lunedì 29 luglio 2013

Alta marea a Cape Love

‘ngiorno a tutti, come state?
Dunque, io ho trascorso un weekend pazzesco ragazzi! A cominciare da giovedì mattina: alle 8 parrucchiera, poi estetista e a casa a preparare la valigia. Perché? Beh, mio marito, mia cognata e io dovevamo raggiungere i miei suoceri a Biella, perché la cugina di mio marito si laureava in Medicina. Arrivo giovedì sera, proclamazione venerdì alle 2 (è stato davvero emozionante!), rinfresco, cena in un posto meraviglioso, a Oropa, faceva un freddo!! Sabato mattina sveglia presto, treno per Roma, tappa a casa dei miei per festeggiare “brevemente” il mio compleanno, cambio d’abiti e via a Santa Marinella per il matrimonio di una mia amica @__@ e siamo ancora vivi!!! ^_^’ più o meno :-/
Ieri però eravamo in stato comatoso, buttati sul divano come due amebe tutto il giorno! Poi la sera ho festeggiato di nuovo il compleanno con i miei amici :-)
Allora, veniamo a noi. Come promesso oggi posto la recensione dell’ultimo libro che ho letto: “Alta marea a Cape Love” di Viviana Giorgi, edito da Emma Books.


Emma Books è una casa editrice unicamente digitale che pubblica romanzi femminili di ogni genere. Era da un po’ che la seguivo con interesse e la scorsa settimana mi hanno scritto per chiedermi di recensire questo romanzo, potevo mai tirarmi indietro?? 
Naturalmente l’ho letto tutto d’un fiato e... mi è piaciuto!
Gioia, la protagonista del libro, viene invitata alle nozze (le quinte!!) di zia Arianna a Cape Love, un paesino del Maine.
Gioia, pur sapendo che dietro l’invito di zia Ari di farle da damigella d’onore si nasconda qualche insidia, accetta e parte da Milano alla volta del Maine.
Come pensava, il matrimonio della zia non è un matrimonio normale, infatti si deve vestire da Pocahontas e, mentre la zia è in viaggio di nozze, si dovrà occupare dei suoi cani (un terranova e un bassotto) e dovrà anche aiutare l’amica di Ari, incintissima, a occuparsi della libreria del paese. Come se non bastasse, un ragazzino dolcissimo e suo padre irromperanno nella vita di Gioia fino a sconvolgerla del tutto.
L’autrice scrive molto bene, il racconto è scorrevole, frizzante e lo stile irriverente e sarcastico. I personaggi sono tutti ben descritti, la zia, nonostante compaia soltanto al suo matrimonio, è sempre presente nella vita di tutti, perché è una forza della natura e manovra i fili della vita della sua nipote preferita perché sa che Cape Love è quello che ci vuole per lei!
La protagonista è soddisfatta del suo lavoro, ma è alla ricerca del suo principe azzurro; nonostante non ami particolarmente i bambini, tra lei e Jimmy si instaura subito un bellissimo rapporto. Il lettore non può non innamorarsi di questo bimbo vivace e affettuoso e le lettrici donne cadranno ai piedi del padre, bello e sexy!
L’unica nota stonata, ma è puramente una questione di gusti, è il continuo rivolgersi al lettore nel tentativo di coinvolgerlo nella storia, ma a me personalmente piace sentirmi immersa nel racconto, pensare di essere insieme ai protagonisti, senza il bisogno di sentirmi sempre chiamata in causa.
Comunque è una storia d’amore coinvolgente, condita da scene piccanti e contornata da personaggi indimenticabili (come le vecchiette che sarebbero le protagoniste perfette de La signora in giallo!) e da panorami mozzafiato!
Un’altra perfetta lettura estiva!
Credo che terrò d’occhio questa autrice, ha scritto altri libri che voglio leggere e penso che la Emma Books meriti di avere successo!
Miei cari lettori, auguro a tutti voi delle splendide e rilassanti vacanze! Il blog chiude, ci si rivede a settembre! 
E come sempre...

