martedì 30 aprile 2013

Dimmi che ti dispiace


Buooongiornooo come andiamo ragazzi?
State facendo tutti ponte eh? Io venerdì scorso ho lavorato, ma ho preso due giorni di ferie il 2 e il 3 maggio e con mio marito stavamo pensando di andare un po’ al mare, cosa ci consigliate? La Sicilia? Eeeehm sì, ancora non abbiamo prenotato, ci piace proprio organizzare le cose all’ultimo momento :P

Bene, oggi vorrei parlarvi di un’autrice che già conoscete e che io ho avuto modo di apprezzare in passato, Dawn French, autrice di “La meraviglia delle piccole cose”, romanzo controverso, con opinioni discordanti, ma che in generale mi sembra di capire che sia piaciuto più o meno a tutti.
Il 28 marzo è uscito in Italia, sempre per Leggere Editore, il suo ultimo romanzo, “Dimmi che ti dispiace” (Titolo originale - sempre più azzeccato dei nostri - “Oh Dear Silvia”).


Nella stanza numero 5 del reparto di terapia intensiva, giace Silvia Shute, in coma a causa di una brutta caduta da un balcone. 
Durante tutto il romanzo le fanno visita i familiari, l’ex marito, la sorella un po’ eccentrica, la figlia, la sua migliore amica e anche la donna delle pulizie.
Nel frattempo, l’efficiente infermiera Winnie si prende amorevolmente cura della paziente, con dolcezza ed esperienza.
Tutti le parlano, cercano di starle vicino in ogni modo, e da quello che dicono e raccontano il lettore viene a sapere cosa c’è dietro quella caduta - rivelazione sconvolgente -, ognuno scava a fondo nel proprio animo, nei propri sentimenti, e scopriamo che tutti hanno dei conti in sospeso con Silvia. Una donna forte, egoista, che ha abbandonato i figli, costringendo il maschio di casa ad arruolarsi nei marines per sfogare la rabbia; la figlia è arrabbiata con lei perché l’ha abbandonata quando ha saputo che era incinta, nonostante fosse piccola e avesse un disperato bisogno della mamma.
Anche l’ex marito è amareggiato, l’ha amata, ha messo tutto se stesso nel loro matrimonio, ma a quanto pare non è stato sufficiente. Ed è un uomo buono, onesto e dall’animo sincero, ha sofferto molto, ma saprà trovare la sua strada ed essere di nuovo felice.
E poi c’è la misteriosa e arrogante Cat, la sua migliore amica, ambigua così come ambigua è la loro relazione. Cat è aggressiva e possessiva, senza la sua amica si sente perduta e infatti perderà la testa.
C’è un segreto che aleggia in quella stanza, un segreto terribile che il lettore sospetta e che verrà presto alla luce.
E’ un romanzo intrigante, commovente e anche - nonostante la situazione - esilarante, condito anche da un po’ di mistero.
Devo dire la verità, quando ho capito la situazione e cioè che la storia si sarebbe svolta tutta all’interno della stanza d’ospedale ero indecisa se andare avanti: insomma, un romanzo claustrofobico e sicuramente noioso - ho pensato io - e invece no, mi son dovuta ricredere e sono felice di aver proseguito nella lettura, non me ne sono pentita, anzi, non riuscivo più a smettere di leggere.
Le scene di Jo, la sorella eccentrica di Silvia, sono divertentissime, perché cerca in tutti i modi possibili e immaginabili di svegliare la sorella: con la terapia degli animali ad esempio, oppure degli angeli o con la musica. Le infermiere sono sempre in allerta quando c’è Jo nei paraggi, perché ne combina di tutti i colori.
La donna delle pulizie, Tia, è fortissima: nonostante la situazione continua ad andare a fare le pulizie a casa della signora Shute e quando la va a trovare in ospedale le tiene compagnia leggendole i giornali di gossip: "Ah, questa è grossa! ‘Jordan compra casa a LA per undici milioni!’ Wooo! Lei dare bel calcio in faccia a Peter Andre! Ma con chi vivere figli? Nessuno dire questo. Perché? Loro tutti pigri leccapassere. Prossima grande notizia è: ‘Ho sposato il mio stalker di centosettanta chili’. Eh eh! Guardalo, signora Shit! Come fare a essere stalker? Come fare a seguire qualcuno? Impossibile nascondersi in cespuglio, lei vede in un attimo! E perché lei sposa? Meglio solo uscire, bere qualcosa, parlare, andare a film. No sposare. Cazzone."

