venerdì 31 maggio 2013

Mini-rubrica “Orrori grammaticali”

Buongiorno a tutti miei cari lettori!
Ormai non facciamo che parlare del tempo, è diventato l’argomento preferito di questo periodo, ma direi che non c’è più molto da dire, no? E’ un tempo pazzo e mi sa che dovremo tenercelo per tutto giugno! :-(
Invece vorrei condividere con voi la “problematica” di questo periodo per quanto riguarda me: i compleanni!!! Giugno è pieno di compleanni, non capita anche a voi? Quei mesi in cui sono più le uscite che le entrate, ma non fraintendetemi, è un piacere fare un regalo alle persone a cui si vuol bene! Solo che probabilmente ingrasserò di qualche chilo visto che mangeremo taaaanto @.@ Vi riassumo la situazione. Nella prima settimana di giugno si concentrano i compleanni di: mio suocero, mia cognata e mia madre! Poi tocca al migliore amico nonché testimone di mio marito e poi viene il turno di mio fratello! Che ne dite?? Ci sarà da divertirsi!

Bene, dopo questa premessa torna oggi la mini-rubrica a scadenza ovviamente casualissima (ve ne eravate accorti?) “Orrori grammaticali”.


Vorrei parlarvi dell’avverbio/congiunzione “siccome”.
Molto spesso l’ho trovato accompagnato da “che” (“siccome che”). Ho letto su Treccani.it che “siccome che” è di uso regionale/popolare, ma è un errore ragazzi, mi raccomando! Credo che si incappi in questa vista perché le persone confondono “siccome” con “dato che”, “visto che”, quindi viene spontaneo aggiungere il “che”, ma “siccome” è già di per sé una congiunzione, quindi non ha bisogno di essere accompagnato da un’ulteriore congiunzione.

Ho ripetuto un sacco di volte ‘congiunzione’, ma era giusto per essere chiari ;-) ahahah

Beh, cari amici, vi saluto e vi auguro uno sfavillante weekend ^_^

lunedì 27 maggio 2013

Figli ribelli dell’oscurità

Buondì miei cari lettori, come state?
Spero abbiate trascorso un bel weekend, a parte il vento forte che non ci dà tregua e il freddo che sembra sia tornato a turbare questa strana primavera e che non ci abbandonerà tanto presto :-(
Beh, parliamo di cose belle che è meglio. Ieri con i miei suoceri e mia cognata abbiamo festeggiato mio marito perché è 1 anno che non fuma, non è un bel traguardo? Sono così orgogliosa di lui!! :D
Dunque, il mio maritino ha preparato un primo spettacolare: la ricetta prevedeva le alici, ma mio suocero non le ama, così, dopo tanto girovagare per supermercati, abbiamo 'ripiegato' sulla rana pescatrice che insieme ai fiori di zucca, le zucchine e il pecorino ha dato vita a un primo superbo! Accompagnato da un ottimo vino bianco che si chiama anch’esso Pecorino :P
Per secondo avevamo comprato delle cose sfiziose, mentre per dolce ho preparato un tiramisù alle ciliegie. Secondo la ricetta - sempre presa da Alice, come per il primo - i savoiardi non andavano bagnati e così ho fatto, perché poi durante il riposo si sono ammorbiditi grazie alla crema (mascarpone+panna); mente le ciliegie vanno tagliate a pezzetti e sparse sopra la crema e alla fine - come topping - va spalmato uno strato di marmellata di ciliegie. Risultato? Un tiramisù originale, fresco e gustoso!

Ora passiamo ai libri. Oggi vi parlo di un romanzo di un’autrice esordiente, Irene Zanetti. E’ una sorta di thriller mozzafiato davvero inquietante intitolato: "Figli ribelli dell'oscurità".