ABBUFFATEVI DI PAROLE ^_^



Quando le due fuori di testa si dirigono trillando verso il punto dove si terrà la cerimonia – perché la cerimonia si terrà qui al faro, se ancora non l’aveste capito, nel giorno del solstizio d’estate – ne approfitto per darmela a gambe, seguita dalle due bestie che pure di Woodstock hanno le scatole piene. Prendo il sentiero che scende al mare più veloce di una capretta di Heidi, con Paraspifferi alle calcagna e Armageddon già in esplorazione sulla spiaggia.
Che meraviglia!
Immaginate: l’oceano blu e spumeggiante davanti a me, rocce rosse alle mie spalle e un’incredibile spiaggia che si snoda per qualche centinaio di metri in entrambe le direzioni. Chiudo gli occhi e alzo il viso al sole, fregandomene per una volta degli UVA, e torno in pace con me stessa. Che stia anch’io diventando un po’ new age? La sola idea mi fa sobbalzare d’orrore. Riapro gli occhi e mi sento chiamare: «Joy, Joy, sono qui».

lunedì 22 luglio 2013

Gli ingredienti segreti dell’amore

Buongiorno buongiorno buongiorno!
Sono viva!!! Vi sono mancata eh? Dai, dite la verità ;-)
Cari lettori, purtroppo la stanchezza dell’anno si fa sentire, considerando il fatto che andrò in ferie il 17 agosto, non so come riuscirò a sopravvivere ancora un mese al delirio cittadino e alla noia sul lavoro che sta pesando in maniera consistente sul mio stato d’animo.
Ma non voglio angosciarvi, vi dico solo che a settembre - spero - avrò grandi novità! Incrociate le dita per me, non dico altro :-x
Oggi recensisco un romanzo che mi è piaciuto davvero molto, d’altra parte chi mi segue da tempo lo sa, amo da impazzire i libri che coniugano amore e cucina.
In questo caso si tratta di un romanzo che ha avuto molto successo in Germania e anche in Italia: “Gli ingredienti segreti dell’amore” di Nicolas Barreau.


L’affascinante Aurélie è la proprietaria di un piccolo ristorante di Parigi, Le Temps des cerises. Un giorno, delusa da una storia d’amore finita male, Aurélie per sfuggire a un poliziotto troppo zelante, si ritrova in una libreria dove lei - che non ha mai letto un libro in vita sua - compra un romanzo, “Il sorriso delle donne” che divora in una notte, anche perché scopre che il libro parla di lei, del suo vestito verde e del suo ristorante con le tovaglie a quadri bianchi e rossi.
Cercando disperatamente di comunicare con l’autore del libro, Robert Miller, si imbatte invece nell’eccentrico editor della casa editrice Éditions Opale, André.
Scopriamo che il vero autore del romanzo non è il fantomatico Miller, ma lo stesso André che si innamora di Aurélie e farà di tutto, ma davvero di tutto, per conquistarla.
Cercando qualche notizia sull’autore mi sono imbattuta in Wikipedia e ho scoperto che Nicolas Barreau è un nome fittizio, cui sono attribuiti quattro romanzi d’amore pubblicati da una casa editrice tedesca. Quindi un po’ quello che succede in questo libro.
Le primissime pagine le ho trovate poco scorrevoli, con una serie di ripetizioni noiose sul fatto che la vita della protagonista di lì a poco sarebbe cambiata grazie a un libro.
Ma poi la storia diventa più scorrevole, divertente e gradevole, si snoda nel racconto delle vicende alternando la versione di Aurélie e André in prima persona in un susseguirsi di equivoci, presentazioni di libri al limite dell’assurdo e profumi della fantastica cucina di Aurélie.
E’ un romanzo scritto molto bene, divertente e frizzante. Simpaticissima anche l’amica della chef e il collega inglese di André, nonché il grande e grosso proprietario della casa editrice, il tutto condito da una Parigi scintillante e sempre romantica.
Consigliatissimo!
A presto con l’ultima recensione prima delle agognate vacanze! Un bacio a tutti ^_^

