rossa disegnata sopra, un bambino che disegna persone crocifisse e sanguinanti, il nome di Satana che aleggia su quella cittadina dimenticata da Dio...
Non posso raccontarvi oltre, questo è un romanzo da leggere tutto d’un fiato, i colpi di scena si susseguono a un ritmo forsennato soprattutto nel finale, quando il lettore pensa di aver capito tutto beh, significa che non ha capito niente.
Devo essere sincera, all’inizio mi sembrava di essere stata catapultata in “Benvenuti al Sud”, un brillante impiegato che viene sbattuto in un paesino sperduto a dirigere una banca, ma a parte questa similitudine non c’è altro che accomuni le due opere.
La scrittura di De Marco è fluida, scorrevole, ritmata e ironicamente graffiante. Il protagonista è ben tratteggiato, ci immaginiamo questo trentenne con un bel fisico e un bel viso, dongiovanni impenitente che prende le cose alla leggera, senza pensare alle conseguenze, ma l’esperienza terrificante vissuta a Castrognano lo cambierà, inevitabilmente. C’è anche una protagonista femminile, Assunta, bella e ignorante che gestisce l’unico bar-ristorante del paese, sposata a un uomo che non ama e che vorrebbe fuggire da quel paesino che non le ha mai dato niente. I due carabinieri, Astolfi e Papale, sono personaggi unici, ricordano un po’ le classiche barzellette sull’arma, ma niente è quello che sembra in questo libro. Tra l’altro alcune battute in dialetto abruzzese mi hanno fatto sorridere, essendo io nata ad Ascoli Piceno (eee il mitico caffè Meletti!) e avendo parenti abruzzesi.
Le atmosfere scure e inquietanti fanno venire i brividi e alcune scene ricordano i classici film dell’orrore, forse un po’ esagerate, ma subito ridimensionate dalle battute del protagonista.
Insomma, un libro che consiglio a tutti! Forse, miei cari lettori, intervisterò l’autore, perciò rimanete sintonizzati.

Questo è il sito di Romano De Marco con informazioni sui suoi romanzi e sui suoi articoli: http://www.romanodemarco.it/index.html


Alla fine arrivo. Gli ultimi quindici chilometri sono stati i peggiori. Lungo il percorso nemmeno un’anima, fatta eccezione per quell’umanoide dall’età indefinita che ha attraversato la strada al seguito di una ventina di pecore. Non si è nemmeno girato a guardarmi, come se il mio Tiguan blu metallizzato, nuovo di zecca, fosse un corpo estraneo nel contesto di questa cazzo di montagna.
Cavernicoli con le unghie sporche e l’alito avvinazzato o donne sfatte perennemente vestite di nero, che vengono a depositare e prelevare i loro spiccioli dai maledetti libretti di risparmio. Ecco cosa mi aspetta nei prossimi mesi.

A lunedì con la rubrica The Most Beautiful Sentence!!! Buon weekend a tutti ^_^

venerdì 25 gennaio 2013

Il mondo di Yesod - Aria

Buongiorno ragazzi, non sono sparita, sono ancora qui tra voi! :-)
Ho tantissimo da leggere in questo periodo, devo stare dietro a un po’ di cose, più in là potrò dirvi di più, quindi ecco perché sono indietrissimo con le recensioni, ma non preoccupatevi, piano piano ce la farò!!
Intanto un grazie speciale a Teresa che ha scritto una splendida recensione del mio romanzo! Grazie ^_^
Oggi vorrei portare alla vostra attenzione il primo libro di una saga fantasy young adult, ma adatta anche agli adulti: “Il mondo di Yesod - Aria”, edito da Sensoinverso