Il London Genius High School College è scosso da una notizia terribile: una delle studentesse, Lara, è scomparsa. Lucrezia, la sua migliore amica e compagna di stanza, capisce che c’è qualcosa di strano sotto e chiama immediatamente Beatrice che mette in allerta i gemelli De Lorenzi, Sebastiano e Leonardo, due ragazzi bellissimi che hanno sofferto le pene dell’inferno durante la loro infanzia.
I due ragazzi si metteranno subito alla ricerca di Lara, scoprendo una verità terrificante che riporterà a galla vecchi spaventosi ricordi.
Allora, innanzitutto bravissima Irene, davvero complimenti! Ha saputo creare un’atmosfera da incubo, a tratti violenta e spaventosa. I due gemelli sono ben descritti sia fisicamente che psicologicamente, il lettore riesce a comprendere a fondo il dramma che li spinge a lottare e a sopravvivere, provando compassione per loro. 
Anche il personaggio femminile di Beatrice ha un ruolo importante nel romanzo, cerca di riscattarsi dal suo passato come ex accompagnatrice e cerca in tutti i modi di aiutare i fratelli De Lorenzi a sconfiggere una volta per tutte il temibile padre.
Una storia dal ritmo travolgente, un thriller psicologico che riesce a incutere terrore e a paralizzare il lettore.
E ho il sospetto che non sia finita qui, credo che Irene stia preparando il seguito... ;-)

Per tutte le informazioni vi lascio il sito dell’autrice: http://www.irenezanetti.it/Figli_ribelli.htm

Il libro lo trovate sia in cartaceo (a 9,00€) che in ebook a soli 0,99€.

Leonardo si tolse la lente a contatto verde, la ripose nel beauty case marrone e nero appoggiato sul lavandino e fissò la propria immagine riflessa nello specchio. Il viso era teso e l'occhio destro più viola del solito. La faccenda di Lara non gli piaceva per niente. Quanto raccontato da Lucrezia non faceva presagire nulla di buono. I messaggi lusinghieri, i fiori rari e ricercati fatti recapitare in camera della ragazza e il continuo riferimento alle bambole e alla loro bellezza facevano pensare a qualcosa di peggiore di un rapimento per ottenere un riscatto come credeva la polizia.
Chi l'aveva rapita aveva uno scopo ben preciso e di certo era ben organizzato.

mercoledì 22 maggio 2013

Il caso della donna scomparsa

Buongiorno a tutti miei cari lettori, come state?
Alla fine non sono andata a Torino, non sono riuscita a organizzarmi tra impegni vari e anche un po’ di stanchezza arretrata.. ma sarà per l’anno prossimo, statene certi! :-)

Oggi vorrei parlarvi di un altro romanzo giallo, questa volta scritto da un’autrice esordiente, Raffaella Ferrari.
Raffaella è di La Spezia e ha una laurea in filosofia. Nel 2005 ha vinto il premio internazionale “Pontiggia” con il racconto “L’ultima magia”; il racconto “L’uomo con le stampelle”, invece, è stato inserito nella raccolta “Donne e crimine” delle migliori gialliste liguri edita da Fratelli Frilli. Insomma, non proprio una scrittrice alle prime armi!
Tempo fa mi ha contattata chiedendomi di recensire un romanzo breve, “Il caso della donna scomparsa”, autopubblicato tramite il servizio di self publishing offerto dalla Narcissus.


Come le altre sue opere, anche questo racconto si svolge in provincia di La Spezia. Ricorrono anche alcuni personaggi, tra cui il Maresciallo Lo Giudice, alle prese con un caso che coinvolge l’alta società: è scomparsa infatti una nobile signora milanese mentre era in vacanza in circostanze misteriose e qualche giorno dopo l’amante del marito viene trovata uccisa sullo yacht del fidanzato ufficiale, Guglielmo Maria Bellini.
Nel caso viene coinvolta anche una psicologa, Lucilla Ferrini, anch’essa personaggio ricorrente nei romanzi di Raffaella.
Chi sarà l’assassino? E la donna scomparsa verrà ritrovata?
Devo dire che il romanzo è davvero avvincente. Ho amato il personaggio del Maresciallo, persona integra e onesta che vede però vacillare i suoi sani principi quando conosce una donna attraente, coinvolta nel caso.
Quando il Maresciallo deve concentrarsi si rintana nella cucina della caserma a preparare manicaretti che fanno invidia agli chef professionisti: “Mentre faceva questi ragionamenti, Saverio si era avvicinato al forno per controllare la cottura dei sei piccoli dolcetti che stava cucinando. Si trattava di una ricetta che aveva inventato quella mattina stessa: aveva amalgamato farina, lievito, tre uova, burro, latte, zucchero di canna, uvetta e pinoli e poi aveva infornato il composto, dividendolo in sei formine rotonde. Il profumo era ottimo. Proprio nell’istante in cui aprì lo sportello del forno per saggiare con uno stuzzicadenti il grado di cottura, il telefono trillò.
Un personaggio positivo, forte, rispettato da tutti, coerente con se stesso, intelligente e arguto. Interessante anche la figura della psicologa, che cerca sempre di stare alla larga dai guai e di evitare di essere coinvolta in vicende poco chiare, ma che alla fine, suo malgrado, deve affrontare. Una persona all’apparenza fragile, emotiva ma determinata. Anche il marito, Maurizio, ha una parte importante nella storia: è un ex famoso regista, ora a riposo, una persona molto saggia che trasmette tranquillità. Come dice l’autrice, è un po’ la voce della coscienza.
I personaggi di contorno sono ben descritti, è come se li avessimo di fronte ai nostri occhi. L’alta società appare contorta e perversa e ci fa capire che i soldi non fanno la felicità. “Quando il conte entrò, al Maresciallo parve di sentire uno squillo di trombe o un araldo annunciarlo, tanto era solenne la sua figura. Sulla cinquantina, era un uomo dignitoso ed elegante come raramente gli era capitato di vederne.
La storia si svolge in una cornice suggestiva, è intrigante, ben scritta e coinvolgente. Lo consiglio agli appassionati di gialli e non solo! Non perdetevelo, godrete di qualche ora di sana e piacevole lettura insieme al Maresciallo Lo Giudice e alle sue indagini!

