giovedì 25 febbraio 2016

Nora Cooper Mysteries

Buongiorno a tutti cari lettori.
Da un po’ di tempo a questa parte mi sono data alla lettura di gialli. Adoro Agatha Christie e la sua inimitabile Miss Marple (meno Poirot), ho letto anche Maigret ma come personaggio non mi ha fatto impazzire, poi mi sono imbattuta in un'autrice italianissima e mi sono innamorata dei suoi gialli pieni di suspense e mistero e della protagonista, Nora Cooper. Una volta letto il primo non sono più riuscita a fermarmi, ho dovuto leggerli tutti, non potevo farne a meno.

Finora sono usciti quattro romanzi:
1 Prima di dire addio
2 Luce dei miei occhi
3 La bambina con il vestito blu
4 Cercando Amanda 


Prima però vi devo raccontare un po' di Nora, la protagonista. È un'agente immobiliare di Martha's Vineyard, Massachusetts. Dopo la morte del marito, Joe, responsabile della Squadra Detectives di Boston, si trova a dover affrontare una situazione critica: sembra che il marito avesse deciso di vendere il loro cottage senza dirle niente. Nora viene messa sulla strada giusta durante le 'indagini' proprio grazie all'aiuto del marito, che inizia misteriosamente a comunicare con lei tramite le lettere dello Scarabeo. 
Nel secondo libro Nora dovrà aiutare una sua amica che abita a Roma, purtroppo non vedente, a ritrovare la figlia misteriosamente scomparsa. I poteri di Nora diventano sempre più forti, inizia ad avere delle visioni e a fare sogni premonitori.
Nel terzo racconto siamo di nuovo a Martha's Vineyard, dove una ragazza, Kelly Scott, torna dopo tanti anni per riprendere in mano la sua vita, spezzata tanti anni prima, quando era ancora una bambina e vide sua madre morire tra le sue braccia, assassinata.
Nell'ultimo romanzo, gentilmente donatomi dall'autrice, Nora fa un viaggio in Kenya, perché disgraziatamente, Amanda, figlia di una coppia di amici di famiglia, muore in un misterioso incidente. 

Mi sono innamorata di Nora perché è una donna come tante, equilibrata, con i piedi ben piantati a terra, intelligente e caparbia. È una moglie devota, ha un lavoro soddisfacente, ma improvvisamente la sua vita cambia e deve portare addosso il peso delle sue visioni, crede di essere diventata pazza, mentre invece il suo scopo sarà quello di aiutare le persone che ama.
Sono felice perché dopo la morte del marito, Nora ha trovato un nuovo compagno che io adoro, Steve :-)
Amo questi romanzi perché il lettore ritrova personaggi cui si è affezionato leggendo, personaggi ben descritti che ormai sembra facciano parte di una grande famiglia e ogni volta l'autrice mi sorprende, perché, nonostante ci sia una costante di ambientazione, Martha's Vineyard, i luoghi descritti cambiano in modo da non stancare il lettore e tenere viva la sua attenzione.
I romanzi volano via troppo velocemente, sono sempre pieni di mistero, suspense. Si soffre insieme a Nora perché le sue visioni sono agghiaccianti, lei è una persona buona, che vorrebbe aiutare tutti, mettendo a rischio anche la sua vita senza pensarci due volte. È coraggiosa e il lettore non può far altro che ammirarla.
L'alone di "paranormale" regala un tocco originale a dei racconti che non sono dei veri e propri gialli e mi piacciono anche per questo.
Però ho una richiesta per l'autrice: perché nella prossima avventura di Nora non diamo un po' di spazio a Judith, l'assistente di Nora? La adoro e secondo la mia modesta opinione è un personaggio con una storia interessante da poter sviluppare :-)
Consigliatissimi a tutti per una lettura leggera e intrigante!