L’autrice la conoscete già, è Marzia Bosoni, per la quale ho recensito i racconti raccolti ne “La luna nel fiume”.
Come dice la stessa autrice, questa saga non è un fantasy classico, con orchi, maghi, animali parlanti, ma è comunque ambientata in un mondo fantastico, Yesod appunto, che in ebraico significa ‘elementi’. Infatti il mondo di Yesod è composto da quattro regni: il regno di Aria, Acqua, Fuoco e Terra. Gli abitanti di questi regni hanno caratteristiche ben precise, sia fisiche che caratteriali, quelli di Aria ad esempio sono dotati di una grande velocità nella corsa, quelli di Acqua sono abili nel nuoto, quelli di Terra riescono a riconoscere i vari tipi di legno, quelli di Fuoco sono tutti biondi e forti.
Al centro di questo mondo c’è la fortezza di Ataf che custodisce, o meglio, custodiva, il misterioso Potere, grazie al quale Yesod era al sicuro. Gli abitanti di tutti e quattro i regni una volta erano molto uniti e si aiutavano a vicenda, col passare degli anni si sono allontanati e sono iniziati scontri e inimicizie. Ma ora un pericolo minaccia tutti: il Potere è scomparso, gli elementi si stanno ribellando. Rimane soltanto una speranza, riposta in quattro ragazzi: Esh di Fuoco, Mayim di Acqua, Karka di Terra e Avir di Aria. Su ognuno di loro, lo stesso giorno, è comparso sulla fronte il simbolo della loro terra. Consigliati dai saggi dei regni, si mettono in viaggio alla ricerca dei talismani - le Chiavi - che potrebbero riportare il Potere ad Ataf. Ma il viaggio sarà lungo e insidioso...
Sapete una cosa miei cari lettori? Ho adorato questo libro, mi è piaciuto davvero molto, peccato che il viaggio per recuperare la Chiave del regno di Aria sia durato poco!
Marzia mi aveva scritto che questo primo libro ha un ritmo lento avendo una funzione introduttiva, ma per me non è stato così, forse per la brevità dei capitoli, per la capacità dell’autrice di suscitare interesse nel lettore, insomma, è un’introduzione davvero ben scritta e scorrevole da far venir voglia di leggere immediatamente il seguito!
I personaggi dei regni sono descritti con dovizia di particolari assolutamente non noiosi, anzi, curiosi. Il lettore non può non affezionarsi ai quattro ragazzi della Compagnia dei Cercatori, ognuno di loro ha subìto tragiche perdite in famiglia, ognuno ha una storia dolorosa che si porta dentro, ma grazie al rapporto di unione e di armonia che riescono a instaurare, saranno in grado di affrontare il dolore e le paure che li attanagliano, soprattutto Karka, che dopo la perdita dei genitori ha imparato a non amare più nessuno e per questo neppure parla, ma con l’aiuto dei suoi nuovi amici riuscirà ad aprirsi e a fidarsi nuovamente degli altri.
Per tutti il viaggio sarà un momento di crescita interiore, questa saga si potrebbe definire un romanzo di formazione.
Brava Marzia, complimenti e un grazie speciale a tua figlia Sara per averti “costretta” a scrivere questo libro! :D



“Il Mondo di Yesod” lo trovate anche su fb: https://www.facebook.com/il.mondo.di.yesod


Buon weekend a tutti! ^_^


"La nebbia segnava sempre il passaggio tra lo splendore notturno di Ataf, quando le possenti mura di roccia della fortezza rilucevano nell’oscurità come alte lingue di fuoco, e l’incanto diurno della cittadella, quando le mura del palazzo divenivano trasparenti come aria e i pavimenti e le pareti tremolavano a ogni passo come la superficie di un
lago agitata dal vento. Tutti i viaggiatori rimanevano sconvolti e affascinati da Ataf, la capitale della terra di Yesod [...]"

lunedì 21 gennaio 2013

Il cavaliere d’Africa

Buooooondì, come state?
E’ lunedì è lunedì lo so, ma siamo di nuovo insieme, è questo che conta no? ^_^
Cosa avete fatto di bello nel weekend? Io sabato sera sono andata a vedere Django, qualcuno di voi l’ha visto? A me è piaciuto molto, adoro Tarantino e gli attori sono tutti tutti bravi! Ieri invece ha piovuto tutto il giorno, quindi ce ne siamo stati in casa a guardare qualche film e io mi son dedicata alla cucina. Ho preparato delle deliziose (almeno spero, ancora non le ho assaggiate) polpette di zucca seguendo la ricetta di Misya e poi ho preparato un semplice ciambellone con yogurt ai frutti di bosco e mele in questo splendido stampo, vi piace?