Avevo riflettuto a lungo sulla scelta dei piatti con cui fare colpo sullo scrittore inglese e alla fine avevo optato per il Menu d’amour lasciatomi da mio padre.
Senza dubbio non era quanto più di raffinato la cucina francese poteva offrire, ma aveva due vantaggi imbattibili: era semplice e poteva essere preparato in anticipo, così durante la cena avrei potuto dedicare tutta la mia attenzione all’uomo che, lo ammetto, aspettavo con ansia.
Mi allacciai il grembiule bianco e svuotai i sacchetti con la spesa che avevo fatto la mattina al mercato: valeriana, due gambi di sedano, avocado, arance, noci di macadamia, champignon, un mazzo di carote, cipolle rosse, melanzane lucide quasi nere, due melagrane rosso rubino, carne d’agnello e pancetta affumicata.
Patate, panna, pomodori, spezie, erbe aromatiche e baguette non mancavano mai in cucina, e il parfait à l’orange aromatizzato alla cannella che, insieme ai gâteaux au chocolat, rappresentava il coronamento del Menu d’amour, lo avevo preparato la sera prima.

martedì 9 luglio 2013

Ferro e Fuoco

Salve a tutti, come va? 
Il tempo è un po’ pazzerello, ma abbiamo capito che quest’estate andrà così! La mattina c’è il sole e fa caldo, e il pomeriggio arriva il diluvio, giusto il tempo di uscire dall’ufficio :-/

Oggi, cari miei, vi parlo di un romanzo che non vedevo l’ora di leggere e che esce un po’ dagli schemi dei libri che leggo solitamente, ma è opera di un autore a cui tengo particolarmente visto che l’ho conosciuto di persona, Romano De Marco e del quale ho già recensito un libro e che ho anche intervistato!
In questo caso si tratta del suo romanzo d’esordio, “Ferro e Fuoco”, uscito nel 2009 per Giallo Mondadori.



Roma è stata presa di mira da una banda di criminali, chiamati i cavalieri dell’Apocalisse. Questi quattro banditi stanno mettendo in ginocchio la capitale, con l’intenzione di conquistarla, prendendosi gioco delle forze dell’ordine anticipando ogni loro mossa. Non si fanno scrupoli a uccidere a sangue freddo persone innocenti e a rapinare supermercati e banche.
Polizia e carabinieri collaborano ormai da quattro mesi su questo caso, ma sono ancora a un punto morto. Il procuratore capo di Roma capisce che l’unica persona che può fermarli è Rinaldo Ferro, capitano dei carabinieri, soprannominato Supermèn, intorno al quale aleggia un alone di mistero e i cui metodi di investigazione sono alquanto discutibili. Ferro richiama in servizio i suoi due fedeli compagni, forma un team valido ed efficiente, ma riuscirà a catturare i pericolosi criminali? Oltretutto deve fare anche i conti con il suo temibile passato...
Credo sia la prima volta che leggo un romanzo ambientato nella capitale, un thriller per di più! Fin dalle prime pagine si capisce che non sarà una storia semplice da digerire, è violenta e terribile, è inevitabile rimanere scioccati dalle azioni crudeli e apparentemente inspiegabili commesse dai banditi.
Il lettore rimane col fiato sospeso ogni volta che le indagini arrivano a una svolta, soffre insieme agli investigatori e piange per la strage di vittime senza colpa.
Il personaggio di Rinaldo Ferro è complesso, molto ben descritto. E’ un uomo forte, ma ha un passato con cui deve convivere ogni giorno della sua vita; interessanti i flashback che ci riportano indietro nel tempo per farci conoscere un pezzettino in più della vita dell’impenetrabile capitano. Anche lui come i criminali è senza scrupoli quando si tratta di lottare per la giustizia, in questo senso è molto intrigante anche il personaggio femminile, il commissario Laura Damiani. E’ una persona moralmente integerrima e in gamba, ma la vicinanza con Ferro le farà mettere in discussione il suo concetto di giustizia ed è interessante vedere questo cambiamento in lei, l’autore è riuscito a cogliere ogni sfumatura dell’evoluzione del suo carattere, così come è riuscito a descrivere minuziosamente ogni personaggio, ognuno col suo carattere e i suoi pensieri. 
Lo stile diretto, crudo e vivido di Romano mi ha entusiasmata, ho letteralmente divorato questo romanzo e non vedo l’ora di leggere ancora questo autore così in gamba!!