E poi, quando crediamo di aver esaurito le nostre occasioni di amare e di essere felici, la vita riesce ancora a sorprenderci (Cercando Amanda)

Quello che ci è concesso è sfruttare al meglio questo 'giro di giostra'. L'amore che non diamo resterà sospeso. E le occasioni che non cogliamo resteranno solo occasioni. (La bambina con il vestito blu)



Per chi volesse acquistare gli ebook, i primi tre libri sono stati raccolti in un 'cofanetto digitale', a soli 4,99€ su Amazon



Il quarto romanzo, sempre in ebook viene 3,45€ su Amazon

Esiste anche la versione cartacea di tutti i romanzi.
                                                                                                                                                                    

venerdì 19 febbraio 2016

"Il club delle lettrici" di Jennifer Scott: anche no!

Buondì a tutti :-)
Dopo la grande emozione che ho provato nel leggere il libro della mia amica Valentina Cebeni, mi sono lasciata andare a una lettura più... "leggera", o almeno così credevo.
Il club delle lettrici di Jennifer Scott era da tempo nella mia lista desideri di Amazon e, quando è scattata l'offerta, ho deciso di acquistare l'ebook.


Ahimè, i titoli che coinvolgono la parola libro o sinonimi, attirano sempre e sì, attirano anche me, ma spesso e volentieri sono una fregatura, diciamocelo.
In questo caso specifico i libri nel romanzo ci sono, esiste il club, ma sinceramente ho trovato il tutto slegato dalla trama.

La protagonista, Jean, è rimasta sola dopo la morte del marito, strappato alla vita da una grave malattia. L'idea del club del libro nasce un po' per caso, a ogni modo il secondo martedì del mese Jean invita quattro amiche a casa sua in teoria per parlare di libri, ma alla fine quello che fanno è mangiare e bere vino a volontà. La vita di Jean viene però sconvolta dall'arrivo della nipote Bailey, un'adolescente problematica a causa della madre alcolizzata e dell'imminente divorzio dei suoi genitori.
Insomma, una tragedia!

Dopo le prime pagine intrise di tristezza, rabbia, nostalgia da parte di Jean che piange il marito morto volevo abbandonare. Invece no, stoicamente sono andata fino in fondo.
Il carattere delle amiche, però, non viene approfondito: c'è la tipa timidissima che non spiccica una parola, un'altra abbandonata dal marito che non sa gestire dei figli disadattati, un'altra ancora che giudica tutto e tutti, un'altra che ogni volta che cucina qualcosa le amiche trovano un suo capello nel piatto (ma quanto fa schifo 'sta cosa?) e un'altra tizia che non fa sesso col marito da anni e trova consolazione nei libri erotici.
Parliamone. Di un piattume imbarazzante.
Perché l'ho letto da cima a fondo? Francamente non ne ho idea. L'unica ventata di freschezza è dovuta alla nipote scapestrata, con le sue battute acide e irriverenti mi ha fatta sorridere. In fondo in fondo è una storia di amicizia, della forza delle donne che insieme possono superare gli ostacoli, o almeno credo che fosse questo l'intento dell'autrice, ma forse è meglio che faccia un altro tentativo!

DA DIMENTICARE

Auguro un meraviglioso weekend a tutti!

martedì 16 febbraio 2016

Recensione in anteprima: "La ricetta segreta per un sogno" di Valentina Cebeni



La ricetta segreta per un sogno
Autrice: Valentina Cebeni
Data di pubblicazione: 18 febbraio 2016
Edizioni: Garzanti


"Una metà dell'isola sembrava voler vivere anche per l'altra, sprofondata invece nel silenzio perfetto del buio. E al centro, nel cuore di quella terra aspra, c'era il convento, custode di segreti che Elettra sentiva legati a doppio nodo al suo passato, a quel barattolo di primule candite da cui non si separava mai." (pag. 54-55)

Questa è una delle recensioni più difficili che abbia mai dovuto scrivere e non perché il libro non mi sia piaciuto, anzi, tutto il contrario.
Proprio perché ho amato questa storia così profondamente, mi riesce arduo esprimere a parole quello che ho provato mentre la leggevo e quello che mi ha lasciato dentro.
Chi scrive recensioni come me può capirmi. A volte è più semplice criticare che elogiare: è facile dire "questo libro non mi è piaciuto perché" piuttosto che dire "mi è piaciuto perché"...
Un libro che ti entra dentro crea un tumulto di emozioni cui è maledettamente difficile dare un nome. Ma ci proverò. Perché voi questo libro dovete leggerlo.