Bene, non divaghiamo però. Oggi vorrei parlarvi del terzo romanzo di una scrittrice emergente, “Il cavaliere d’Africa - Viaggio in fondo al cuore”, di Ilaria Goffredo, edito dalla 0111 Edizioni.


Ilaria è nata nel 1987 e vive in Puglia. Ha viaggiato tanto grazie alla scuola per i servizi turistici, nel 2005 ha lavorato come volontaria in una scuola di Malindi, in Kenya. E in questo romanzo Ilaria riporta l’esperienza e le emozioni che ha vissuto in Africa.
La protagonista, Selene, proprio come Ilaria, frequenta in Italia una scuola per servizi turistici. Vengono scelti alcuni studenti da mandare in Kenya per insegnare italiano ai ragazzi kenyoti. La vita della diciottenne Selene prende una svolta inaspettata. Si innamora di quel paese pieno di contraddizioni, povero ma al tempo stesso affascinante e si innamora perdutamente di uno degli insegnanti del posto, il bellissimo Edward. L’amore tra i due esplode improvviso e impetuoso. All’inizio si nascondono agli occhi di tutti, ma poi decidono di uscire allo scoperto. Ilaria farà amicizia non solo con un’altra ragazza italiana, Martina, ma anche con gli studenti kenyoti, ai quali si sentirà legata in maniera speciale.
Il romanzo è scritto a mo’ di diario, nel senso che la storia viene raccontata giorno per giorno. Ho sorriso nel leggere “Jambo” che significa “Salve, ciao” in swahili oppure “pole pole” = “piano piano”, perché il mio viaggio di nozze l’ho trascorso a Zanzibar. A parte queste cose semplici mi sono rivista e ritrovata nelle descrizioni dell’autrice dei paesaggi africani, del mare splendido, delle persone, dei bambini in particolare: il loro sorriso, nonostante la povertà, era sempre presente, era coraggioso ed emozionante e stringeva il cuore. Ti rincorrono, ti seguono e cercano da mangiare, ma sempre con il sorriso.
E’ una terra incredibile, dove c’è tanto da fare, ma spesso e volentieri ignoriamo i bisogni di chi è lontano da noi. Ilaria, grazie al suo romanzo, ci ricorda quanto siamo fortunati e quanto potremmo dare con poco, con quello che noi consideriamo superfluo.
“Il cavaliere d’Africa” è anche, anzi soprattutto, una storia d’amore che unisce due persone di diversa cultura, diverso paese e diversa razza, un amore forte che combatte contro tutto e tutti, ma se all’inizio il loro avvicinamento è emozionante per il lettore, a lungo andare stanca. Ogni giorno si ripete uguale a se stesso, Ilaria ci descrive particolari superflui e inutili, è un continuo susseguirsi di manifestazioni d’amore attraverso parole e scambi di effusioni che annoiano e gelosie esagerate. Il suo stile, nonostante le ridondanze, è comunque scorrevole, i dialoghi sono ben scritti e anche le descrizioni dei paesaggi e dei personaggi sono approfondite e particolareggiate.
Insomma, è un romanzo che consiglio perché fa riflettere e vi farà innamorare dell’Africa.




Dal finestrino vidi una donna che trasportava sulla testa un grande secchio giallo. Una delle capre le tagliò la strada ma lei rimase in equilibrio. Dal secchio cadde solo un pugno di riso, la donna non se ne accorse e continuò a camminare. Dopo neanche due secondi, sbucò una bambina da dietro una palma bassa sul ciglio della strada. Poteva avere tre anni e indossava solo una maglietta gialla di molte taglie più grande che le arrivava al ginocchio. [...] La bimba si buttò a capofitto sul punto in cui era caduto il riso crudo e con foga cominciò a riempirsi la bocca a grandi mani di riso misto a terreno. Inghiottiva tutto con voracità, ma era perlopiù fango.