Le scene con l’ex marito invece sono quelle un pochino più noiose ma funzionali alla trama, grazie alle sue chiacchiere scopriamo la storia del loro matrimonio.
Insomma, un libro consigliatissimo, che fa riflettere sui veri valori della vita, l’amore, la famiglia e l’onestà. Un romanzo ben scritto, una storia originale e coinvolgente che vi farà ridere e commuovere!

Auguro a tutti un bel 1° maggio!! Vi abbraccio forte e mi raccomando, non perdete l'appuntamento con la rubrica “The Most Beautiful Sentencelunedì 6 maggio!

"Se ne sta lì seduto con la sensazione di essere osservato, nonostante sia lui l’osservatore. Gli altri sono usciti, anche se solo per qualche istante, lasciandolo improvvisamente – spaventosamente – solo con lei. È strano non sentire voci, lì. Nessun suono, se non il respiro di due esseri umani. Ed è in quel momento che, per la prima volta da moltissimo tempo, si rende conto di sentirsi irrefutabilmente più vivo di lei. Lei, che non manca mai di fare in modo che tu sappia quanto sia piena di vita. Così ingombrante, così rumorosa."

COLLANA
NARRATIVA
ANNO
2013
PAGINE
304
PREZZO
€ 14,00
ISBN
978-88-6508-304-8
TRADUTTORE
Laura Liucci

mercoledì 24 aprile 2013

L’ombra del sole

Buondììì, come state?
‘nsomma, secondo voi arriverà questa benedetta primavera? Spero proprio di sì! Che farete di bello domani? Io non ho ancora deciso, sicuramente dormirò, anche se non è che mi sveglio tardi quando non vado al lavoro, ma mi piace sapere che posso svegliarmi quando voglio ^_^
Oggi vorrei parlarvi di un romanzo di un’autrice esordiente, “L’ombra del sole” di Eva Fairwald.


Eva è laureata in lingue come me, ama viaggiare, leggere e guardare telefilm, potremmo essere sorelle :P
Scrive da anni, ma “L’ombra del sole” è il primo libro che ha autopubblicato. Si tratta di un urban fantasy per ragazzi, ma, aggiungerei io, anche per adulti. Protagonista è una ragazza dei giorni nostri, Dora, annoiata e in cerca di avventure. Le sue aspettative non verranno deluse, infatti incontra un ragazzo misterioso, Connor, che la porterà in un mondo parallelo, un mondo magico e ipertecnologico, popolato da vampiri, streghe e angeli.
Dora scopre che lei, insieme a un altro ragazzo, Riccardo, sono gli ultimi sopravvissuti del Popolo delle Stelle e che sono in grado di creare armi proprio con la polvere di stelle, utili a distruggere l’Imperatore del Sole, che da anni domina il loro mondo e sottomette gli altri popoli.
L’Unione Segreta, guidata da un vampiro, è pronta a ribellarsi, ma l’aiuto di Dora e Riccardo è fondamentale, solo loro possono maneggiare la polvere di stelle, l’unica arma in grado di sconfiggere il nemico.
La storia si snoda tra l’Italia e questo mondo magico descritto molto bene dall’autrice piena di fantasia. Dora sarà combattuta tra Connor e Daemon, un angelo caduto in cerca di redenzione. Chi sceglierà? Riusciranno a sconfiggere il loro nemico numero uno?
Come dicevo, il libro è scritto molto bene, era da un po’ che non leggevo un’opera di un autore esordiente in grado di catturare la mia attenzione in maniera positiva.
Anche i personaggi sono descritti in maniera minuziosa e interessante, sia i protagonisti che le comparse. Dora è una ragazza come tante, una diciassettenne annoiata dalla sua vita che vorrebbe vivere un’avventura. Nonostante venga in qualche modo accontentata, è comunque spaventata e incerta su quale sia la cosa giusta da fare, un comportamento comprensibile; l’unica nota un po’ stonata sono i numerosi interrogativi che la protagonista si pone durante tutto il libro, sono eccessivi e snervanti a lungo andare, sono domande che a parer mio possono benissimo essere espresse in un altro modo, magari in forma di affermazione.
A parte questo, il romanzo è scorrevole, anche divertente e mai noioso. L’autrice ha reso i due protagonisti maschili interessanti e notevolmente attraenti.
C’è anche un segreto che serpeggia dalla seconda metà del libro in poi che, ahimè, il lettore intuisce subito. Avrei preferito si trattasse di qualcosa di un po’ meno ovvio, ma è comunque funzionale alla trama.
Insomma, brava Eva, ho adorato il tuo libro e posso immaginare che ci sarà un seguito!

