lunedì 22 ottobre 2018

Quello che gli altri non vedono

Cari lettori, come state?
È da un po' che non ci sentiamo, oggi a Roma sembra inverno, mentre fino a ieri si andava in giro a maniche corte. Dalle vostre parti?

Oggi vorrei parlarvi di un libro che ho scoperto gironzolando per vari blog, devo dire che è la copertina la cosa che mi ha conquistata subito, non la trovate meravigliosa anche voi?


Il protagonista è il piccolo Milo di 9 anni. Milo è un bambino molto speciale, si prende amorevolmente cura di nonna Lou e del maialino Amleto. Vive insieme alla madre, separata dal marito. Milo è affetto da una malattia che lo renderà cieco. La nonna gli ha insegnato a sviluppare gli altri sensi, in modo che quando tutto diventerà buio riuscirà comunque a orientarsi.
Un giorno nonna Lou dà fuoco alla cucina di casa, e a quel punto la madre di Milo decide di portarla in una casa di riposo, nonostante le proteste del bambino. Milo capisce subito che in questo  ospizio c'è qualcosa che non va, nonostante all'apparenza sembri tutto perfetto. Riuscirà a risolvere il mistero grazie a un amico speciale dal cuore grande. 

Vorrei subito cominciare col dire che, nonostante le premesse, il libro non mi ha emozionato particolarmente. Forse i temi trattati sono tanti, troppi. La separazione dei genitori, la malattia di Milo, per non parlare del suo amico Tripi, il cuoco della casa di cura, sfuggito alla guerra in Siria e alla ricerca della sorella perduta. Il papà assente, il "giallo" della clinica in cui si trova nonna Lou, insomma, sembra un calderone di problemi piuttosto complessi da risolvere.
Milo però mi è piaciuto, è un bimbo sveglio, in gamba, generoso, che accetta coraggiosamente la malattia, anche grazie all'amore e all'affetto di nonna Lou. La nonna in realtà è la bisnonna, che dalla morte del marito non parla e comunica attraverso bigliettini. Si percepisce comunque tutto l'amore che ha per il nipote, è stata una donna innamoratissima del marito, in gamba e tosta.
I personaggi sono caratterizzati abbastanza bene, ma come dicevo prima, forse mi sarei focalizzata su un argomento piuttosto che metterne insieme tanti di diversa natura e importanti.
Nel complesso è un romanzo scorrevole che si fa leggere, ma personalmente non sono rimasta particolarmente colpita dalla storia, non so come spiegarvi, mi aspettavo qualcosa di commovente, ma non è stato così, peccato.

"Ci vuole tempo per lasciar andare le cose, non tanto i ricordi, che non erano molti, piuttosto i sogni di quello che avrebbe potuto essere e non è stato".

"[...] Milo capiva che le persone che ti amano davvero sono quelle che non se ne vanno mai".