martedì 15 gennaio 2013

Ok ok ok

Buongiorno a tutti!
Questo è un post di ringraziamenti e news. Innanzitutto un ringraziamento speciale alla mia amica e collega Monica, per aver scritto una splendida recensione al mio romanzo che ha pubblicato anche su Amazon. Grazie Monica!
Per chi ancora non lo sapesse ho anche creato una pagina facebook dedicata interamente al libro, daiiii cliccate su “Mi piace”! ^_^
Inoltre, non posso non accogliere l’accorato appello di Elle, spiritello birbantello, che mi chiede di ripristinare la rubrica “The Most Beatuiful Sentence”, ve la ricordate? In realtà Elle non è la prima a chiedermi che fine avesse fatto questo simpatico giochino, anche Adriana e Teresa ne sentivano la mancanza, e sembra che grazie a quest’appello avremo qualche partecipante in più. Allora, che ne dite? Si ricomincia? 


Bene, dunque, appuntamento ogni primo lunedì del mese con la rubrica “The Most Beautiful Sentence”, con un piccolo cambiamento, spero non vi dispiaccia, ma siccome con il sondaggio il giochino si dilungava un po’ troppo ho pensato che stavolta potrei scegliere io la frase vincitrice, che ne dite? Naturalmente voi potrete dissentire o essere d’accordo, ma in questo modo la cosa non si dilungherebbe per troppi giorni.
Spero siate contenti di riprendere a leggere i libri con maggiore attenzione grazie a me ihihih :P

Allora vi aspetto NUMEROSI il 4 febbraio!!! ^_^

Un abbraccio libresco a tutti :D

venerdì 11 gennaio 2013

Margherita e la nave di cristallo

Buongiorno a tutti :-)
Rimanendo sempre in tema di autori esordienti, oggi vorrei portare alla vostra attenzione una favola per bambini. Sapete che sono aperta a tutti i generi letterari e ogni tanto amo immergermi anche nelle storie per bambini, perché in fondo sono sempre stata una grande sognatrice.
L’autrice di “Margherita e la nave di cristallo” è Deborah Scollato. Deborah ha 28 anni, è sposata e vive vicino Mantova con una figlia e due gatti. Il suo stile dal tocco gentile e delicato ha dato vita a una storia bella, genuina, semplice e con una morale.



La piccola Margherita viene trovata abbandonata su un campo dalla buona signora Anna, che lavora come domestica presso una ricca signora.
Margherita cresce serena e felice grazie alle cure di Anna, anche se si sente abbandonata dai suoi veri genitori. E’ una ragazza buona e sognatrice il cui unico amico è uno scoiattolino, Zuccotto. Una sera vede nel cielo una nave di cristallo, pensa di sognare, ma seguendo il vascello raggiunge un mondo incantato, di quelli che ha sempre desiderato vedere. Lì conosce la sua vera storia: è figlia del re e della regina del regno di Primavera i cui abitanti sono stati colpiti da un maleficio da parte di Dalmaga, fratello del re, desideroso di ottenere il regno. Da tanto tempo aspettavano l’arrivo della principessa, giunta ora a salvarli. Margherita si imbarca in un’avventura non priva di pericoli, ma dimostra coraggio, forza, umiltà e generosità.
E’ una favola per bambini, è vero, ma a me è piaciuta tanto. Ci sono anche illustrazioni molto belle.
L’autrice è brava nella descrizione di un mondo fantastico che appare agli occhi del lettore vivido e colorato, così come affascinano le descrizioni dei personaggi che popolano questo mondo, come il brutto e puzzolente orco, o la deliziosa fatina Vanilla insieme alle sue amiche, oppure l’affascinante città sottomarina Delfinia o gli adorabili animali di pezza parlanti dell’oracolo Zafiria. Insomma, un racconto pieno di idee originali e ben scritte, una favola adatta anche ai più grandi, perché ci insegna a non arrenderci davanti alle difficoltà e che l’amore (o principe azzurro) non piove dal cielo, dobbiamo andarcelo a cercare, faticando e affrontando i problemi!
Per chi volesse acquistarlo, per i vostri bimbi o nipoti, visitate il sito della Casa editrice, Caosfera: http://www.caosfera.it/libri/margherita-e-la-nave-di-criistallo/