Date un’occhiata al sito dell’autrice, davvero carino: http://raffaellaferrari.altervista.org/biografia-di-Raffaella-Ferrari.htm

Per chi volesse acquistare il libro ecco i riferimenti. Lo trovate a 1,99€ su Amazon, cosa aspettate? http://www.amazon.it/caso-della-donna-scomparsa-ebook/dp/B009V4V1JK/ref=sr_1_3?ie=UTF8&qid=1369209109&sr=8-3&keywords=raffaella+ferrari

Buona giornata a tutti! ^_^

giovedì 16 maggio 2013

Lady Susan e Jane Austen

Ragazzi, come andiamo? Ma siamo in inverno per caso? No perché stamattina mi son svegliata che era tutto nero e diluviava :-/ Non ne abbiamo avuto abbastanza di pioggia? Mah, il cambio stagione è stata una fatica inutile!!

Allora, vogliamo parlare di Jane Austen? Jane Jane Jane, un’autrice che amo, che ho amato fin da quando ho messo gli occhi sulle sue opere, all’università.
E’ spiritosa, ironica, pungente, sarcastica, attenta ai più minuziosi dettagli.
Però, c’è un però, non conoscevo questo suo breve romanzo: “Lady Susan” (scritto tra il 1793 e il 1795).


Si tratta di un romanzo epistolare, uno scambio di lettere tra i diversi protagonisti della vicenda: naturalmente il personaggio sotto i riflettori, continuamente giudicato, è Lady Susan. E’ una donna forte e indipendente, come lo sono tutte le protagoniste dei romanzi della Austen, ma in questo specifico caso si tratta di un personaggio negativo.
Lady Susan è una persona priva di scrupoli, dedita soltanto alla vita mondana e al divertimento, poco le importa della figlia, che vuol far sposare a tutti i costi con un uomo insulso. Gioca con i sentimenti degli altri, soprattutto degli uomini, senza particolari pentimenti o ripensamenti.
Gli eventi si evolvono quando, costretta da ristrettezze economiche, Lady Susan deve recarsi dai cognati. Mrs Vernon non cade però vittima della malia di questa donna quasi diabolica, conosce la sua vera personalità e quando verranno raggiunti dalla figlia, Frederica, descritta dalla madre come una ragazzina impossibile, si accorge invece di quanto questa ragazza sia dolce, timida e affettuosa.
Mrs Vernon decide quindi di allontanare Frederica dalla cattiva influenza della madre in ogni modo possibile.
All’inizio il lettore si sorprende della cattiva reputazione di Lady Susan, sembra una donna posata e razionale, mentre mano a mano che si va avanti con la lettura delle epistole, si rende conto di che tipo di donna sia in realtà. E’ il personaggio femminile più cinico che la Austen abbia mai dipinto. In effetti sono rimasta spiazzata all’inizio, non me l’aspettavo, è strano quando non riusciamo a identificarci con i protagonisti.
E’ un romanzo comunque scorrevole, frizzante e provocatorio che ci fa conoscere il mondo pettegolo e frivolo della middle-class, con l'eleganza e l'arguzia proprie della scrittura della Austen.