Elettra è costretta a chiudere la panetteria di famiglia ora che la madre, Edda, è in ospedale in coma. Lei non possiede lo stesso dono di Edda, non è in grado con le sue ricette di entrare nel cuore delle persone.
Una visita inaspettata in ospedale e una medaglietta di Santa Elisabetta, protettrice dei panettieri, le indicherà la strada da intraprendere. 
Un viaggio verso l'isola del Titano, un'isola sperduta del Mediterraneo, porterà a galla misteri del suo passato sepolti dal silenzio ostinato di Edda. Elettra però non ritroverà soltanto la madre; grazie al convento di Santa Elisabetta, troverà anche la forza per lottare e per ritrovare se stessa e credere di nuovo nell'amore.


Elettra è diventata una mia cara amica. Ho provato, grazie a lei e con lei, emozioni reali, vere, forti: è una trentenne come tante, o quasi, alle prese con un'eredità faticosa da gestire, una ragazza che aveva dei sogni e che, per colpa di una madre autoritaria, ha dovuto mettere da parte per imparare l'arte bianca. Purtroppo, come tutte le cose fatte controvoglia, anche se ci si mette l'impegno, non riescono come si vorrebbe. Edda ha il dono di parlare direttamente al cuore delle persone grazie alle sue ricette, alle sue mani, all'amore che mette nella cucina, un amore che però Elettra ritroverà grazie alle misteriose abitanti del convento di Santa Elisabetta: la sfuggente Lea, la padrona del convento che ha dato ospitalità a due vedove, la dolcissima Nicole e l'introversa Dominique. Loro sono le reiette, donne senza uomini che secondo gli isolani non hanno diritto a un'esistenza al di fuori del matrimonio. Logiche che Elettra fatica a comprendere ma che vuole combattere, e combatterà per quella che considera la sua nuova casa, perché qualcuno vuole cacciarle dal monastero.
E lì, sull'isola del Titano, in una cucina di un convento, con gli ingredienti giusti riesce a ritrovare sua madre, a 'comunicare' con lei. Edda, nonostante non sia un personaggio che 'agisce', è sempre presente, trova respiro in ogni parola e pensiero di Elettra.

"«Hai ragione, mamma», sussurrò accarezzando i contorni della foto, «ma questa d'ora in poi la porterò con me», aggiunse infilandola in una tasca del vestito, diretta di nuovo verso la cucina. Verso Edda e i suoi amaretti, il dolce che aveva segnato la sua infanzia creando un ponte di mandorle e zucchero fra le loro esistenze." (pag. 157)

Valentina per me è stata una conferma, una certezza. Già nel suo romanzo d'esordio, L'ultimo battito del cuore, ho percepito l'energia della sua scrittura, ho sentito la sua voglia di scrivere sprigionarsi dalle sue parole.
Quando la conobbi mi parlò vagamente di una nuova storia che stava scrivendo: quattro amiche, un convento, ricette profumate e io mi innamorai subito di loro e non ne sono rimasta delusa.
Lo stile di questa autrice ha una forza che travalica qualsiasi regola di scrittura: qui le regole non ci sono, quello che conta è la magia che sgorga dalle sue frasi, fatte di immagini, suoni e sapori così reali che ti entrano dentro per non lasciarti più.
Quante volte ho faticato a tornare alla mia quotidianità, staccando gli occhi da quelle pagine intrise di emozioni: volevo restare con Elettra e le sue amiche, volevo rimanere in cucina con loro a immergere le mani nell'impasto dei pani all'anice o dei dolci alle mele, perché è così che un libro dovrebbe farci sentire: coccolati, amati, mai soli.