Buom weekend a tutti miei cari lettori! ^_^


Allora Margherita alzò gli occhi e vide una bellissima ragazza con ali da farfalla volare sulla sua testa, era di sicuro una fata, anche se Margherita rimase sorpresa nello scoprire che era alta come lei. Aveva sempre immaginato le fate come creaturine piccole e fragili vestite con foglie e petali di fiori, invece, la ragazza che aveva davanti aveva un grazioso vestito rosa come i lunghi stivali che portava ai piedi e a guardarla meglio, Margherita si accorse che perfino i lunghissimi capelli, adornati da diverse treccine, e gli occhi, erano rosa come tutto il resto”.


mercoledì 9 gennaio 2013

Emozioni parallele

Buooooongiornooooo come andiamo?

Oggi, ragazzi miei, si riprende a parlare di libri, eeeeh sì sì sì :-) Vorrei però prima di tutto ringraziare coloro che stanno acquistando il mio romanzo su Amazon, le vendite stanno andando ancora alla grande, ne sono felice! Non per le vendite in sé naturalmente, ma per il fatto che sembra che i lettori lo apprezzino, ricevo anche messaggi personali molto carini, grazie di cuore. So che il libro è piuttosto breve, ma ho voluto lasciarlo così come è nato, magari il secondo sarà più lungo?! :D
Vorrei inoltre ricordare a tutti gli autori esordienti e non che il blog Le Recensioni di Chiara offre servizi editoriali. Per info consultate questa pagina oppure scrivete una mail all’indirizzo lerecensionidichiara@gmail.com
E ora veniamo a noi. Luisanda Dell’Aria, classe ‘61, mi ha inviato il suo primo romanzo: “Emozioni parallele”.


Un romanzo breve scritto in prima persona, che racconta la storia di Vittoria, Alfredo, Leone e Sara, quattro vite che si intrecciano in una storia corale d’amore e di sentimenti scandagliati nel profondo, in maniera delicata e appassionata, attraverso dialoghi a volte surreali e bisognosi di una maggiore linearità e chiarezza, ma che rispecchiano i pensieri e i sentimenti dei personaggi coinvolti.
C’è Alfredo, l’editore di Vittoria, da sempre innamorato di lei, ma non ricambiato. Vittoria insegue invece Leone, un amore voluto fortemente da lei, lui non è in grado né ha la voglia di impegnarsi. Alfredo offre il suo cuore a Vittoria, con sincerità e affetto, ma vedendosi respinto decide di sposare Sara, che riesce con la sua bellezza e prorompenza a conquistare un pezzetto del cuore di Alfredo.
Una storia carezzevole che fa riflettere sulle coincidenze della vita e sul nostro modo di vedere l’amore.

Il romanzo è in vedita su il mio libro al costo di 11,00€: http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=845753


Ps: l’Evento Club di Lettura di Roma è stato sospeso, fino a data da destinarsi! Grazie a coloro che avevano dato la loro adesione, attendiamo tempi più maturi.

lunedì 7 gennaio 2013

Eccomiiiiii

Ragazzi, buongiorno e bentrovati! Come state?
Scusate se son sparita così, ma avevo bisogno di riposo e relax e chi mi conosce bene sa che le ferie sono l’unico periodo in cui non leggo nulla.. o quasi e in cui cerco di stare lontana dalla tecnologia il più possibile! 
Vi ricordate il post degli auguri di Natale? Bene, la mia meta per capodanno, Kufstein (Austria) ha rischiato di saltare, perché mio marito ha avuto la febbre due giorni prima di partire, ma tutto è andato per il meglio, anche se un po’ di influenza se la trascina ancora :-/
Siamo riusciti a partire con un’altra coppia di amici, in macchina alla volta dell’Austria. Il viaggio non è stato pesante (certo, hanno guidato gli uomini :P) e l’arrivo in questo delizioso paesino è stato piacevole. Un po’ di neve avrebbe reso l’atmosfera ancora più magica, ma è andata bene così, per fortuna abbiamo trovato sempre sole, sebbene facesse veramente freddo!!
L’albergo era molto carino e lo staff accogliente e simpatico, la stanza era enorme e pulitissima, la colazione (per me fondamentale) abbondante!