PS.: Grazie a Yozo per avermi consigliato questo gioiellino! ^_^


"Le dita si stringono intorno alla collana. L’altra mano si alza e la canna della pistola si ferma a pochi centimetri dalla fronte di Katia.
Lo sparo crea un boato inaspettato, assordante. Katia viene proiettata all’indietro, sulla sua sedia con le rotelle.
La corsa termina contro una fila di carrelli al lato delle casse e la ragazza cade in avanti faccia a terra. I capelli biondi, raccolti sulla nuca, fanno ora da cornice a un ammasso sanguinolento, rosso e grigio, come se il cervello le fosse esploso dall’interno. [...] La ragazza è a terra in una posa scomposta, grottesca, con le gambe completamente scoperte dalla minigonna e dal camice da lavoro, che nella caduta si sono sollevati. Ha un piede nudo, una scarpa col tacco alto è rimasta accanto alle rotelle della sedia. Una pozza scarlatta si allarga lentamente sotto il groviglio di capelli biondi."

giovedì 4 luglio 2013

Via Chanel n° 5

Salve a tutti, come state?
Oggi il tempo è davvero strano, fortuna che ho visto il meteo stamattina e mi sono attrezzata di conseguenza, visto che sembra debba piovere, ma domani tornerà a splendere il sole e sabato spero di riuscire ad andare al mare!
A proposito di mare... oggi vi parlo di una lettura prettamente e decisamente estiva, “Via Chanel n° 5” di Daniela Farnese, edito da Newton Compton.


La protagonista è Rebecca, innamorata della mitica Coco Chanel, ha centinaia di scarpe e l’armadio pieno di tubini, sfodera aforisimi della stilista ed è una romanticona, in cerca dell’anima gemella. Crede di averla trovata in Niccolò e per lui si trasferisce a Milano, ma il sogno si infrangerà presto con una brutta scoperta, lui non è innamorato di lei. Ormai però Rebecca si trova a Milano e decide di dedicarsi anima e corpo al lavoro di wedding planner. Esce con gli amici, conosce ragazzi nuovi, ma tutti - inevitabilmente - la deludono.
All’improvviso spunta anche un ammiratore segreto che la farà innamorare perdutamente. Chi sarà mai?

Che dirvi ragazzi, sono rimasta un po’ delusa da questo romanzo, pensavo fosse più frizzante, invece l’ho trovato monotono, ripetitivo e banale. Insomma, va bene cercare l’anima gemella, però ripetere in continuazione che nella tua vita va tutto bene ma manca solo l’amore alla lunga stanca. Voglio dire, ci siamo passati tutti credo, siamo stati senza fidanzato/a per un certo periodo, ma non per questo ci si deve flagellare continuamente!!
Comunque può essere una lettura da ombrellone, soprattutto per chi ama Chanel, le sue frasi e il n° 5.
So che l’autrice ha scritto anche il seguito (“I love Chanel”), ma non credo lo leggerò. Alcuni romanzi credo debbano restare così come sono, soprattutto quelli con l’happy ending.

Sapete una cosa però? A volte penso di essere strana io, perché i libri che hanno un grande successo di pubblico a me spesso e volentieri non piacciono :-/ Che ne pensate? ;-)

Vi lascio con questo dubbio amletico e vi auguro un fantastico weekend! ^_^

"Quando soffriamo per amore ci disperiamo come animali in gabbia che hanno conosciuto la libertà, ci sentiamo svuotati e senza speranza. Tutto quello che sembrava importante appare perduto. L’amore è una cosa meravigliosa quando ci travolge. Ci fa sentire potenti, allegri, frivoli, attraenti, leggeri, felici, in una sola parola: immortali. Quando, però, finisce, quando a noi rimane l’ingrato compito di continuare ad amare chi non ci ama più (o non ci ha mai amati), è come se improvvisamente morissimo di una morte violenta."

martedì 2 luglio 2013

The Most Beautiful Sentence di Luglio

Ciao a tuttiiii
Grazie a tutti per la numerosa partecipazione all'ultima puntata della rubrica "The Most Beautiful Sentence di luglio", ma non preoccupatevi, tornerà a settembre!
Oggi miei cari lettori abbiamo addirittura due vincitori! E' già capitato in passato e anche questa volta ho deciso di 'premiare' due grandi divoratrici di libri: Loredana di La cucina di mamma e Teresa di L'Apprendista!!! Complimenti a tutt'e due per la scelta delle frasi!