Ecco a voi tutti i riferimenti del romanzo:
- Blog di Eva (dove potete anche leggere i primi capitoli del romanzo): http://evafairwald.blogspot.it/
- Il libro viene 0,89€, perciò cosa aspettate ad acquistarlo? http://www.amazon.it/Lombra-del-sole-ebook/dp/B00AFDR55U/ref=sr_1_2?ie=UTF8&qid=1354232543&sr=8-2

Dora sbuffò. Odiava l'attesa. Quando aspettava qualcosa la sua mente vagava e non riusciva in alcun modo a tenerla a freno, il problema erano i luoghi verso i quali vagava, perché gira e rigira il punto centrale era sempre il fatto di essere stanca della sua vita sempre uguale e sempre prevedibile. Non che volesse apportare chissà quali grandi cambiamenti. Dora era di base insoddisfatta per la maggior parte del tempo, non perché non ottenesse ciò che desiderava o ciò per cui lavorava, ma perché era sempre alla ricerca di quel qualcosa in più e quello che già aveva non le bastava mai.


Davanti a loro si innalzava una torre altissima, immersa in un parco punteggiato di fiori colorati e alberi secolari. Una spirale di marmo avvolgeva la torre dalla base fino alla punta, sulla quale si attorcigliava così stretta da sembrare un corno proteso verso il cielo. Centinaia di finestre si aprivano come grandi occhi e un portone di legno spalancato li invitava ad entrare.


BUON 25 APRILE A TUTTI!!! ^_^

mercoledì 17 aprile 2013

La cucina dei desideri segreti

Eccomi di nuovo qui insieme a voi! Questo sarà un post zuccheroso, ma prima di iniziare a raccontarvi dell’ultimo libro che ho letto, volevo ringraziare la mia cara amica blogger Teresa, che mi ha donato un premio veramente dolce, tanto per rimanere in linea con il tema di oggi: Super Sweet Blogging Award. Non è carino? Grazie mille Teresa, dedico questo premio a te e a tutti quelli che mi seguono fedelmente.


E ora veniamo a noi. Ho appena finito uno splendido libro, di quelli che non vorresti che finissero mai: “La cucina dei desideri segreti” (Titolo originale un po’ più azzeccato: “Friendship Bread”), di Darien Gee, edito da Piemme.


Mentre lo leggevo mi son venute in mente le parole che sono scritte sulle mie bellissime pantofole lilla (eeehm sì, lilla, con il disegno di un barattolo di vetro col fiocchetto ^_^). In realtà si tratta di una ricetta:

4 tazze di felicità

2 tazze di fedeltà

3 tazze di dolcezza

4 tazze di comprensione

2 tazze di amicizia

2 cucchiai di speranza

2 cucchiai di gioia.

Ecco, mescolate tutti gli ingredienti e otterrete il succo di questo meraviglioso romanzo! Ci troviamo ad Avalon, una di quelle cittadine dove tutti conoscono tutto e tutti, non so se ho reso l'idea :P
Un bel giorno però, la quiete del paese viene scombussolata da un sacchetto di lievito madre, lasciato davanti la casa di Julia Evarts con relative istruzioni su come prendersi cura del lievito e su come preparare il pane amish dell’amicizia (che con gli amish ha poco a che fare). Insomma, si tratta di una sorta di catena di Sant’Antonio. All’inizio sono tutti scettici, ma poi le donne e anche gli uomini iniziano a creare questi dolci in tante varianti e a regalare il lievito madre ad amici e parenti.
Intanto al Madeline’s Tea Salon tre donne si incontrano casualmente, in un periodo difficile della loro vita, dando inizio, inconsapevolmente, a qualcosa di magico e di prezioso: l’amicizia. Madeline, Julia e Hannah si sosterranno a vicenda, scoprendo che la vita può riservare altre sorprese dopo i momenti bui.
Non voglio svelarvi troppo della trama, perché è un libro bellissimo, dall’inizio alla fine, mi ha fatto ridere, sorridere e commuovere fino alle lacrime. Ho desiderato essere lì, ad Avalon, insieme a queste splendide persone che l’autrice, Darien Gee, ha saputo creare dalla sua fantasia, dipingendole con maestria sia caratterialmente che psicologicamente. Non ci si può non immedesimare con i personaggi, le loro storie, i loro dolori e i loro successi.
A fare da contorno ci sono altri protagonisti, come la sorella di Julia, Livvy, una ragazza immatura che un episodio tragico ha però fatto crescere all’improvviso, il marito di Julia, l’ex marito di Hannah, nonché tutti gli abitanti di Avalon, tutti presi da questo lievito madre, un semplice lievito, un semplice pane dell’amicizia che riuscirà a unire tutti i personaggi di questa storia incredibile in maniera indissolubile.
Leggetelo e vi garantisco che vi verrà voglia di preparare il lievito madre e regalarlo ai vostri più cari amici! Queste tre splendide donne mi hanno insegnato che la vera amicizia c’è, esiste e che può nascere all’improvviso, senza nessun preavviso, e può condurci in mondi inesplorati e carichi di novità.
E poi ragazzi, la cucina la fa da padrona, e voi ormai sapete che i libri che parlano di amicizia, amore e cucina per me sono i più belli! ^_^