 Kufstein è molto piccola, con una fortezza del 1200 che domina dall’alto, raggiungibile con una funivia e da cui si gode un panorama mozzafiato e dove si respira aria buona.


A Kufstein festeggiano il capodanno in anticipo, il 30, non chiedetemi perché, so soltanto che bisognava pagare 15€ per entrare nelle transenne, ascoltare un concerto di un gruppo di sconosciuti e fare un giro per le bancarelle! Devo dire che ci siamo rimasti un po’ male e il senso di questa cosa non l’abbiamo capito. Fanno anche i fuochi il 30, ma eravamo troppo stanchi per goderceli.



Sempre il 30 mattina siamo andati a Monaco, mio marito e io per la seconda volta, i nostri amici invece non l’avevamo mai vista e ne sono rimasti colpiti. E’ una città molto viva e frizzante, c’era un sacco di gente in giro per la città, soprattutto all’Englischer Garten, un enorme parco pubblico, dove i ragazzi fanno surf e le famiglie portano a spasso i bimbi. Questa cosa del surf l’avevamo scoperta anni fa, quando eravamo andati a Monaco d’estate, e vedevamo i ragazzi con il surf in mano uscire dalla metropolitana, finché non abbiamo deciso di seguirli, e guardate un po’? Curioso no?


 

Il 31 mattina invece una visita a Salisburgo era d’obbligo, anche perché, per vostra info, Kufstein è vicina a tutto, a 50 minuti di macchina da Monaco, a un’ora e venti da Salisburgo e a 40 minuti da Innsbruck. Salisburgo era piena di italiani, non sembrava di essere in Austria! Un paesino davvero grazioso, con un panorama che toglie il fiato, sembra di vivere in una favola, c’è una viuzza piena di negozietti con insegne particolari, dal sapore antico, dove si trova anche la casa dove è nato Mozart. E’ tenuta molto bene, pulita, sembra che i palazzi li ridipingano un giorno sì e l’altro pure per quanto appaiono nuovi! Il fiume Salzach divide la città in due e si possono attraversare dei ponticelli per andare da una parte all’altra (anche su questi ponti ci sono i famosi lucchetti dell’amore :-/).




A Salisburgo non ho potuto fare a meno di comprare una minisacher, anzi, me l’ha regalata mio marito che non ce la faceva più a sentirmi dire: “Voglio mangiare la sacher, voglio mangiare la sacher, voglio mangiare la sacher” e così mi ha accontentata, un peccato di gola di cui non mi pento ^_^


















La sera del 31 siamo andati a festeggiare il capodanno a Innsbruck, avevamo letto che i fuochi di questa città sono indimenticabili e in effetti posso dire che è così. L’atmosfera era elettrica, la città brulicava di gente (la maggior parte di nuovo italiani!) e proprio qui abbiamo trovato l’unico mercatino ancora aperto, arricchito dalle luci splendenti di Swarovski. I ristoranti non si prenotano, quindi, dopo un quarto d’ora di fila, siamo entrati in un ristorante tipico, dove abbiamo mangiato tanto e bene spendendo poco, poi siamo andati in una piazza vicino al fiume Inn, dove sul palco facevano musica e la gente ballava, in attesa della mezzanotte. Ci siamo poi avvicinati al fiume, dove c’erano delle piattaforme da cui poi è partito lo spettacolo di fuochi, una cosa mai vista, durata quasi mezz’ora! Ragazzi, è stato bellissimo! Le luci che viaggiavano al ritmo della musica, prima lenta poi movimentata, con le Alpi innevate che facevano da sfondo, una meraviglia della natura! 







Se volete vedere i fuochi potete trovarli su Youtube, magari ci fate un pensierino per il prossimo anno!
Ora vi saluto, ma prima vorrei ringraziare M., una ragazza che mi ha scritto un’email molto carina e commovente in cui mi chiede dei consigli ed esprime il suo entusiasmo nei confronti del mio blog, grazie di cuore! Ps: non ti ho ancora risposto, lo faccio subitissimo ;-)
Da mercoledì si torna a parlare di libri, ok?

E voi, cosa avete fatto di bello? Baci a tutti ^_^