«Come? Ma io non ho mai fatto un dolce in vita mia, non sono in grado!»
«Sciocchezze! Basterà che tu smetta di pensare con la testa e inizi a farlo con queste», le spiegò prendendole le mani [...] «Lasciati guidare dall'istinto, gioca con i ricordi e i profumi evocati dagli ingredienti. Ascoltati. Ascoltati e sarà facile, credimi», le assicurò. «Facile come mangiare una pallina d'impasto», aggiunse arrotondandone una fra le dita. (pag. 203)

Mi è capitato, nella mia "carriera" di lettrice, di imbattermi in libri dal titolo culinario evocativo che mi hanno attratta; poi però, quando andavo a scorrere le pagine, mi rendevo conto che la cucina poco aveva a che fare con la storia che stavo leggendo, ma qui è diverso, qui la cucina è la protagonista, è amore, l'amore indissolubile che unisce Edda ed Elettra.
Chiamiamolo romanzo di formazione, anche se sono sempre restia a 'etichettare' un'opera: in questo caso però Elettra all'inizio della storia è una ragazza sola, frustrata, amareggiata, persa, poi lentamente impara a cercare e a conoscere se stessa, a non avere più paura dell'amore, della vita, un giorno si specchia e quello che vede le piace. Non è ciò che tutti vorrebbero? Amarsi.

"Non appena sentì le braccia di Adrian sfiorare le sue, Elettra s'irrigidì; era strano il contatto con una pelle nuova, ricordare cosa significasse sentire il corpo di un altro contro il suo. Conoscere un nuovo respiro, un nuovo odore, quel profumo di mare e muschio bianco che portava il nome di Adrian, oltre alla sua voce ormai registrata nella mente. Sensazioni che doveva imparare daccapo, come in una nuova educazione sentimentale." (pag. 192)

Ricetta pani all'anice di Edda su Elle:http://www.elle.it/Cucina/Pane-all-anice-ricetta

  


martedì 9 febbraio 2016

Due promettenti autrici italiane

Buongiorno a tutti cari lettori e buon martedì.
Sono in fremente attesa del nuovo romanzo della mia amica Valentina Cebeni, edito da Garzanti e intitolato La ricetta segreta per un sogno.
Vi ricordate di  Valentina? In collaborazione con Ryar Web Radio, Andrea - il presentatore della trasmissione La Giovane Italia - e io abbiamo presentato il suo meraviglioso romanzo d'esordio, "L'ultimo battito del cuore". Ebbi occasione di conoscere l'autrice, una persona sensibile, dolce e determinata. Sapevo che sarebbe cresciuta e avrebbe fatto strada ed eccola al suo secondo romanzo edito da Garzanti. Verrà pubblicato verso fine febbraio, vi terrò aggiornati. 
Appena la casa editrice mi invierà il libro, posterò una bella foto. È vero che ormai leggo tantissimo tramite il Kindle, ma l'attesa di un libro cartaceo è tutta un'altra storia ragazzi!

* * *

Oggi invece vorrei parlarvi di un'altra autrice che "conosco" grazie ai suoi romanzi e anche virtualmente: Giovanna Zucca.
Di suo ho letto "Mani calde" e "Una carrozza per Winchester" pubblicati con Fazi e sempre edito da Fazi è il suo ultimo libro: Ässassinio all'Ikea


Erminia e Anna Laura sono amiche fin da piccole. La prima è sposata, ha un figlio e insegna letteratura all'università, mentre Anna Laura, nonostante la madre avesse un atelier di abiti da cerimonia, ha avviato una carriera da commercialista e da trent'anni intrattiene una relazione amorosa con un uomo sposato, Amilcare.
Poco prima di Natale, il 21 dicembre, il corpo di Amilcare viene trovato senza vita dentro un letto contenitore di un negozio Ikea.
Alla vita delle due protagoniste si intreccia quella del commissario Loperfido, del suo microcane e dell'ispettore Luana Esposito, arrivata da poco da Napoli.