Lettera 6. Mrs Vernon a Mr De Courcy [fratello di Mrs Vernon]
Ella è davvero molto attraente, e se tu mi domandassi dove risiede il fascino di una signora non più giovane, dovrei dal canto mio ammettere che di rado ho incontrato una donna bella quanto Lady Susan. [...] in lei si fondono, in maniera straordinaria, bellezza classica, grazia e vivacità.

Lettera 7. Lady Susan a Mrs Johnson [una sua amica]
E’ un piacere sopraffino domare uno spirito arrogante, piegare alla propria superiorità una persona decisamente prevenuta. L’ho già stupito con la mia pacata riservatezza e farò in modo di umiliare ancor di più l’orgoglio di questi altezzosi De Courcy.

Per chi fosse interessato, come dicevo nel post precedente, ho trovato il libro in offerta a 0,99€ presso il supermercato Ipercoop, edizione Newton Compton: apprezzabile l’impegno nel pubblicare a basso costo con carta riciclata, ma attenzione ai numerosi errori!

Vi segnalo il sito di una casa editrice che ho appena scoperto tramite Twitter: http://www.becontinued.it/Si occupano di pubblicare libri che prendono spunto dai romanzi di Jane Austen. La loro prima pubblicazione è: “La lettera di Mr Darcy” di Abigail Reynolds.

Buon weekend a tutti!!! PS: non credo che andrò a Torino :-(

martedì 14 maggio 2013

I CLASSICI: Dieci piccoli indiani

‘ngiorno a tutti! Che si dice di bello?
Il mio weekend è trascorso piacevolmente tra cucina e inviti a cena (sì, Monica, sto sempre a magnà ahahahah :P) e incursioni a La Maison du Monde (chi non l’adora? Io l’adoro!!).
Per il prossimo fine settimana invece sono ancora indecisa se fare una pazzia e partire alla volta di Torino per la fiera del libro, così, prenotando tutto all’ultimo.. Venerdì vi farò sapere!
Ora veniamo al libro di oggi, vi presento un altro bel giallo della mitica Agatha Christie: “Dieci piccoli indiani” (Titolo originale iniziale: “Ten Little Niggers”, poi cambiato in “And Then There Were None”).


Pubblicato in Gran Bretagna nel 1939, in Italia uscì nel 1946 con la Mondadori, anch’esso con il titolo “E poi non rimase nessuno”: sembra si tratti del libro giallo più venduto in assoluto, con 110.000.000 copie. Il suo successo lo si può vedere anche nel cinema, sono stati tratti diversi film da quest’opera, di cui io personalmente ho visto soltanto “Invito a cena con delitto” del 1976, dove compare il mitico Peter Falk (Colombo) nonché lo scrittore Truman Capote *.
Veniamo alla trama: otto persone un bel giorno ricevono un invito a recarsi in una splendida villa che si trova a Nigger Island (il nome deriva dalla sua conformazione, somigliante alla testa di una persona di colore).
Queste otto persone non si conoscono tra di loro e apparentemente non hanno nulla in comune. Nella villa, isolata rispetto al villaggio, trovano due domestici, moglie e marito. La sera stessa del loro arrivo parte la registrazione dal grammofono che inquieta gli ospiti: ognuno di loro viene accusato di aver commesso un omicidio, ma nessuno dei presenti è mai stato punito dalla legge.
Sono tutti sconvolti, tra questi il signor Marston sorseggia un liquore per riprendersi e muore.
Da lì inizia una girandola di eventi misteriosi e inquietanti, i protagonisti della storia muoiono uno a uno, proprio come recita una filastrocca inglese:

"Dieci poveri negretti

se ne andarono a mangiar:

uno fece indigestione,

solo nove ne restar.

Nove poveri negretti

fino a notte alta vegliar:

uno cadde addormentato,

otto soli ne restar.

Otto poveri negretti

se ne vanno a passeggiar:

uno, ahimè, è rimasto indietro,

solo sette ne restar.

Sette poveri negretti

legna andarono a spaccar:

un di lor s'infranse a mezzo,

e sei soli ne restar.

I sei poveri negretti

giocan con un alvear:

da una vespa uno fu punto,

solo cinque ne restar.

Cinque poveri negretti

un giudizio han da sbrigar:

un lo ferma il tribunale

quattro soli ne restar.

Quattro poveri negretti

salpan verso l'alto mar:

uno se lo prende un granchio,

e tre soli ne restar.