pane amish dell'amicizia (foto presa dal web)


Julia guarda l’orologio: è ora di andare a riprendere Gracie. Paga il conto lasciando una buona mancia, nonostante la generosità di Madeline sia impagabile. E’ strano salutarsi dopo il calore inaspettato dell’ultima ora. Julia indugia, pensando a un commiato adatto, quando Madeline rompe l’imbarazzo e la stringe in un abbraccio da orso. Madeline è molto più forte di quello che il suo corpo esile farebbe pensare, e ha un profumo buonissimo, fresco. Julia vorrebbe restare tra le sue braccia per sempre. Madeline fa lo stesso con Hannah, che ricaccia indietro le lacrime ma sorride con coraggio. Poi le saluta con un cenno e le accompagna alla porta.

Qui trovate tutte le info sul libro - che tra l'altro è il primo di una serie di romanzi sul pane dell'amicizia - dove troverete anche varie ricette di questo dolce, in inglese però:

Questo invece è il sito dell'autrice: http://www.dariengee.com/



lunedì 15 aprile 2013

Che weekend!!!

Buongiorno a tutti miei cari e buon lunedì! Spero abbiate trascorso un bel fine settimana.. con quel sole splendido sarete usciti tutti immagino! 
Vorrei ringraziare innanzitutto Tiziana per questi splendidi premi! Visitate i suoi interessantissimi blog mi raccomando! :-)

 


Ora vi racconto il mio weekend indaffarato :P
Sabato ad Aprilia, dove vivo, sembravano tutti impazziti, la gente si è riversata sulle strade fin dal mattino presto, come me e mio marito del resto.. non c’era tempo da perdere, dovevamo goderci la luce e il caldo il più possibile!
Dopo i nostri consueti giretti del sabato mattina, dopo pranzo mi sono messa in cucina a preparare dolcetti per il tè del pomeriggio con le amiche, che molti di voi conoscono, Marianna ed Emilia.
Intanto venerdì sera mio marito mi ha aiutato a preparare la lemon curd, era la prima volta che la facevo, ma dovevo sfruttare i limoni biologici di mia suocera e le uova comprate in un’azienda agricola e quindi mi sono cimentata in questa crema deliziosissima, ragazzi una vera bontà! Ho preso la ricetta da Giallo Zafferano, ma la prossima volta aumenterò le dosi così posso riempire altri barattoli e regalarli. Non vedo l’ora di rifarla, mio marito non smetteva di raccogliere la crema rimasta nella pentola. L’abbiamo spalmata sui biscotti di Novara, li conoscete? Sono una sorta di pavesini, un po’ meno dolci, un binomio perfetto!
Torniamo a sabato: la mia idea era di utilizzare la crema con gli scones, ma ahimè, era la prima volta che li facevo e purtroppo non son venuti :-/ Le mie amiche li hanno mangiati lo stesso e le ringrazio per gli apprezzamenti.. devo dire che il sapore era buono ma non sono cresciuti e soprattutto sono venuti biscottati. La ricetta è sempre quella di Giallo Zafferano, ma LORI, la prossima volta utilizzerò la tua, anche perché 15 minuti di cottura per il mio forno sono troppi e dovevo lasciare la pasta più spessa.
Comunque per fortuna avevo preparato anche dei muffin, perché le fanciulle di cui sopra non possono fare a meno di questi dolcetti, vero? ^_^ In effetti, modestamente, mi riescono sempre bene :P
Stavolta ho voluto provarli al cocco. A mio marito non piace molto purtroppo, a me tanto invece, quindi ho potuto sbizzarrirmi e mangiarli con le mie amiche. Ricetta presa da Misya!
Vi lascio qualche foto, tranne degli scones :-/ Il barattolo che vedete con la lemon curd l’ho preso da Ikea, non è carino? ^_^