Non voglio svelarvi di più. La trama si snoda su diversi piani narrativi: alcuni capitoli sono raccontati dal punto di vista di Erminia, in prima persona, mentre invece alcune parti, quelle che parlano della vita del commissariato e delle indagini, vengono descritte da un narratore onnisciente.
Non si può definire un giallo vero e proprio, c'è un morto ammazzato sì, ma le indagini vengono soltanto sfiorate, ci sono sospetti, qualche interrogatorio ma non molto di più.
Ciò che viene approfondito è il rapporto tra i personaggi le cui vite si intrecciano, anche se per breve tempo. Direi che questo romanzo parla di amicizia e di amore. Poco importa in questo caso chi è l'assassino; è vero, la curiosità nel lettore c'è, ma l'omicidio passa in secondo piano rispetto ai racconti di vita vissuta, vita quotidiana di persone come noi, racconti di un'amicizia che dura da tutta la vita, un'amicizia a tratti egoistica, ma per la quale si arriva a sacrificarsi.
Giovanna Zucca la adoro sempre di più, fin dal suo primo romanzo si evince che abbiamo davanti una scrittrice sensibile, dotata, che può scrivere e parlare di tutto.
In questo libro si ride e si piange e soprattutto si riflette.  


mercoledì 3 febbraio 2016

Ciao a tutti


È da tanto tempo tempo che non scrivo...
Ogni tanto a noi blogger capita di avere dei momenti di blackout, succede che passa la voglia di scrivere, di condividere, succede che le motivazioni che ti avevano spinto ad aprire il blog non reggono più, succede che si fatica a stare dietro ai commenti, a seguire tutti gli altri blog amici, anche se si leggono con piacere, succede che i poveri autori esordienti ti inviano email su email sperando non tanto che tu legga il libro e faccia commenti costruttivi ma che lo pubblicizzi e ti stanchi... sì, ero stanca e mi scuso con tutti i miei cari lettori perché ho lasciato il blog all'improvviso, senza scrivere niente, perdonatemi.

Sono tornata? Sì, credo, comunque non a tempo 'pieno', scriverò quando ne sentirò il bisogno. Spero che abbiate ancora voglia di seguirmi.

Nonostante la pausa ho continuato a leggere, ormai il Kindle e io siamo una cosa sola. Non saprei nemmeno dirvi quante cose ho letto in questo periodo, sono passata attraverso il maestro dell'horror, Stephen King, un classico come "Ritratto di signora", gialli, narrativa femminile, insomma, ho spaziato abbastanza.



A proposito di autori che si autopubblicano... Attenzione, non sono contro questa pratica, credo che bisogna anche adeguarsi ai tempi moderni, l'unico punto su cui batto e mi sono sempre battuta e sempre mi batterò, al di là dello stile, della trama, bisogna fare attenzione all'italiano!! Ok alla autopubblicazione, alla copertina magari fai-da-te, ma credo che si possa anche investire qualche euro sull'editing e la correzione di bozze. O comunque cari autori, fate prima leggere il libro a quante più persone possibili! Perché già un libro scritto in un italiano corretto fa la sua figura.
Un esempio di romanzi autopubblicati scritti bene lo offre Giulia Beyman, autrice italiana che ha pubblicato su Amazon e altre piattaforme la serie 'Nora Cooper Mysteries'.
La protagonista, Nora, è un'agente immobiliare che, suo malgrado, si ritrova ad avere contatti con l'aldilà e grazie ai quali riesce a risolvere, insieme alla polizia, misteri, omicidi, rapimenti.
I romanzi della raccolta sono quattro, i primi tre si trovano anche in offerta a 4,99€ in un "cofanetto". Il testo è scorrevole, io li ho divorati in pochissimo tempo, sono romanzi brevi. A quanto sembra l'editing dei lavori è affidato al marito dell'autrice, ho notato sicuramente delle mancanze, qualche piccolo errore e ripetizioni, ma le storie sono avvincenti e la protagonista si fa amare sin da subito, è una donna intraprendente e generosa.
L'autrice ha pubblicato anche con la collana di ebook della Rizzoli, Youfeel, un romanzo rosa che però non ho letto.
Certo, non parliamo di Agatha Christie né di Montalbano, ma sono storie piacevoli da leggere.
I libri li trovate anche in formato cartaceo, ma la differenza di prezzo è notevole, consiglio gli ebook e consiglio questa lettura agli appassionati di giallo che hanno un pizzico di paranormale!

Il quarto ancora non è tra le mie grinfie, ma si trova sulla Wish list di Amazon :-) Per ora sono alle prese con un altro giallo dai toni ironici di Giovanna Zucca, "Ässassinio all'Ikea".

Un abbraccio a tutti