I tre poveri negretti

allo zoo vollero andar:

uno l'orso ne abbrancò,

e due soli ne restar.

I due poveri negretti

stanno al sole per un po':

un si fuse come cera

e uno solo ne restò.

Solo, il povero negretto

in un bosco se ne andò:

ad un pino s'impiccò

e nessuno ne restò."

Più di una persona mi aveva consigliato questo giallo della Christie e non mi sono pentita della lettura. La scrittura è molto semplice, scorrevole, non macchinosa e mai noiosa, nonostante la storia si svolga interamente in una casa, quindi in un ambiente chiuso con brevi escursioni esterne. I protagonisti non possono far altro che parlare e confrontarsi, all’inizio son tutti convinti che ci sia un’altra persona oltre a loro dieci sull’isola, ma alla fine il dubbio che l’assassino sia uno di loro si insinua nelle loro menti e in quella del lettore, che non può far altro che stare con il fiato sospeso in attesa della fine, inevitabile, per tutti. Ho sperato fino all’ultimo che qualcuno si salvasse, ma l’autrice è stata spietata, così come l’assassino, assurto a giudice supremo, convinto di dover punire coloro che la giustizia non è riuscita a inchiodare.
Il lettore troverà il bandolo della matassa soltanto alla fine, grazie a una spiegazione lucida e coerente. Inquietante!
Consiglio a tutti quest’opera della maestra del giallo, si legge tutta d’un fiato e vi lascerà sconcertati!

PS: Vi lascio la foto dei miei ultimi tre acquisti. Ho trovato ancora libri in offerta della Newton Compton a 0,99€! Per fortuna che sono piccoli, altrimenti mio marito mi avrebbe vietato di comprarli ;-)


Buona giornata a tutti! ^_^

venerdì 10 maggio 2013

Bianco e Nero

Buongiorno a tutti, miei cari e buon venerdì!
Che farete di bello questo weekend? Io ancora non lo so, ma ormai mi conoscete e sapete che mio marito e io organizziamo le cose all’ultimo momento :P
Allora, per chi si fosse perso la mia superinteressantissima intervista potete leggerla sul blog della mia amica Monica e anche su quello di Noemi. Lo so, è un po’ lunga, ma la loro iniziativa è davvero simpatica e originale, si possono conoscere tanti blog nuovi grazie alle loro interviste!

Oggi vorrei parlarvi di un autore esordiente, Filippo Gigante: classe ‘83, da sempre appassionato di scrittura e lettura, ha pubblicato diversi racconti ed è sempre stato immerso nel mondo della cultura.
Con il libro “Bianco e Nero” è riuscito a dar voce ai suoi pensieri, a quella voce interiore che tutti noi abbiamo e con cui spesso dobbiamo confrontarci.


Il venticinquenne Alex non ha più il padre e con la madre ha un rapporto conflittuale, spesso lui sembra il genitore e lei la figlia da rimproverare e rimettere in riga. I suoi nonni paterni invece sono le persone su cui lui conta, che lo sostengono e gli stanno vicino, il nonno soprattutto con i suoi racconti profondi e pieni di significato.
In città arriverà anche un circo e Alex conoscerà un clown che lo guiderà lungo un cammino difficile, impervio e sconosciuto, ma che lo aiuterà a comprendere il suo io interiore.
L’opera di Filippo non è inquadrabile in un genere ben definito, non è propriamente un romanzo, non è propriamente una poesia, è... un romanzo poetico? E’ una storia toccante, intensa, con frasi che rimangono impresse nel cuore del lettore (in alcuni casi anche sul corpo! Eh sì, qualcuno si è fatto tatuare una frase sul braccio!!). E’ il racconto di un viaggio, non in senso fisico ma metaforico, un viaggio interiore, una sorta di romanzo di formazione che porta il protagonista a scoprire qualcosa in più di sé mano a mano che si va avanti col racconto. Inoltre, il libro è costellato di preziose illustrazioni a cura di Davide Gigante che impreziosiscono e arricchiscono la storia. 
Ah, la fine vi lascerà a bocca aperta! ;-)

Per maggiori informazioni potete andare sul sito di Filippo: http://www.filippogigante.it/opere-di-filippo-gigante/bianco-enero

Per chi volesse acquistare il suo libro guardate qui: http://www.amazon.it/Bianco-Nero-Filippo-Gigante-ebook/dp/B00J9HHMZQ

Ragazzi, non perdetevelo, sta avendo un enorme successo!! :-)

Auguro uno splendido weekend a tutti voi ^_^

Seguimi, ma fammi strada.