Ieri invece eravamo a pranzo da mia madre che aveva invitato i miei suoceri, è stata una domenica bella, rilassante, condita da un ottimo pranzo e da una passeggiata sull’Appia Antica, sì, perché i miei - e io fino a qualche anno fa - abitano a IV Miglio, vicino appunto l’Appia Antica, ci si arriva a piedi. C’era tanta gente, chi in bici, chi a passeggio, un caldo ragazzi, siamo stati benissimo nonostante il caldo pazzesco. Giudicate voi! 
Una passeggiata baciati dal sole, un sole pieno di possibilità, di gioia e di speranza, ingredienti di cui tutti abbiamo bisogno ♥




martedì 9 aprile 2013

I fantasmi della notte e la frase più bella di questo mese!

Buongiorno cari lettori! Scusatemi per il post frettolosissimo di ieri, ma la mattinata è iniziata in maniera freneticamente inaspettata, grazie comunque a tutti coloro che hanno partecipato alla rubrica.

Oggi, mi perdonerete, ma il post sarà un po' lungo. Vorrei parlarvi dell'ultimo libro che ho finito da poco di leggere, edito da Fanucci Editore: "I fantasmi della notte" di Jeaniene Frost.


Premetto che si tratta del sesto volume della saga "Night Huntress", ma prima di richiederlo in lettura non lo sapevo, altrimenti sapete che non l'avrei mai letto perché non amo le saghe, soprattutto se sono così lunghe. Ma tant'è, ormai lo avevo e ho iniziato a leggerlo. Ci ho messo un po' a finirlo, perché l'ho trovato molto ripetitivo. La trama mi aveva catturata, si tratta di un fantasy popolato da vampiri e fantasmi e la storia sembrava intrigante. A onor del vero, lo si può leggere anche non avendo letto i precedenti volumi, può benissimo reggersi in piedi come libro a se stante, a parte alcuni accenni alla storia personale dei protagonisti che però non sono decisivi per la trama.
Ecco la storia: la vampira Cat ha ricevuto un dono dalla regina dei ghoul, grazie al quale riesce a vedere i fantasmi ed è anche amica di uno di loro: Fabian. Uno di questi spiriti, Elizabeth, chiede il suo aiuto per sconfiggere Heinrich Kramer, un pericoloso cacciatore di streghe quando era in vita e, ora che è diventato spirito, durante la notte di Halloween, è capace di materializzarsi e ogni anno cattura delle donne, le tortura, le violenta e le brucia.
Cat, insieme al suo sexy e affascinante marito Bones e ai loro amici, tra cui un simpaticissimo medium, tenteranno di sconfiggere Kramer in tutti i modi. Naturalmente tutto è bene quel che finisce bene.
Come vi dicevo il racconto, dopo i capitoli iniziali, è ripetitivo, troppo. Si susseguono scene statiche in cui i protagonisti si chiudono in casa, bruciano la salvia (che tiene lontani i fantasmi), battibeccano con il cattivo che scaglia loro qualsiasi cosa trovi a portata di mano e costruiscono una trappola. Insomma, noioso. Noioso è anche il ripetere continuamente quanto sia sexy il marito di Cat - abbiamo capito! - e quanto i due siano indissolubilmente legati. L'unica nota fresca e divertente è il loro amico Tyler, il medium gay, simpaticissimo, così come divertenti sono le battute a sfondo sessuale di un altro loro amico vampiro, Ian, che spezzano la monotonia del racconto. Tra l'altro penso ci siano stati problemi con la traduzione, perché alcune frasi sono incomprensibili, a volte dovevo tornare indietro per cercare di capirne il senso. Lo stile dell'autrice è semplice e non coinvolgente. Vi confesso che non vedevo l'ora che il nemico morisse!! 

Bene, ora veniamo alla vincitrice della rubrica "The Most Beautiful Sentence" di Aprile.
Come sempre, avete scelto frasi significative, commoventi e attuali, ma quella che mi ha colpito di più è stata la frase di L'Apprendista, giudicate voi!