Ecco quella di Loredana, dedicata a tutte le mamme:
"Dar'ja Aleksandrova, con sei bambini, tranquilla non poteva mai essere. Uno si ammalava, l'altro rischiava di ammalarsi, al terzo mancava qualcosa, il quarto mostrava i segni d'un cattivo carattere e così via di seguito. Di rado, molto di rado, venivano brevi periodi di tranquillità. Ma queste cure e questi affanni erano per Dar'ja Aleksandrova l'unica felicità possibile. Se non vi fossero stati, sarebbe rimasta sola col pensiero rivolto al marito che non l'amava. Ma, a parte ciò, per quanto fossero penosi per la madre la paura delle malattie, le malattie stesse e il dolore suo nel constatare le cattive inclinazioni dei figli, questi stessi figliuoli già adesso, con tante piccole gioie, la ripagavano delle sue pene. Queste gioie però erano così piccole che non si notavano, così come non si nota l'oro fra la sabbia, mentre c'erano pure i momenti buoni in cui vedeva solo le gioie, solo l'oro."
Tratta da "Anna Karenina" di Lev Tolstoj.



E questa è la splendida frase di Teresa, tratta da "La scuola degli ingredienti segreti" di Erica Bauermeister, dedicata a tutti gli scrittori:
"Helen stava scrivendo quando Carl l’aveva conosciuta, cinquant’anni prima, seduta nel cortile quadrato al centro del college, circondata da ciliegi che perdevano i petali in ampie folate simili a neve. In realtà, precisava sempre lui quando raccontava la storia, Helen non stava davvero scrivendo bensì pensava a cosa scrivere, mordicchiandosi il labbro come se stesse sfidando le parole a oltrepassarle i denti.
“Allora sei una scrittrice?” aveva chiesto lui sedendosi al suo fianco sulla panchina di cemento, nella speranza che la propria battuta d’esordio fosse un po’ meglio dell’orripilante: “Che cosa studi?”. Lei gli aveva rivolto una lunga occhiata di valutazione, nel corso della quale Carl aveva deciso che non stava certo ottenendo molti punti per l’originalità. La ragazza era una scrittrice, in fondo, se esserlo significava osservare il mondo dall’impassibile posizione distaccata della mente. Lui aveva deglutito a fatica e aspettato, riluttante ad andarsene eppure deciso a evitare ulteriori tentativi di eloquenza.
Helen aveva chiuso la penna con un clic e lo aveva guardato negli occhi. “In realtà”, aveva detto, “credo che preferirei essere un libro.”
E quando lui aveva annuito, come se la sua fosse la dichiarazione più sensata del mondo, lei aveva sorriso e Carl si era reso conto che sarebbe rimasto dentro quel momento per il resto della vita."



Grazie a tutti per aver partecipato, ci vediamo a settembre con la rubrica e tra qualche giorno per un nuovo libro! ^_^

lunedì 1 luglio 2013

The Most Beautiful Sentence

Buon lunedì a tutti!
Siete riusciti a godervi questo weekend? Per me niente mare questo weekend, sabato ad Aprilia era inverno!! C’era il sole, ma il vento era freddo :-/ Ci riproverò questo sabato. Ieri invece era il compleanno della nonna di mio marito, perciò tutti in marcia verso il sud per andarla a festeggiare! :-)
E voi, cosa avete fatto di bello?
Oggi è il primo lunedì del mese, perciò eccoci di nuovo qui con la rubrica del mese “The Most Beautiful Sentence”.


Ecco la mia frase, tratta da “Il grande Gatsby” di Francis Scott Key Fitzgerald:
Ma in Gatsby c'era stato un cambiamento semplicemente sconcertante: splendeva, né più né meno: senza una parola né un gesto di trionfo, un benessere nuovo emanava da lui riempiendo la stanza.

Ed ora tocca a voi, stupitemi! ^_^

PS: LA RUBRICA TORNERA' NUOVAMENTE A SETTEMBRE!