Nessuno ci vieta la strada da scegliere, ma ciò che ci tiene fermi ad andare avanti è la mancanza di coraggio o di forza di volontà. Siamo tutti come degli alberi, in crescita e in attesa di frutti maturi. Ad ogni stagione ci piace un po' cambiare, ma l'importante è restare saldi alle proprie radici.

martedì 7 maggio 2013

Quale sarà la frase più bella del mese di Maggio?

Buondì miei cari amici lettori!
La giornata si presenta uggiosa come ieri, anzi peggio, perché oggi l'umidità è a livelli altissimi! Quindi, voi mie care amiche, potete immaginare come stiano i miei capelli @.@
Beh, veniamo a noi. Chi sarà il fortunato (?_?) vincitore della rubrica The Most Beautiful Sentence?


Il mese di Maggio se lo aggiudica...... Marianna!!! E brava Mari, hai scelto una frase significativa, senza tempo, che dovrebbe infondere a tutti noi il coraggio di affrontare la vita, di affrontare questo periodo di stallo del nostro Paese, di affrontarlo insieme.
La frase è tratta da "Io Prima di Te" di Jojo Moyes, a quanto pare un libro che sta riscuotendo parecchio successo e che si trova nella mia lista, perciò presto leggerete la mia recensione. 

"Per qualche tempo ti sentirai a disagio nel tuo nuovo mondo. Ci si sente sempre disorientati quando si viene sbalzati fuori dal proprio angolino rassicurante. Ma spero che tu sia anche un po' elettrizzata. Il tuo viso quando sei tornata dall'immersione mi ha detto tutto: c'è fame in te, Clark. C'è audacia. L'hai soltanto sepolta, come fa gran parte della gente.
Non ti sto dicendo di buttarti da un grattacielo o di nuotare con le balene o cose di questo genere (anche se in cuor mio mi piacerebbe che lo facessi), ma di sfidare la vita. Metticela tutta. Non adagiarti."

Un caro saluto a tutti voi!

non è splendida la copertina? ^_^

lunedì 6 maggio 2013

The Most Beautiful Sentence

Buongiorno cari amici!
Ma che tempo c’è qui fuori? :-/ Io sono stata immersa nell’estate per quattro giorni, poi torno qui e cosa trovo? Fulmini saette e grandine?? @.@ Non ci voglio credere... ho fatto anche il cambio stagione ieri e stamattina ho dovuto tirare giù gli stivali da pioggia, è incredibile!

Beh, parliamo di cose belle. Alla fine non siamo più andati in Sicilia, troppo lontana con la macchina ed eravamo abbastanza stanchi per affrontare un viaggio del genere, perciò, meteo alla mano, ci siamo diretti in Cilento/Basilicata, meraviglia delle meraviglie! Come base abbiamo scelto Marina di Camerota e da lì abbiamo girato un bel po’: Palinuro, Pioppi, Paestum, Maratea. Quest’ultima è stata una vera scoperta, non la conoscevo e me ne sono innamorata. Purtroppo le foto sono ancora nella macchinetta fotografica, ma presto le posterò. Ero convinta che non avrei fatto il bagno, invece non sono riuscita a resistere, l’acqua blu e trasparente mi chiamava! Era gelida, però, quindi un tuffo e via, ma quanto è stato bello e rigenerante ^_^



E ora veniamo alla rubrica The Most Beautiful Sentence di Aprile.


Avete preparato le frasi? Bene, ecco la mia, tratta da “La cucina dei desideri segreti” di Darien Gee:
Madeline ritorna con una teiera piena. Sono rimaste sole nel locale, e Julia nota che Madeline ha messo alla porta il cartello CHIUSO dopo aver salutato l’ultimo cliente.
Julia non discute, non protesta. Quelle donne non la conoscono, non conoscono Josh, eppure lei sente che capiscono il suo dolore.
E così rimangono sedute lì, in un silenzio imbarazzato ma anche confortevole, prendendosi un po’ di tempo prima di ricominciare a parlare, a voce bassa, di vicende del cuore che non possono essere dimenticate.
Ora tocca a voi, stupitemi! Baci a tutti e buona giornata ♥