"Le donne del nostro popolo si coprono per non esporsi e perdere il bianco segreto della pelle. A me piace invece il segno del sole sul collo dei braccianti, sul dorso delle mani. In queste albe salgo a riceverlo, così il bambino impara la luce, non si spaventerà quando uscirà all’aperto. Gli piace già, sta a pancia in su come i cuccioli. Gli racconto: “Più del giorno ti stupirà la notte. È un grande grembo stracarico di luci. Nelle sere d’estate qualcuna si stacca e viene vicino, fischiando. In mezzo a loro passa una via bianca, un siero di latte, quando lo vedrai vorrai succhiarlo. Pensa che io sono una di quelle luci e intorno a me c’è un ammasso di altre. Così è la notte, una folla di madri illuminate, che si chiamano stelle: di tutte loro, io sono la tua. A guardarle fanno spalancare gli occhi e allargare il respiro. Ma tu non sai ancora cosa è, il respiro. È questo su e giù del petto che ti dondola." Tratta da "In nome della madre" di Erri de Luca.



Baci a tutti!

lunedì 8 aprile 2013

The Most Beautiful Sentence

Buongiorno ragazzi, passato un bel weekend?
Ieri con mio marito e una coppia di amici con il bimbo siamo andati al Lago di Bracciano, non potevamo stare chiusi dentro casa con quel sole splendido! Dopo una bella mangiata abbiamo visitato il castello, che spettacolo e che vista!! 




Ora passiamo alla rubrica The Most Beautiful Sentence. Ormai sapete come funziona!


 Scusatemi se vado di corso e se non posto la mia frase, ma questa si preannuncia una giornata impegnatissima! Aspetto le vostre frasi! Un abbraccio a tutti voi!

mercoledì 3 aprile 2013

Pasquetta e Rubrica Orrori grammaticali

Ciao a tutti ragazzi, come state? Avete passato una bella Pasqua con amici e familiari? Io ho trascorso la Pasqua al paese della nonna di mio marito, in provincia di Caserta, dato che la Domenica delle Palme eravamo stati dai miei. Che tempo bizzarro che abbiamo trovato, mamma mia! Un vento forte e anche frescolino, sole e pioggia si alternavano in maniera strana, ma a parte questo è filato tutto liscio. Ho anche “costretto” mia suocera a insegnarmi la pizza di crema, dolce pasquale tipico di quella zona che io adoro, sebbene sia pesantuccio. E’ una rivisitazione della torta della nonna, con pasta frolla (mia suocera mette un po’ di limoncello nell’impasto) come base, taaanta crema pasticcera (con le uova paesane mi raccomando! A me è uscita bianca anemica con le uova comprate) e uno strato di pasta frolla sopra, impastata nello zucchero e se vi avanza la pasta potete sbizzarrirvi con le decorazioni! ^_^
Insomma, la Pasqua è trascorsa serena e tranquilla, mentre a Pasquetta con Marianna, il suo ragazzo, ed Emilia siamo andati a “La Fattoria degli Animali”, a Ostia Antica.


Si tratta di un Parco attrezzato con tavoli, barbecue, aree gioco per i bambini e tanti tanti animali che circondano l’area. C’erano conigli giganteschi, maiali del Vietnam, chinchilla, tartarughe, lama, cammelli e struzzi, davvero suggestivo! Per le foto guardate il post di Marianna, purtroppo io non avevo portato la macchina fotografica :-(
Siamo stati molto bene, per fortuna il tempo ci ha concesso qualche ora di tregua dalla pioggia e ci siamo goduti cibo squisito e aria pulita!
E voi, cosa avete fatto di bello?

Ora passiamo alla mini-rubrica “Orrori grammaticali”.


Oggi vorrei accennare brevemente a un errore molto comune e diffuso che riguarda il plurale delle parole femminili che terminano in -cia e -gia

Dunque:
• Se la “i” è tonica (cioè se la “i” è accentata, vi ricordate?) nel plurale la “i” rimane. Ad es.: manìa → manìe.

• Se la “i” è atona (non accentata) la regola vuole che:
- la “i” si mantenga se la consonante è preceduta da vocale. Ad es.: valigia → valigie; acacia → acacie.

- la “i” venga eliminata nel plurale se la consonante è preceduta da un’altra consonante. Ad es.: faccia → facce; pioggia → piogge.

Molti di voi si ricorderanno questa regola, ma a volte alcune nozioni si rifugiano in un angolino della nostra testa e le dimentichiamo. Spero quindi di esservi stata d’aiuto a riportare a galla questa regoletta! 
Prima di lasciarvi, come ho scritto in risposta ad alcuni di voi nel post precedente, la rubrica “The Most Beautiful Sentence” è stata spostata a lunedì 8 aprile, dato che il 1° era festa. 

Un bacio a tutti e buona giornata ♥